CON L’ADDIO DI TRULLI, F1 SENZA ITALIANI AL VIA

di Francesco Gori

La Caterham ha silurato Jarno Trulli, il prossimo sarà dunque un mondiale di F1 senza italiani al via.

Jarno Trulli – foto flickr

Un fulmine a ciel sereno, visto che il pilota abruzzese era da tempo alle prese con i test della nuova macchina, da far debuttare il 18 marzo in Australia. Invece a fare la differenza sono stati dieci milioni di euro: quelli che ha portato in dote con il suo sponsor il sostituto Vitaly Petrov, russo ex Renault.

Si chiude così la favola dell’esperto Jarno, costretto a chiudere la carriera nonostante la voglia di correre di un ragazzino. 256 i Gran Premi disputati in F1 dall’esordio nel 1996 con la Minardi, l’apice toccato il 23 maggio 2004 con la vittoria a Monaco. Un pilota spesso sottovalutato, dal piede veloce ma dalla notevole sfortuna, che proprio ai tempi Renault teneva testa al giovane Fernando Alonso. Ma soprattutto ultima icona dell’Italia della Formula 1, ultimo esempio di una scuola di piloti in evidente crisi.

Nella categoria regina dell’automobilismo, il tricolore già da tempo non ci regala la possibilità di lottare per un titolo mondiale, ma che neanche avesse un rappresentante al via erano ben 43 anni, dal 1969 quando un incidente impedì ad Ernesto Brambilla di partecipare alla gara di Monza.

Quella degli italiani in F1 è una storia che ha visto numerosi protagonisti. Negli anni Settanta e Ottanta ricordiamo la figura di Elio De Angelis, capace di vincere due volte nel 1982 (Austria) e nel 1985 (San Marino) con la sua Lotus nera con riflessi dorati – la mitica John Player -, e poi sfortunato nel trovare la morte durante le prove a Le Castellet nel 1986, alla guida di una Brabham. In quegli anni un altro grande italiano lottava per la conquista del titolo mondiale con Alain Prost: era il 1985 e Michele Alboreto su Ferrari mancò il primo posto a poche gare dalla fine, a favore del campione francese. 5 Gp vinti in carriera per lui, ultimo pilota italiano a vincere su Ferrari e ultimo a regalarci speranze mondiali. Poi una tragica fine nel 2001, a ritiro avvenuto, durante un collaudo a Le Mans. Tanti incidenti, dentro e fuori dalla pista, ad accomunare l’Italia al volante. Come quello in elicottero capitato nell’ottobre 1990 all’allora promettente Alessandro Nannini, che ne stroncò la carriera. Nel palmares, un unico successo nel 1989 nel Gp del Giappone, dopo la squalifica di Ayrton Senna. Di lui si ricordano oltre che la determinazione e i giri veloci, il clamoroso rifiuto ad accettare un contratto con la Ferrari per la stagione del 1991.

Come non ricordare anche Riccardo Patrese che nel 1992, con una Williams stratosferica, fu vice-campione del mondo dietro alla leggenda Nigel Mansell. Per lui sei vittorie in carriera e tanta grinta fino al ritiro nel 1993, dopo un record di presenze battutto solo nel 2008 da Rubens Barrichello.

Negli anni duemila oltre a Jarno Trulli, rappresentanti della truppa italiana sono stati Vitantonio Liuzzi e soprattutto Giancarlo Fisichella; per quest’ultimo un successo in Brasile nel 2003 e un’amara parentesi con la Ferrari che ne ha decretato il declino.

Dal 18 marzo una Formula 1 che convoglierà il tifo italiano verso il solo marchio Ferrari.

5 Comments

  1. Gianluca 20/02/2012
  2. Francesco 20/02/2012
  3. Nicola Pucci 20/02/2012
  4. roscogasgas 21/02/2012
  5. Francesco 21/02/2012

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