di Mariantonietta Sorrentino
Un titolo promettente, una storia che più attuale non si può, una fotografia avvincente. “Come pietra paziente”, film a firma di Atiq Rahimi, merita successo e lo avrà.
salinadocfest.it
La trama si dipana attorno ad una giovane donna che tra le macerie di una città in guerra si prende cura del marito, ridotto allo stato vegetale da una ferita recente. Detto così sembra poco, se non fosse per la trasformazione che avrà luogo attraverso quel corpo inerte. Circondato dalla guerra in Afghanistan, l’uomo diverrà il suo silente confessore: la donna prende a rivelargli un pezzo alla volta le ombre di una vita insieme.
Aiutata dal rapporto con la zia materna e dall’incontro con un giovane miliziano, la protagonista riuscirà nella metamorfosi: il corpo vivo e immobile del marito sarà la sua “pietra paziente”, alla quale confidare ricordi, angosce, segreti e speranze, fino a che la pietra non sia pronta a frantumarsi per lasciare la giovane moglie libera.
Tra gli interpreti del film figurano l’attrice iraniana Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, e Hassina Burgan.
Che la produzione abbia successo non c’è da dubitarne e non solo per la capacità attoriale. Direttore della fotografia è una firma illustre, il francese Thierry Arbogast per tre volte vincitore del PremioCésar per la migliore fotografia e collaboratore abituale del regista Luc Besson, per il quale ha curato la fotografia di ogni suo film a partire da Nikita del 1990. Scusatemi se è poco.
Non è da meno lo scrittore e il romanzo dai quali prende le mosse la sceneggiatura di “Come pietra paziente” in persiano سنگ صبور. Diretto da Atiq Rahimi è stato scritto da Jean-Claude Carrière in collaborazione con lo stesso regista, ma trae ispirazione dal romanzo omonimo dello stesso regista, vincitore dell’edizione2008 del premio letterario francese Goncourt.
Il film ha un posto d’onore nel SalinaDoc Festival di settembre. “Come pietra paziente” sarà proiettato nella cittadina siciliana martedì 23 settembre presso il Centro Congressi di Malfa alla presenza dell’attrice protagonista Golshifteh Farahani.
Festival di impegno sociale, quello di Salina nasce dalla consapevolezza che il Mare Nostrum rappresenta da millenni uno spazio favorevole allo scambio tra i popoli agevolato dai porti dei Paesi rivieraschi. Più in generale, quello di Salina è il festival che intende promuovere la salvaguardia dell’ambiente attraverso mostre fotografiche, spettacoli ed eventi a tema ambientale, per contribuire alla maturazione di una rinnovata sensibilità ecologica soprattutto tra le giovani generazioni.
Quest’anno i temi dell’evento sono stati legati a “Migrazione e integrazione”, “comunità e crisi”, “politica e etica”. Testimonianze vive di un generale rinnovamento espressivo nel linguaggio del documentario moderno, le opere portano impresse il sigillo di un lirismo derivante dalla auto-rappresentazione nel sociale, ma quando il “selfie” impera sui social, gli artisti e le artiste del nostro cinema raccontano il proprio “se” esprimendo, nella gioia delle libere scelte o nel dolore dell’esclusione, il disagio personale di chi vive in un contesto sociale sempre più lacerato.
E “Come pietra paziente” si inserisce perfettamente in questo contesto.
[youtube height=”300″ width=”470″]https://www.youtube.com/watch?v=wLmph31QUOs[/youtube]


