TORNEO DI VALENCIA: MURRAY VINCITORE DELLA MARATONA CON ROBREDO

di Nicola Pucci

Sconfitto in finale la settimana scorsa a Vienna, il torneo di Valencia è l’occasione per Ferrer di prendersi la rivincita su Murray. I due antagonisti capeggiano la lista dei favoriti del Valencia Open 500, vista le precoce eliminazione di Berdych – affaticato per la maratona in finale con Dimitrov a Stoccolma -, fatto fuori al debutto da Andujar, 6-3 6-2. Robredo-Isner è il match di cartello del primo turno e premia la costanza di rendimento dell’iberico, 7-6 6-3, si rivede finalmente vincente Fabio Fognini che supera Ramos per poi arenarsi al cospetto proprio di Murray, 6-2 6-4 al secondo turno.

Andy Murray - da ecuavisa.com

Andy Murray – da ecuavisa.com

Lo scozzese, agile con Melzer ed efficace col nostro portacolori, apre i quarti di finale con Anderson, ed è match in salita, con i colpi difensivi del britannico che faticano a fronteggiare la pesantezza del servizio e del dritto del sudafricano. Murray prende un break di vantaggio all’inizio, si fa rimontare, per poi perdere al tie-break il primo set, 7-3. Nel secondo parziale la storia si ripete, break in entrata del vincitore di Wimbledon 2013, Anderson rimedia il gioco successivo e l’equilibrio si trascina fino al 4-4 quando infine Murray allunga e pareggia i conti, 6-4. La partita finisce qui, il break che apre anche il set decisivo suona come una condanna per Anderson a cui non viene concessa opportunità alcuna di tornare in corsa, ha sì un rigurgito d’orgoglio quando annulla tre match-point sul 5-4 per cedere infine col punteggio di 6-7 6-4 6-4.

Ferrer, che nel frattempo ha battuto il nostro Seppi per la nona volta in nove confronti, 6-3 7-5, ed ha poi fatto valere la legge del più forte con il connazionale Verdasco, 6-3 6-2, affronta il brasiliano Bellucci, che gioca un bel tennis mancino ma è troppo dolce per far male all’ispanico ed esce demolito dal confronto, 6-1 6-2. Un posto in semifinale spetta allo scintillante Chardy, che arresta la marcia di Carreno-Busta, e all’esperto Robredo, killer di Andujar.

Murray-Ferrer, eccoci dunque alla rivincita che ha importanza capitale anche perchè può garantire un posto per il Masters. E’ sfida di semifinale e gli 8 punti a 1 con cui Andy abborda il match annuncia che la partita avrà un dominatore certo. Murray conserva il break in apertura e chiude il primo set 6-4, ad inizio secondo parziale lo scozzese strappa ancora il servizio allo spagnolo e prende il largo sul 3-0 pesante. Partita chiusa? No, perchè Ferrer è un lottatore indomito, recupera i due break di svantaggio e la sceneggiatura del match cambia canovaccio. Ora è lo spagnolo a spingere con energia da fondocampo, Murray accusa il colpo ma rimane in scia all’avversario e sul 5-5 piazza l’affondo decisivo che lo manda in finale.

Tommy Robredo - da tercerequipo.com

Tommy Robredo – da tercerequipo.com

Dove trova Robredo, veterano di mille battaglie ancora competitivo ai massimi livelli, che approfitta delle incertezze al momento di concludere di Chardy che comanda gli scambi, gioca aggressivo ma spreca due set point nel tie-break del primo set perso 9-7 e si fa rimontare da 5-2 nel secondo parziale. Lo spagnolo si impone 7-6 7-6 e si presenta al cospetto di Murray non certo con i favori del pronostico. I due avversari si conoscono bene, con Murray che conduce 4-2 negli scontri diretti dopo la sfida ricca di pathos di qualche settimana fa a Shenzhen; memore dei rischi corsi in quel frangente Andy abborda il match con attenzione e si procura due palle break sul 3-2 che Tommy sventa con coraggio. Murray ha più varianti, Robredo più corsa e la partita è equilibrata. Sul 3-3 lo spagnolo vince uno scambio durissimo e si procura a sua volta una palla-break che lo scozzese affossa a rete. Murray continua a non sfruttare le occasioni sul servizio dell’avversario e così, in 58minuti, Robredo incassa il primo set, 6-3.

Nel secondo set Murray apre con un break, vola 4-2 0-40 e potrebbe prendere il largo ma non capitalizza e Robredo, salvato il game di servizio, recupera il break e agguanta la parità sul 4-4. La partita è vibrante, si ha la sensazione che Robredo sia al massimo della forma mentre Murray non è ancora il campione che fu. Si va al tie-break. Robredo sale 4-2, serve sul 4-3 ma Murray rientra sul 4-4; sul 5-5 il britannico sbaglia un dritto a campo aperto mandando Robredo al match-point. Un net malandrino aiuta lo scozzese mettendo out il dritto dello spagnolo, sulla seconda palla per il match Murray piazza un ace. I fantasmi di quel che successe a Shenzhen bloccano Robredo e così Murray, alla prima chance, si impadronisce del set, 9-7. Lo spagnolo ha perso il treno giusto? Non si direbbe, sul 3-3 strappa il servizio a zero all’avversario che, indomabile, nel gioco successivo controbrekka. E’ destino che le sfide tra Murray e Robredo regalino emozioni a getto continuo e si risolvano in volata, è così anche stavolta: tocca a Robredo annullare un match-point sul 4-5, i due contendenti meriterebbero entrambi di mettersi in tasca il trofeo ma infine lo sprint vincente è di Murray che all’inevitabile tie-break decisivo salva da grande difensore quale lui è altri tre match-point per poi chiudere 10-8 una splendida maratona durata 3ore 20minuti e guadagnare il passaporto per il Masters. Proprio come a Shenzhen… mi raccomando, non parlate di Murray a Robredo!

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