VUELTA 2014: VINCE CONTADOR. LE PAGELLE

di Ferdinando Cocciolo

Vuelta 2014, la Vuelta di Alberto Contador ma anche degli italiani. La Vuelta dell’orgoglio, della determinazione, della rabbia agonistica di chi, nonostante tutto e a dispetto della sfortuna, “coltivava il sogno“. Insomma, è la Vuelta terminata con il trionfo del “pistolero” che, a suo dire, doveva disputarla solo per vincere almeno una tappa.

Ma è stata anche la Vuelta del ritrovato Chris Froome e degli italiani (Fabio Aru, De Marchi, Adriano Malori e non solo), che hanno ridato vigore e speranza ad un ciclismo italiano che si avvicina sempre di più all’appuntamento iridato di Ponferrada. Puntualmente, siamo pronti con le sue pagelle: i protagonisti, coloro che hanno lasciato traccia in una gara a tappe che, ancora una volta, si è dimostrata spettacolare e anche caratterizzata da varie sorprese.

Alberto Contador - da roadcyclinguk.com

Alberto Contador – da roadcyclinguk.com

Alberto Contador, Voto 10. Alzi la mano chi, prima che iniziasse la Vuelta, non dubitava delle reali possibilità dello spagnolo di vincere, dopo la sfortuna capitata lo scorso 14 luglio (caduta durante la decima tappa del Tour de France, conseguente ritiro e addio ad ogni sogno di poter competere sino all’ultimo con un inarrestabile Vincenzo Nibali) che addirittura aveva messo in serio dubbio la partecipazione alla corsa spagnola. Eppure, Alberto, si è via via convinto di potercela fare, di fronte ad avversari non irresistibili e probabilmente con uno status psicologico superiore a quello fisico. E adesso “il pistolero” può tranquillamente essere chiamato “Alberto VI” per aver trionfato in sei grandi Giri (Tour de France 2007 e 2009, Giro d’Italia 2008, la Vuelta 2008, 2012 e quella di quest’anno). Solo Eddy Merckx (11), Bernard Hinault (10), Anquetil (8), Fausto Coppi (7) e Miguel Indurain (7) hanno fatto meglio. E’ stato indubbiamente il più forte in salita e sostenuto, anche e soprattutto sugli strappi più facili e in pianura, da un Daniele Bennati (Voto 9) indomito, potente, tattico, che non per niente sarà il regista designato da Davide Cassani nella nazionale italiana di Ponferrada. Ha vinto la tappa regina di Farrapona staccando Froome, il bis nella montagna più dura a Puerto de Ancares, da vero fuoriclasse. Il leader della Tinkoff-Saxo ha già annunciato di non voler partecipare al prossimo mondiale di Ponferrada (decisione che ha scatenato un vespaio di polemiche, anche da parte del Coni spagnolo), probabilmente in polemica con qualche gerarchia in seno alla nazionale spagnola che coinvolgerebbe soprattutto Valverde. Noi siamo convinti che un Contador in più avrebbe fatto molto comodo alla Spagna.

Nairo Quintana, Voto 4. Per molti addetti ai lavori, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia era il principale favorito della Vuelta di Spagna, l’uomo capace di fare la differenza sulle grandi salite, dall’alto anche di una condizione fisica probabilmente superiore a quella di avversari, invece, in preda a problemi fisici e dubbi di altra natura. Ma il colombiano (lo si è visto quasi subito) non era quello del Giro, anche se ha vissuto un giorno in maglia roja. Poi ci si è messa anche la sfortuna. Una prima caduta nella discesa dell’Alto del Moncayo e il giorno successivo cade ancora con il conseguente ritiro. Ma tre minuti erano davvero tanti da recuperare da Contador, il segno di un destino avverso che non impedirà al piccolo colombiano di prendersi le sue rivincite nella Vuelta 2015 e soprattutto al Tour de France.

Chris Froome, Voto 8,5. Secondo in classifica generale a 1 minuto e 10 da Alberto Contador. Anche per lui doveva essere la Vuelta dell’orgoglio e della rivincita (dopo quanto successo al Tour), e in un certo senso così è stato, anche se alla fine è mancato “il botto finale“. Prima dell’inizio della gara a tappe spagnola la condizione del leader SKY era abbastanza carente, ma poi è andato sempre in crescendo. Le sue “frullate” (con quel ritmo di pedalata non sempre distinguibile, nel bene e nel male… a proposito, e se Chris prima o poi tentasse il record dell’ora?), anche nei traguardi volanti, hanno spesso messo in difficoltà Contador, che non sempre ha risposto. A Farrapona e sul Puerto de Ancares lo spagnolo ha tenuto testa alle trenate del “keniano bianco“, senza tirare praticamente un metro. Segno di astuzia dal punto di vista tattico e di padronanza, che hanno poi portato il madrileno ad intraprendere due scatti decisivi e portarsi a casa i due tapponi. Signori, Froome non è finito.

Fabio Aru - da ilsussidiario.net

Fabio Aru – da ilsussidiario.net

Fabio Aru, Voto 10. Non ha vinto la Vuelta, ma è come se l’avesse fatto, con una forza, una classe, lo stare in gruppo (già evidenziati nell’ ultimo Giro d’Italia) che di fatto lo inseriscono tra i grandi delle grandi corse a tappe. Quinto nella generale, a 4 minuti e 48 secondi da Alberto Contador, un risultato in linea con le proprie (attuali) ambizioni che può solo essere migliorato. Due vittorie di tappa (a San Miguel de Aralar, replica sul Monte Castrove), ottenute con baldanza agonistica, ma con quell’umiltà caratteriale e rispetto per gli avversari che tanto piacciono anche al ct. Cassani (Davide gli ha già anticipato un ruolo importante sul circuito mondiale di Ponferrada). Sul Monte Castrove approfitta soprattutto delle scaramucce tra i tre spagnoli (Rodriguez, Valverde, Contador), scatta in faccia a tutti, lo segue solo Froome, che poi viene battuto. Nibali – Aru, l’orgoglio e le sicurezze del ciclismo italiano nelle grandi gare a tappe e non solo.

Alessandro De Marchi, Voto 9. Diciamolo: il prototipo di corridore che piace a tutti, anche ai capitani e ai fuoriclasse. Ottimo e indomabile gregario, sempre votato all’attacco e capace di essere un leader, quando le circostanze e i percorsi lo permettono. Vittorioso in una tappa con una fuga da lontano, ha il posto assicurato nella prossima nazionale di Davide Cassani.

Alejandro Valverde, Voto 8. Lui c’è sempre, sia nelle grandi classiche, sia nelle grandi gare a tappe (sino ad adesso, Giro d’Italia escluso). Sul gradino più basso del podio, a 1 minuto e 50 da Alberto Contador, ha dimostrato (anche se gli anni passano e aumenta la concorrenza) di poter ancora dire la sua. Ha lottato come un leone, cogliendo una bella vittoria a La Zubia, nella prima parte della Vuelta . Si è messo a disposizione di Quintana, prima del ritiro, evidenziando un senso di squadra e di compartecipazione al ruolo di leader che non è da tutti. E ora aspettiamo anche lui al mondiale di Ponferrada, nella sua Spagna.

Damiano Cunego, Voto 6. Non sarà quasi sicuramente più il corridore capace di vincere, giovanissimo, il Giro d’Italia 2004 e neanche quello di trionfare in tre Giri di Lombardia. Ma ha ancora tanta voglia di correre, di lottare, di dimostrare alla Lampre e a chi probabilmente intenderà acquisire le sue prestazioni nella stagione 2015 di essere un vincente. E’ stato protagonista di diverse fughe (cogliendo anche un terzo posto finale), insomma è da apprezzare.

John Degenkolb, Voto 10. Segnatevi questo nome per Ponferrada, circuito non molto duro, capace di esaltare le doti di un corridore che va fortissimo in volata, nei gruppi ristretti, e negli strappi brevi. Un circuito, ad esempio, che potrebbe andar bene anche al miglior Filippo Pozzato (Voto 6), che ha finito in crescendo la Vuelta  disputata con impegno e orgoglio, per dare un segnale al ct. Cassani) ed è stato protagonista (con un terzo posto finale) proprio di una volata a due con il tedesco. Quattro vittorie di tappa, può bastare?

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