di Ferdinando Cocciolo
Prende il via la Vuelta 2014, con la “sfida stellare” tra i favoriti Chris Froome, Nairo Quintana e l’enigma Alberto Contador. Ma attenzione anche a Rodriguez e Valverde e alla speranza azzurra Fabio Aru, mentre Filippo Pozzato si gioca le ultime chances di essere convocato per i Mondiali di Ponferrada.
La Vuelta di Spagna, per antonomasia, è la terza grande gara a tappe ciclistica in ordine di importanza. Ma, nella realtà, a livello qualitativo e di partecipazione, non è mai stata da meno rispetto al Giro d’ Italia e al Tour de France. La Vuelta è da sempre anche occasione di rivincita per i grandi campioni e ideale preparazione per i Campionati del Mondo su strada di settembre e sarà anche così per l’edizione 2014, che si avvia con una cronosquadre totalmente pianeggiante di 12 km circa a Jerez de la Frontera. Un ventaglio di partecipanti di altissimo livello, e non solo in ottica classifica generale.
Mancherà il trionfatore del Tour de France Vincenzo Nibali, ma in compenso ci saranno Alberto Contador, Chris Froome, l’ ultimo vincitore del Giro d’Italia Nairo Quintana, Cadel Evans, Joaquim Rodriguez, Alejandro Valverde, Rigoberto Uran e la nostra “grande speranza” Fabio Aru. Mentre, notizia dell’ultima ora, non sarà al via clamorosamente l’ultimo vincitore della gara spagnola Chris Horner, fermato dalla Lampre (che aderisce al protocollo internazionale sul doping MPCC) per valori anomali presenti nell’ atleta legati alle cure sostenute per curare una bronchite.
Sarà un percorso per tutti i gusti, 5 tappe di pianura, 13 di media e alta montagna (con in totale 40 Gpm), una cronosquadre, due crono individuali. Ci chiediamo cosa poteva succedere, se al via ci fosse stato anche il nostro Vincenzo Nibali, in una sfida stellare, soprattutto con Froome e Contador, rivali sconfitti (e poi ritirati) nell’ ultimo Tour de France. Ma Vincenzo, un po’stanco e appagato da un emozionante Tour de France, punterà forte sul Mondiale di Ponferrada, obiettivo del resto in comune con Valverde, Rodriguez, Peter Sagan (che sarà il leader della Cannondale), Tom Boonen, probabilmente lo stesso Cadel Evans. Nibali a parte, sarà la Vuelta di chi vuole ottenere delle rivincite, di chi vuol confermarsi, di chi vuole interpretare alla grande la corsa anche per fare un buon Mondiale.
Prendete Alberto Contador. Lo spagnolo aveva nel mirino la vittoria al Tour de France, ma già la brutta prestazione sul pavè della Foresta di Aremberg prima (la tappa del ritiro di Froome) e la sfortuna poi hanno messo fuorigioco Alberto. Ma Contador è uno che non molla mai, ha fatto di tutto per essere al via della Vuelta e ci è riuscito. Sino a pochi giorni fa era praticamente in dubbio, ma poi hanno prevalso la determinazione, la grande voglia di rivincita e quella di misurarsi, senza alcuna esitazione, con un campione come Froome. Il madrileno dice di voler puntare soprattutto alle tappe, ma si vedrà, strada facendo. Avrà accanto a sé, come sempre negli appuntamenti più importanti, una squadra tonica, tosta, con a supporto i nostri Tosatto e Daniele Bennati (rinvigorito tra l’altro dalle parole del ct. Cassani che lo vedrebbe bene regista della nazionale azzurra a Ponferrada), Sorensen, Paulinho. Le occasioni per Alberto Contador e per chi vuol dare spettacolo in salita non mancheranno. Ad iniziare dalla quattordicesima tappa, con l’arrivo in quota a La Camperona, salita con pendenze che superano il 24%. La tappa successiva vedrà lo storico arrivo al Lagos de Covadonga, mentre il giorno dopo i corridori percorreranno la salita de La Ferrapona. Dunque, tappe per “duri“, anche per un Chris Froome che, statene certi, affronterà la Vuelta con il “coltello tra i denti“, determinato e attento a non avere inconvenienti o incidenti, voglioso di “spaccare il mondo“, dopo la tremenda delusione del Tour e un confronto con Nibali che in pratica non c’è mai stato.
Ma parecchi addetti ai lavori e non solo danno per principale favorito quel Nairo Quintana che sogna l’accoppiata Giro-Vuelta. Il colombiano vrà al suo fianco una delle squadre più forti della Vuelta; basta pensare a colui che può essere il suo alter ego, o se vogliamo il suo primo luogotenente, Alejandro Valverde, in una compagine che comprende anche elementi come Moreno, Adriano Malori, Amador.
Staremo a vedere. Enigma Contador a parte, quasi tutti vedono una lotta a due Froome-Quintana, ma attenzione a Joaquim Rodriguez, un altro che ha in testa tante rivincite. “Purito” è reduce da una prima parte di stagione tutta da dimenticare, con il doppio infortunio tra classiche e Giro d’Italia e un Tour de France certamente non in linea con il proprio potenziale ed evidentemente corso soprattutto in funzione della Vuelta. Joaquim Rodriguez è un altro “duro“, e può andare a nozze in una grande gara a tappe che non deluderà assolutamente le aspettative di tifosi e appassionati.
Salite, tappe per velocisti, percorsi ondulati, di tutto e di più, considerando, per i nostri colori, la partecipazione qualitativa dei nostri rappresentanti. Di Malori, Bennati e Tosatto abbiamo già parlato. Il resto della truppa vede un Damiano Cunego che probabilmente avrà le ultime chances per dare un senso ad una stagione fallimentare ed ottenere di conseguenza la conferma da parte della Lampre Merida; un Filippo Pozzato che spera di dare continuità alle ottime prestazioni nell’Eneco Tour e di essere convocato dal ct. Cassani per il Mondiale di Ponferrada; Fabio Aru, la nostra grande speranza per le salite che ha promesso di puntare alle prime posizioni della classifica generale; Andrea Guardini per le volate; Felline, Nocentini, Quinziato, Gatto, Damiano Caruso, per attaccare nelle tappe non eccessivamente dure.
Vamos a la Vuelta…


