di Francesco Gori
Dal campo par 71 del Valhalla Golf Club di Louisville, in Kentucky, dove si è disputato il Pga Championship 2014, quarto Major stagionale, esce vincitore Rory McIlroy. Per il nordirlandese un’altra vittoria che ne conferma la leadership nel ranking mondiale, dopo aver riconquistato il n.1 giusto una settimana fa dopo il trionfo al WGC Bridgestone Invitational. La conquista del quarto Major personale non è stata cosa facile per il giocatore europeo, su un percorso che ha livellato i valori, permettendo a tanti avversari di giocarsela fino alla fine. -16 il risultato finale del campione, mentre al secondo posto, dietro di un colpo, chiude uno strepitoso Phil Mickelson. Terzi a pari merito Rickie Fowler ed Henrik Stenson, ancora una volta costretti a rimandare l’assalto ad un grande torneo. Per i colori italiani, 47esimo posto per Edoardo Molinari e 59esimo per il fratello Francesco.
pga.com
PRIMA GIORNATA. C’è la solita grande attesa per Tiger Woods, dopo il ritiro al WGC pochi giorni prima. La Tigre si conferma in grande difficoltà: dal tee manca tantissimi fairways, sul green non riesce ad imbucare, chiudendo con un 74 (+3). In casa Italia grandi speranze per il trio di giocatori presenti. Manassero non digerisce il campo di Valhalla e con un +9 si estromette immediatamente dai giochi. Lotta sul filo del par Francesco Molinari, con un 71 che lo lascia al limite del taglio, straordinario invece Edoardo Molinari che con un -5 di giornata è ad un solo colpo dai leader. Che a sorpresa sono Lee Westwood (mai vincitore in un Major), Kevin Chappell e Ryan Palmer. Appaiato a Dodo anche Rory McIlroy che tra la 10 e la 11 accusa doppio bogey e bogey, salvo poi rispondere da campione con quattro birdie di fila. Tra i big bene anche Stenson e Furik (-5), più indietro Phil Mickelson, Bubba Watson, Sergio Garcia, Justin Rose, Adam Scott e Martin Kaymer. Non mancano i ritiri, come quelli di Angel Cabrera e soprattutto quello di Jason Dufner, vincitore del Pga nel 2013.
SECONDA GIORNATA. Pioggia al mattino che fa slittare le partenze. Finisce anzitempo il torneo di un Matteo Manassero davvero in ombra, un +15 finale che è un passo indietro dopo il bel 19esimo posto all’Open Championship 2014. Niente da fare nemmeno per Woods: altro 74 (-6 totale) e taglio mancato, con due soli birdie in 36 buche. Ma soprattutto la sensazione che i problemi fisici ci siano ancora, come dimostrato da un finale claudicante. Il taglio cade a +1 e a farne le spese, oltre ai già citati, sono fior di giocatori, tra i quali il vincitore dell’Us Open Martin Kaymer, Keegan Bradley, Miguel Angel Jimenez, Thomas Bjorn, Jordan Spieth. Là davanti è show McIlroy: quattro birdie e un eagle (con due bogey) lanciano il n.1 al comando con -9. Ad un colpo di distanza risale Jason Day, con uno strepitoso 65 di giornata, appaiato da Jim Furik. a -7 resiste Ryan Palmer e un Rickie Fowler come sempre a suo agio nei tornei del Grande Slam (straordinario il quasi-hole-in-one alla buca 11). Attenzione anche al grande vecchio maestro Phil Mickelson che risale a -4, un colpo sotto Westwood. Edoardo Molinari non riesce a ripetere il primo giro e con un +2 retrocede 17esimo, si salva dal taglio, pari al par, Francesco, 53esimo.
Lo swing di Jason Day dall’ostacolo d’acqua – news.com.au
TERZA GIORNATA. Partono insieme Jason Day e Rory McIlroy che danno spettacolo con un gioco lungo di qualità assoluta. Qualche errore in più per l’australiano che alla buca 2 finisce in ostacolo d’acqua, con relativo siparietto: calzoni su e, scalzo, colpo perfetto per salvare il par. I due viaggiano appaiati, ma nelle secondo nove Jason spreca con il putt, Rory non concede errori e vola in testa a -13, lasciando Day a -10. Il giocatore del giorno, capace di girare a -6. è Berndt Wiesberger: i sei birdie (tre consecutivi nel finale) consentono all’austriaco di partire col campionissimo nell’ultima partita dell’ultimo giro. Non molla Rickie Fowler, costante e cattivo, terzo a -11, -10 per Mickelson e Day. Ma i giocatori in lotta per l’ultimo Major stagionale sono davvero tanti: in lizza anche Oosthuizen, Stenson, Ilonen e Palmer a -9, Donaldson, DeLaet e Stricker a -8, Furik, Scott, Luiten, Mahan, Chappelle e Westwood a -7. Le ultime 18 buche si preannunciano spettacolari e combattute, sempre nel segno di un golf di grande qualità.
Rory McIlroy – sbnation.com
ULTIMO GIRO. Altro temporale a benedire l’ultimo giro, e ritardo di circa un’ora e mezza per le ultime partenze. Tanta acqua sul campo e fairway pesanti che non permettono il rotolo della palla. Francesco Molinari è abbonato al 71, il quarto consecutivo che lo porta oltre la 50esima posizione. Anche il week-end di Edoardo non è dei migliori e con un +2 di giornata (-1 totale) rimane poco avanti al fratello. I fenomeni del giorno sono Jimmy Walker e Ernie Els che con un doppio 65 si catapultano nella top ten. Partono forte Mickelson, Fowler e Stenson, che a metà giro sono appaiati a -14, mentre Wiesberger e soprattutto McIlroy iniziano col freno a mano tirato. Il nordirlandese infila due bogey, ma alla 10 mette dentro un eagle (con un colpo fortunoso, con palla colpita tutt’altro che bene) che lo riporta sotto ai tre leader. Risalgono in classifica Furik e Dubuisson, con un gioco corto scoppiettante, soffre invece Jason Day. Mickelson è in giornata, con approcci micidiali e putt imbucati dalla lunga distanza, Fowler è costante e preciso, Stenson in trance agonistica, McIlroy (spesso costretto ad attendere che il duo davanti finisca) non molla una virgola coi suoi green in regulation. Alla 14 Stenson commette un banale errore dalla corta distanza, Fowler lo segue con un bogey, par per Mickelson e McIlroy che vanno da soli in testa. Alla 16 Phil sfiora la buca con l’approccio ma poi sbaglia il putt di ritorno, Rory fa ancora par e quando alla 17 va in bandiera col secondo colpo per poi segnare il birdie si capisce che il secondo Major consecutivo è suo. Anche la dea bendata è con lui quando alla 18 il suo tee sfiora ma non entra in acqua. Cala la luce e arriva la pioggia a Louisville, dove vince Rory McIlroy, troppo forte tecnicamente e determinato mentalmente, anche nei domenti di down, per tutti gli altri avversari. A 25 anni i tornei del Grande Slam sono già quattro. Onore a Mickelson, Fowler e Stenson, grandi interpreti anche nell’ultimo giorno ma ancora una volta battuti.
CLASSIFICA FINALE:
1) RORY MCILROY -16
2) PHIL MICKELSON -15
3) RICKIE FOWLER -14
HENRIK STENSON
5) JIM FURIK -12
RYAN PALMER
7) JIMMY WALKER -11
ERNIE ELS
VICTOR DUBUISSON
HUNTER MAHAN
STEVE STRICKER
MIKKO ILONEN
47) EDOARDO MOLINARI -1
59) FRANCESCO MOLINARI E



