di Nicola Pucci
Gli europei di nuoto 2014, competizione continentale giunta alla 32^edizione e svoltasi a Berlino nel magnificico complesso del the Europa-Sportpark, chiudono i battenti col medagliere che sorride all’Italia. Tre fuoriclasse su tutti, Paltrinieri, Pellegrini e Cagnotto, hanno illuminato la scena tricolore con le loro prodezze, ma altri contendenti si sono messi in evidenza, al maschile come al femminile, regalando una dodici giorni di gare dagli eccellenti contenuti tecnici.
Noblesse oblige, non possiamo che debuttare citando lo straordinario Gregorio Paltrinieri, che assurge al rango di campionissimo delle lunghe distanze. Già protagonista due anni fa a Debrecen con un oro ed un argento, stavolta il ragazzone di Carpi fa pure meglio con la trionfale cavalcata sui 1500 metri, con record europeo a 14minuti 39secondi 93centesimi strappato a Prilukov, e la successiva vittoria anche sugli 800 metri. Le due gare non hanno avuto storia, Paltrinieri ha fatto gara di testa fin dalle prime, possenti e ritmiche bracciate e la concorrenza – Pal Joensen in primis – è stata sbaragliata.
Gabriele Detti ha recitato perfettamente il ruolo di delfino di re Gregorio, cogliendo nelle due stesse prove due medaglie di bronzo che ne certificano la competitività ad alti livelli. Il livornese, così come Paltrinieri, ha solo vent’anni e il futuro, se non già il presente, si annuncia roseo per il nuoto azzurro di resistenza.
In stile libero l’Italia è decisamente ben messa, con Luca Leonardi che ha colto un bronzo insperato nei 100 metri, Andrea Mitchell D’Arrigo si è messo al collo l’argento nei 400 e la staffetta 4×100 è giunta terza, facendo credere che la successione a Filippo Magnini è ormai un fatto compiuto. Se poi i maschietti competono in coppia con le femmine ecco che anche qui la staffetta mista 4×100 stile libero composta da Dotto, Leonardi, Ferraioli e Galizi porta in dote alla causa azzurra il metallo più prezioso, l’oro. Federico Turrini eccelle nelle prova miste e proprio in chiusura di Europei, e alla non più giovanissima età di 27 anni, acchiappa il bronzo nei 400 metri, alle spalle di Verraszto e Pavoni.
Non solo Italia, ovviamente, in evidenza. Il serbo Velimir Stjepanovic ha realizzato una prestigiosa doppietta 200-400 stile libero, così come l’inglese Adam Peaty ha dominato 50-100 rana e trascinato la staffetta mista 4×100 alla vittoria e il fratellino Manaudou, Florent, col suo stile sgraziato ma efficace, torna a casa con quattro ori, 50 farfalla, 50-100 stile libero e staffetta 4×100 stile libero. Un cenno a parte merita l’inossidabile Laszlo Cseh, campione con la bacheca stracolma di trofei, capace ancora di primeggiare nella prova preferita, i 200 misti, e di rintuzzare l’assalto al suo trono del tedesco Philip Heintz.
Il capitolo al femminile si apre, sempre noblesse oblige, con la regina Federica Pellegrini. L’azzurra, messo ormai alle spalle il periodo opaco e dimenticate le delusioni olimpiche di Londra 2012, torna a gareggiare da fenomeno ed introduce l’ultima pagina di una carriera straordinaria intascando prima il bronzo nella staffetta 4×100 stile libero, trascinando poi quella 4×200 stile libero all’oro con una rimonta senza precendenti in ultima frazione, infine conquistando il terzo oro consecutivo nella prova prediletta, i 200 metri stile libero. Pazienza se nei 400 metri resta ai piedi del podio, quarta, in una gara che probabilmente non la vedrà più protagonista in futuro.
C’è gloria anche Martina Rita Caramignoli, terza sui 1500 metri stile libero, la giovanissima Arianna Castiglioni, diciassettenne di Busto Arsizio che conquista il bronzo nei 100 rana, e Ilaria Bianchi, che sale sul gradino più basso del podio nei 100 farfalla.
Katinka Hosszu, pur sconfitta dalla Pellegrini nei 200 stile libero, è la star della manifestazione con 3 ori, 1 argento e 2 bronzi che ne evidenziano la duttilità nel passare da una prova all’altra, al pari di Sarah Sjostrom, capace pure lei di vincere tre medaglie d’oro e quattro d’argento. Rikke Moeller Pedersen lascia le briciole alle avversarie nei 100 e 200 metri rana, la britannica Jazmin Carlin fa doppietta 400-800 stile libero, mentre Mireia Belmonte Garcia colleziona cinque metalli in vasca – oro nei 1500 metri stile libero e nei 200 metri farfalla, argento nei 400 misti e negli 800 metri stile libero, bronzo nei 400 metri stile libero – ed uno in acque aperte, bronzo nella 5 chilometri.
Proprio dal fondo l’Italia trae soddisfazioni importanti, con l’oro di Martina Grimaldi nella 25 chilometri, e i due bronzi di Edoardo Stochino nella 25 chilometri maschile e di Aurora Ponselè nella 10 chilometri.
Ricordato anche il bronzo nel combinato a squadre del nuoto sincronizzato, rimane l’ultimo noblesse oblige di questi Europei in terra germanica: Tania Cagnotto, che nel trampolino da 1 metro coglie il quinto oro di una carriera memorabile, e con l’inseparabile compagna Francesca Dallapè conquista il sesto oro consecutivo nel trampolino sincronizzato da 3 metri con lo stratosferico punteggio di 328,50. Non sazia, Tania appare nei titoli di coda della manifestazione con l’argento anche nel trampolino da 3 metri, complice ahimè un errore proprio all’ultimo tuffo.
Se aggiungiamo per chiudere l’argento di Noemi Batki nella piattaforma 10 metri è proprio il caso di dire “troppa grazia Sant’Antonio!“



