di Licia Apollonio
Martedì grasso è ormai dietro l’angolo, quale modo migliore quindi per avvicinarsi al giorno simbolo dell’allegria che una dolce ricetta della pura tradizione triestina? Vediamo come preparare i crostoli, conosciuti anche come cenci, o frappe, o chiacchiere, o bugie: tanti i nomi usati di regione in regione.
E allora pronti con carta e penna per annotare ingredienti e preparazione che, statene certi, il vostro palato saprà apprezzare.
da http://accantoalcaminoblog.org/2016/01/22/crostoli-bando-alle-chiacchiere-raccontate-bugie-e-copritevi-di-cenci-e-carnevale/
INGREDIENTI
- 250 g di farina
- 1 uovo
- 100 g di zucchero
- 100 g di burro
- 1 bustina di vanillina
- 2 cucchiai di grappa bianca
- 1 litro di olio per friggere
- Zucchero a velo q.b.
- Un pizzico di sale
PREPARAZIONE
Mettete il burro in un pentolino e fatelo fondere.
Versate la farina su una spianatoia, create un cratere nel mezzo e versateci le uova, la grappa, il burro fuso, la vanillina e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Una volta che si è formata una palla di pasta, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciate riposare per un’ora.
Trascorso il tempo necessario, stendete la pasta con un matterello fino a farla diventare una sfoglia sottile, quindi ritagliatela con la rotella nella forma preferita, di solito rettangoli irregolari.
Versate l’olio in una padella con i bordi alti e fatelo riscaldare, quando caldo metteteci i crostoli e fateli friggere finché non sono dorati e hanno formato delle bollicine in superficie.
Prendete e sgocciolate i crostoli su un pezzo di carta assorbente.
Spolverateli a piacere con lo zucchero a velo e godeteveli caldi o freddi.




A Firenze li chiamiamo cenci fritti, mia mamma ne fa di buonissimi. Peccato però che durante l’anno non si mangiano, ne vado matta.
ringrazio postpopuli per la splendida presentazione a presto|||||||||||||
Nell’aretino ( Sansepolcro ) si chiamano castagnole, certo un litro di olio…
Ignoravo che fossero di provenienza triestina! Miei favoriti fin da bambino (quando li preparava mia nonna con l’impastatrice), mi chiedo anch’io perchè debbano rimanere confinati ad un ristretto periodo di tempo (come accade poi per molti altri dolci), sarebbe bello poterli mangiare tutto l’anno!
E’ vero Gianluca, ci sono dolci che potrebbero essere mangiati sempre durante l’anno, che meritano, ma sono spesso relegati ad un periodo temporale. Chi ci vieta di prepararli anche durante altri mesi, però!