FINALE COPPA DAVIS 2014: TRIONFA LA SVIZZERA

di Nicola Pucci

Il campo in terra rossa indoor allestito allo stadio Pierre Mauroy di Lilla, nell’estremo nord della Francia e capace di ospitare oltre 27.000 spettatori, è teatro del primo, storico successo della Svizzera: la premiata ditta Federer-Wawrinka, il meglio o quasi del tennis di oggi, vince la finale di Coppa Davis 2014 nonostante le precarie condizioni della schiena di Re Roger che mette in bacheca l’unico grande trofeo – oltre all’oro olimpico – che mancava alla sua sterminata collezione.

foto reuters da sports.fr

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Si comincia venerdì con Wawrinka, lui sì in forma smagliante, che si esprime a livelli di assoluta eccellenza e demolisce Tsonga in quattro set, 6-1 3-6 6-3 6-2. Stanislas mette a segno un numero impressionante di colpi vincenti e il “Moro” di Francia, su una superficie più congeniale allo svizzero, è costretto a cedere il primo punto. Tocca a Monfils tenere in vita le speranze di coach Arnaud Clement e con Federer non c’è proprio partita. Il “Magnifico” è in evidente imbarazzo per i noti problemi alla schiena, signore come suo solito per non accampare scuse fisiche ma rendere onore all’eccellente prova dell’avversario: Gael gioca sul velluto e in 1ora 48minuti di dominio firma il pareggio, 6-1 6-4 6-3

Il doppio di sabato assume ovviamente valenza decisiva. Coach Luthi ha l’assicurazione di Roger che i muscoli dorsali sono a posto per giocarsi le chances in coppia con Wawrinka e la scelta, come è logico che sia, premia il capitano elvetico. Benneteau si disimpegna a buoni livelli ma non può bastare perchè è Gasquet, in chiara crisi di identità quest’anno, a mancare in pieno. 6-3 7-5 6-4 e l’inerzia, a questo punto, è tutta dalla parte dei due campioni, riuniti dopo le incomprensioni verbali del Masters.

Ma non c’è più suspance, l’ultimo giorno, domenica, perchè è la volta di Tsonga accusare problemi al gomito destro e lasciar posto a Gasquet. Richard, l’abbiamo visto in doppio, è copia sbiaditissima del bel giocatore che fu, Federer ha la schiena che regge e non c’è partita. Finisce velocemente 6-4 6-2 6-2 e Roger, in lacrime, può alzare l’insalatiera d’argento che mancava alla sua raccolta di grandi trofei ma che nella teca del più grande giocatore di sempre ci sta proprio, ma proprio tanto bene.

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