di Nicola Pucci
Il torneo di Gstaad ha perso negli ultimi anni un po’ di quel prestigio che aveva garantito un albo d’oro di tutto rispetto, ma rimane pur sempre un appuntamento che giocatori di seconda fascia farebbero carte false pur di mettersi in bacheca.
Il russo Mikhail Youzhny è campione in carica e prima testa di serie del tabellone, forte del suo ranking da numero 19 mondiale. Ma non è stagione fortunata, per il moscovita, che dopo il debutto senza patemi con De Schepper – killer al primo turno dell’unico azzurro in gara, Filippo Volandri – inciampa nella solidità dell’olandese Robin Haase che lo elimina in tre set ai quarti di finale. Allo stesso stadio della competizione termina la corsa anche del secondo favorito del torneo, l’iberico Marcel Granollers, estromesso dal connazionale Andujar.
Al Credit Agricole Suisse Open Gstaad, categoria ATP World Tour 250, c’è quindi gloria per Juan Monaco, ex-top-ten di qualche anno fa scivolato fuori dai 100 migliori al mondo, ma abile nel magnifico scenario delle Alpi svizzere nel ritrovare come d’incanto l’ispirazione che pareva definitivamente smarrita ed andare a cogliere la diciannovesima finale di una carriera ben più che dignitosa. Il trentenne di Tandil elimina strada facendo il rumeno Hanescu, dal tennis bello ma poco efficace, lo spagnolo Garcia-Lopez, che sa giocare ma spreca troppo spesso occasioni propizie, il brasiliano Bellucci, che cerca di guadagnare un posto laddove il talento vorrebbe che si trovasse, infine in semifinale proprio Robin Haase, avanti 3-0 30-0 nel primo set ma incapace di portare l’opera a compimento.
L’argentino incrocia in finale Pablo Andujar che a sorpresa sostituisce Verdasco, atteso alla sfida decisiva per il titolo ma limitato sul più bello da problemi alla spalla sinistra. Il ragazzo nato a Cuenca non ha gran palmares, ad eccezione di due sole vittorie a Casablanca nel 2011 e nel 2012, ma in terra elvetica si presenta in eccellente stato di forma e dopo aver beneficiato del ritiro di Simon al primo turno, fa fuori agli ottavi Rola per poi infrangere le illusioni di Granollers e Verdasco.
Andujar parte lancia in resta, sbaglia poco o niente e nel primo set chiude i conti velocemente, 6-3. Monaco deve reagire, e ad inizio secondo set entra finalmente in partita. Brekka subito e vola sul 3-0 ma quando sembra padrone del set incassa due splendide risposte di Andujar che valgono il controbreak del 4-3. Monaco perde di nuovo fiducia e torna a sbagliare molto, il servizio non incide, lo spagnolo risale da 3-5, aggancia l’avversario sul 5-5 e col break del 6-5 va a servire per il titolo. Pablo non trema e dopo 1ora 32minuti piazza l’ace della vittoria che vale il terzo titolo in carriera.



