di Nicola Pucci
La Doyenne – la decana -, ovvero la Liegi-Bastogne-Liegi 2015 giunta all’edizione numero 101, va in archivio inserendo nel suo prestigiosissimo albo d’oro il nome di Valverde, vincitore per la terza volta.
E’ l’ultima grande classica di primavera, la più esigente dal punto di vista altimetrico, con le sue dieci côtes disseminate lungo i 253 chilometri che uniscono Liegi, dove i corridori si mettono in marcia, alla linea del traguardo di Ans. Dieci asperità che nelle gambe della maggioranza dei forzati del pedale assomigliano a tanti, piccoli Mortirolo, ma che i favoriti individuano come trampolino di lancio verso la gloria. Il campione del mondo Kwiatkowski e l’iberico Valverde aprono la lista dei favoriti in virtù delle recenti conquiste all’Amstel Gold Race e alla Freccia Vallone e per la loro particolare attitudine tra le colline delle Ardenne; il nostro Nibali ha dato segnali incoraggianti, è il terzo incomodo e guida un manipolo di tricolori battaglieri come Giampaolo Caruso – ad un soffio dal trionfo dodici mesi orsono -, Pozzovivo e Gasparotto; Gerrans è l’ultimo vincitore ma non appare in gran forma; “Purito“Rodriguez e Daniel Moreno hanno raccolto le briciole alla Freccia ma sono da temere così come Rui Costa sempre piazzato, Gilbert acciaccato, Alaphilippe in crescita costante, Albasini che da qualche anno accarezza il sogno di acchiappare una grande classica, Daniel Martin che conosce i trucchi per domare la classica più antica. E poi magari spunterà il nome a sorpresa.
L’immancabile fuga da lontano vede protagonisti otto uomini che guadagnano un vantaggio massimo di poco meno di otto minuti: tra loro Diego Ulissi della Lampre Merida, Matteo Montaguti della AG2R La Mondiale, Cesare Benedetti della Bora-Argon 18, Clement Chevrier, Rasmus Christian Quaade, Anthony Turgis, Otto Vergaerde e Marco Minnaard. Il gruppo ricuce lo strappo sotto l’azione degli uomini della Europcar che lavorano per Rolland e Voeckler, non certo tra i principali favoriti della corsa. Sulla côte de Wanne rimangono in cinque al comando, i tre italiani più Turgis e Minnaard mentre sulla côte de Stockeu l’Astana di Nibali stazione in testa al plotone, con Grivko in avanscoperta inseguito da Izagirre della Movistar di Valverde.
Ai -74 chilometri dall’arrivo, sulla côte de Haute-Levée, finisce la fuga della mattina e la corsa entra definitivamente nel vivo. In testa si forma una primo drappello di ventuno corridori – di cui fanno parte cinque uomini dell’Astana – dal quale fuoriescono Chaves, Arredondo, Kangert, Boaro ed un attivissimo Michele Scarponi. La coppia in maglia Astana formata da Kangert e Scarponi lavora a fondo e il vantaggio del quintetto cresce velocemente mentre dietro il gruppo principale si ricompatta, guidato stavolta dal team Katusha che protegge Rodriguez, Moreno e Caruso.
I quattro chilometri della côte du Rosier, sesta della serie a -59 chilometri dal traguardo, selezionano il quintetto in testa, Boaro e Arredondo cedono e restano soli Kangert, Scarponi e Chaves con circa un minuto di vantaggio sul plotone dei favoriti che vede ora gli uomini Movistar tenere sostenuta l’andatura. La côte du Maquisard, a -46 chilometri dalla meta, riduce il margine a 45 secondi ma è una maxi-caduta a tagliar fuori Gerrans e Daniel Martin, ultimi due vincitori, mentre Nibali è costretto a mettere piede a terra. Si abborda la mitica côte de la Redoute, Kangert si stacca, Scarponi sale in scioltezza e Nibali ritrova posto nel gruppo dei migliori, decimato dal capitombolo ma ancora in attesa che qualcuno dei campioni attesi prenda in mano la situazione.
Restano due rampe da scavalcare, la côte de la Roche aux Faucons ai -19 chilometri e la côte de Saint-Nicolas a cinque chilometri dal traguardo, e sembra che i favoriti attendano proprio queste difficoltà per darsi battaglia. Scarponi è generoso oltre le aspettative, aiutato da Chaves che fa la sua parte, il vantaggio dei due fuggitivi si mantiene sui venti secondi ma ai piedi della côte de la Roche aux Faucons termina la loro avventura.
Sulla penultima asperità del giorno il primo attacco porta la firma di Kreuziger sulla cui ruota si porta Giampaolo Caruso, la nuova coppia al comando prende il largo mentre dietro si muovono le seconde linee e i capitani si controllano. Fuglsang riesce ad agganciarsi, Rui Costa esce dal gruppo con Daniel Moreno, Alaphilippe, Visconti e Bardet ma i cinque contrattaccanti non fanno molta strada. Il terzetto che guida la corsa guadagna 23 secondi di vantaggio e proprio mentre inizia a piovere le sorti della gara verranno decise sull’ultima rampa, la côte de Saint-Nicolas.
Proprio qui, infatti, dove risiedono molti italiani, ci prova Nibali ma il siciliano non ha più benzina e si stacca, così come Gilbert e Kwiatkowski. Rimangono così in quindici a giocarsi la vittoria, Caruso è generosissimo nel tentativo di lanciare Rodriguez e Moreno, del drappello di testa fa parte anche Pozzovivo ma la sparata vincente è di un grande Alejandro Valverde che va a riprendere Daniel Moreno e batte tutti in volata.



