di Nicola Pucci
Il torneo di Washington va in archivio con la prima finale tutta canadese dell’era open del tennis. Raonic è il vincitore annunciato, Pospisil il battuto secondo le previsioni ma è festa grande per un paese di scarsa tradizione tra le potenze della racchetta. Ma si sta facendo, e il futuro si annuncia roseo dalle parti di Montreal.
Il Citi Open è appuntamento di primo livello nell’estate al di qua dell’Atlantico che conduce agli Open Usa di fine agosto, un ATP World Tour 500 che richiama nomi importanti: tre top-ten sono presenti all’appello, Berdych, Raonic e Dimitrov – costretto però al forfait -, più Nishikori, Isner, Gasquet e Anderson che stazionano stabilmente tra i primi venti giocatori al mondo. Ma il ceco denuncia uno scarso stato di forma e dopo la vittoria all’esordio con Ginepri, veterano che sta provando a recuperarsi a discreti livelli, cede netto, 6-2 6-4, proprio a Vasek Pospisil che chiarisce di essere ben intenzionato ad andar lontano. Il canadese di riserva ha talento certo, lo sappiamo da tempo, ma pure incostante, stavolta però ci mette un pizzico di grinta e coraggio in più per scavalcare Giraldo ai quarti e Gasquet in semifinale al termine di due maratone decise al terzo set.
La parte bassa del tabellone è terreno di caccia di Milos Raonic, protagonista ormai fisso nelle competizioni che contano. Il bombardiere di origine montenegrina vince cinque tie-break di seguito, 7-6 7-6 al debutto col promettente americano Sock, 7-6 7-6 agli ottavi col vecchio leone non più indomabile Hewitt, 7-6 6-2 ai quarti con l’ostico Johnson. Ad altezza semifinale Raonic trova Donald Young, grande speranza mai esplosa compiutamente ma che quest’anno si sta segnalando con qualche buon risultato. Il “moro” dell’Illinois corre veloce ed elimina strada facendo Sugita, Benneteau, Istomin ed Anderson prima di arrendersi alle botte di servizio di Raonic che gli sbarrano l’accesso alla seconda finale in carriera dopo Bangkok 2011, 6-4 7-5 con il canadese che vince il 92% (!!) dei punti quando mette dentro la prima.
Finale in famiglia, dunque, con Raonic forte dell’unico precedente a favore, la semifinale vinta un anno fa proprio a Montreal, 7-6 al terzo. Milos parte col piede giusto brekkando d’entrata per poi salvare subito dopo con un ace una pericolosa opportunità di controbreak, comanda col servizio mentre Pospisil fatica a tenere la battuta e non incide con la seconda palla. Altro break per il 4-1 e in poco meno di 30 minuti il primo set è di Raonic, 6-1. Nel secondo set c’è equilibrio fino al 5-4 quando Pospisil commette due errori grossolani di rovescio e Raonic con un passante vincente chiude in 1ora 8minuti di gioco, 6-1 6-4 per il primo successo del 2014.



