di Nicola Pucci
Il rito annuale si rinnova e il vostro scriba è pronto all’abituale immersione full-time dell’ultima domenica di settembre: i Mondiali di ciclismo 2014 bussano alla porta ed è giunta l’ora di presentare percorso, favoriti e probabili sorprese della corsa che assegna la maglia iridata e garantisce l’immortalità sportiva, a fianco degli altri grandissimi del pedale.
Si corre in Spagna, a Ponferrada, su un percorso che misura 254,80 chilometri e che gli addetti ai lavori non faticano a definire “pedalabile“: il che significa che potrebbe risultare favorevole agli uomini veloci del gruppo che digeriscono bene la distanza e non hanno particolari problemi a spianare le asperità proposte dal tracciato. A differenza dello scorso anno a Firenze, quando vi fu una prima parte in linea, stavolta si corre interamente in un circuito di 18,2 chilometri da ripetere 14 volte. Il dislivello da superare è di 4.284 metri, con una prima salita (Montearenas) di circa cinque chilometri che presenta una pendenza media del 5%. Si scende alla diga di Barcena, dopodichè la strada si impenna (Compostilla) per un altro chilometro all’8% medio, con una punta massima dell’11%. La discesa successiva, veloce e senza difficoltà, porta al traguardo.
John Degenkolb, il tedesco, e Peter Sagan, lo slovacco: ecco i due principali favoriti della prova il linea di domenica 28 settembre. Ma se il teutonico ha dato spettacolo alla Vuelta vincendo tre tappe e vestendo la maglia di leader della classifica a punti, il fenomeno della Cannondale si è nascosto e pare lontano parente del talentuoso corridore capace di sbriciolare la concorrenza. Occhio allora all’australiano Gerrans, già re a Sanremo e Liegi, recente dominatore in Canada delle prove selettive di Quebec e Montreal, così come all’altro canguro Matthews, abile nell’eventuale arrivo a ranghi compatti.
Gli spagnoli, privi di Contador, giocano in casa ed hanno frecce velenose come Valverde, fuoriclasse sempre piazzato nella corsa iridata, e “Purito” Rodriguez: ma i due sono acerrimi rivali, un anno fa si fecero i dispetti e ad approfittarne fu il portoghese Rui Costa. Che anche quest’anno sarà della partita, su un tracciato che gli si addice, ma che si porta dientro anche la maledizione della maglia con i colori dell’arcobaleno. Gilbert non brilla da tempo ma non è da escludere dal pronostico, in casa-Belgio i più preparti sembrano essere l’eterno Boonen e il rampante Van Avermaet che nelle ultime settimane ha dominato gare impegnative come il G.p.di Vallonia e il G.P.Impanis. La Francia giocherà il jolly Chavanel, corridore fantasioso capace di inventare l’azione decisiva da lontano, l’Olanda punterà su Tom Dumoulin che ha la sparata veloce per provocare un’enorme sorpresa, la Svizzera infine spera che le poderose spalle di Cancellara meritino di indossare una maglia che darebbe lustro ad una carriera già prestigiosa.
Un capitolo a parte, ovviamente, merita l’Italia. La prima Nazionale del nuovo c.t. Davide Cassani non parte certo con i favori del pronostico ma ha l’ambizione di far saltare il banco. Pozzato, forse il più adatto al tracciato iberico, è stato lasciato a casa per non aver dato risposte vincenti, ed allora i fari saranno puntati su Nibali, re del Tour de France, e il suo delfino in casa Astana, Aru esploso al Giro d’Italia e confermatosi scalatore d’eccellenza alla Vuelta. Ma entrambi avranno necessità di arrivare soli al traguardo, in quanto battuti in volata, ed è impresa che avrà possibilità di riuscita se la corsa sarà dura fin dai primi chilometri. Ecco allora che De Marchi e Colbrelli attaccheranno da lontano, Visconti sarà l’uomo da giocarsi in caso di arrivo veloce, Giampaolo e Damiano Caruso lavoreranno per la squadra ma avranno anche la possibilità di provare l’azzardo, Bennati sarà il regista in corsa, Quinziato e le due riserve Formolo e Zardini – pronte all’uso in caso di defezione all’ultimo minuto di uno dei titolari designati – porteranno borracce e faticheranno a disposizione dei compagni.
Su tutto e su tutti l’ombra di uno spauracchio che batte bandiera norvegese: Alexander Kristoff, quest’anno vincitore di tre classiche, monumento come la Milano-Sanremo, antico lignaggio come il G.P.di Francoforte, recente blasone come la Classica di Amburgo. E se calasse il poker proprio in terra di Spagna?




Avete dimenticato un nome che potrebbe provocare la grande sorpresa: Kolobnev, il russo, che ai Mondiali è sempre protagonista