PARIGI-NIZZA 2015: PORTE CONCEDE IL BIS

di Nicola Pucci

Contador, Nibali e Quintana – ovvero i fuoriclasse per le grandi corse a tappe – hanno indirizzato pedivelle e tubolari verso le strade italiche della Tirreno-Adriatico. Ma la Parigi-Nizza ha blasone consolidato ed anche per l’edizione 2015 ha richiamato qualche nome forte del ciclismo contemporaneo che ambiva a mettersi in bacheca la corsa francese.

Richie Porte - da cyclingweekly.co.uk

Richie Porte – da cyclingweekly.co.uk

In primis il polacco Michal Kwiatkowski, campione del mondo in carica, che guida la pattuglia Etixx-Quick Step. In secundis il tasmaniano Richie Porte, alfiere della corazzata Sky, ben più rodato del baronetto Wiggins orientato invece verso le pietre della Parigi-Roubaix. In terzis Fabio Aru, talento in divenire dell’Astana nell’occhio del ciclone, al primo test in direzione Giro d’Italia. E poi… e poi cacciatori di classiche come Gilbert, Boonen, Degenkolb che affilano le armi in attesa della Milano-Sanremo; l’ex campione del mondo Rui Costa; il norvegese Kristoff che proprio alla Classicissima di Primavera si impose dodici mesi orsono; abili lottatori delle brevi corse a tappe come Van Garderen, Majka e Talansky; velocisti di grido come Greipel, Matthews, Demare, Bouhanni; garibaldini votati all’attacco come Tony Martin, Voeckler e Gallopin: insomma, piatto prelibato anche sulle strade di Francia.

Si comincia col prologo di Maurepas, 6,7 chilometri che Kwiatkowski abborda col piglio del vincitore, sopravanzando di pochi decimi il primatista dell’ora Rohan Dennis e vestendosi fin da subito delle insegne del primato. Mentre Kristoff, Greipel e Matthews intascano i traguardi per velocisti di Contres, Saint Amand Montrond e Saint Pourçain sur Sioule e Boonen, sfigato anche stavolta, lascia sull’asfalto della prima tappa clavicola e grandi ambizioni per le classiche del Nord, ecco che l’arrivo in quota alla Croix de Chaubouret delinea le gerarchie. L’accoppiata del Team Sky Porte-Thomas domina la tappa e chiude in trionfo, Kwiatkowski si difende con i denti riguadagnando la testa della classifica, Aru non è lontano e lancia il compagno Fuglsang, più avanti di lui di condizione.

C’è infine gloria per l’Italia nella tappa numero 5 che arriva a Rasteau, otto anni dopo Pellizotti che nel 2007 fu l’ultimo tricolore a vincere un traguardo parziale. Davide Cimolai, venticinquenne di Pordenone in maglia Lampre, già trionfatore al Trofeo Laigueglia, sorprende tutti battendo i kamikaze dello sprint e candidandosi per un ruolo da protagonista alla Milano-Sanremo che bussa alla porta. La tappa più impegnativa della Parigi-Nizza 2015 va in scena sabato, 184,5 chilometri da Vence a Nizza con il maltempo e numerose difficoltà altimetriche. Kwiatkowski ci prova in discesa, la coppia Porte-Thomas tenta l’allungo in salita ma a far saltare il banco è Tony Gallopin che attacca sulla Côte de Peille, saluta il plotone dei migliori a 30 chilometri dall’arrivo, vince con un distacco di 1 minuto sul gruppo della maglia gialla e si presenta al via della cronoscalata decisiva del Col d’Eze con un buon margine di vantaggio.

Ma la rampe carogna del Col d’Eze rimescolano ancora le carte e lungo i 9,6 chilometri di ascesa si spenge il sogno di Gallopin, battuto dalla prestazione mostruosa di Richie Porte che annienta la concorrenza e bissa il successo del 2013, sopravanzando in classifica generale di 30 secondi Kwiatkowski, il sorpredente sloveno Spilak e Rui Costa. Chapeau.

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