IL BIBLIOMOTOCARRO IN BASILICATA: PER SALVARE LA LETTURA

di Mariantonietta Sorrentino

Il bibliomotocarro in Basilicata: Antonio La Cava e l’iniziativa per salvare la lettura

Il suo motto sembra essere “se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”. A ben guardare l’operato del geniale maestro Antonio La Cava è proprio così. Con pazienza e passione lui gira i paesi della Basilicata avvicinando i bambini alla lettura. E cosa s’è inventato per raggiungere questo ambizioso obiettivo? Semplice, un Ape adibito a contenitore di libri! Lo ha battezzato “bibliomotocarro” e se ne va in giro coinvolgendo i ragazzi delle elementari e siamo sicuri anche altri.

bibliomotocarro

Per di più raccoglie anche le indicazioni che gli vengono dai piccoli utenti, come “I libri al citofono” e i “ Libri da scrivere.  C’è un sito apposta per togliersi tutte le curiosità : http://www.ilbibliomotocarro.com/

A questo punto, tanto sollecitati, gli abbiamo rivolte alcune domande, ricavandone un’ottima impressione.

Maestro La Cava da quanto tempo opera a favore della lettura?

Il Bibliomotocarro è nato nel 1999; per la precisione nell’ottobre del 1999, ma già negli anni precedenti diffondevo l’amore per il libro e la lettura con mezzi di fortuna: l’idea, comunque, era quella di avvicinare i libri ai lettori.

Com’è nata la sua idea?

L’idea è nata a scuola, facendo il maestro. Ed è nata circa 20 anni or sono. In quegli anni, 95/96, avvertivo l’affievolimento del rapporto tra il libro e il mondo della fanciullezza e dicevo agli alunni che c’era bisogno di fare qualcosa. E dagli alunni mi veniva rivolto l’invito ad essere “io” l’autore e il protagonista di “questo qualcosa”. Dopo un paio di anni, la mia preoccupazione diventò angoscia: l’angoscia di invecchiare in un paese di non lettori e i miei alunni, quasi cogliendo il mio stato d’animo, mi dissero:

“MAESTRO, LA DEVI FARE TU QUESTA COSA!”.

L’invito, perentorio, deciso degli alunni si coniugò con la mia ambizione, forse il mio sogno, di sentirmi maestro di strada e anche questo contribuì all’ideazione del Bibliomotocarro. Come contribuì, naturalmente, il mio amore e la passione per il libro, la lettura e la scrittura che ho avuto fin da fanciullo, da quando, cioè, per leggere accendevo una candela dopo che mia madre spegneva la lampadina di casa (nelle serate d’inverno ciò accadeva alle 19/19.30). Inoltre, per decenni sono stato accompagnato da un’immagine: l’immagine di un camion dal quale presi il mio primo libro (intendo il mio primo libro vero). Nella mia mente di ragazzo è rimasta impressa l’immagine e l’idea di un mezzo che portava i libri dove ce n’era più bisogno. Il Bibliomotocarro fa questo: porta i libri dove ce n’è più bisogno!

Qual è la modalità che ha scelto? Incontri con le scuole?

Il Bibliomotocarro ha rapporti, soprattutto, con le scuole, a cui propone il progetto “AMICO LIBRO” del quale fanno parte le seguenti attività:

  1. a) I LIBRI HANNO MESSO LE RUOTE, biblioteca viaggiante con prestito gratuito dei libri- 8 presenze, una volta al mese;
  2. b) I LIBRI BIANCHI, libri composti da racconti scritti da bambini di paesi diversi- 8 presenze, una volta al mese;
  3. c) ENTRARE CON LA TESTA, USCIRE CON GLI OCCHI, laboratorio 20 h- da un testo letterario ad un video di animazione;
  4. d) DALLA PAGINA AL MONDO, laboratorio 30 h- da un testo letterario ad un cortometraggio, scritto e interpretato dai fanciulli.

Quali paesi ha interessato?

Il Progetto è rivolto alle scuole, soprattutto Primarie, dei paesi della Basilicata, con particolare attenzione a quelli piccolissimi, al di sotto dei 1000 abitanti, e in questo caso prende il nome (suggestivo e affascinante) di “FINO AI MARGINI”.

Qual è stata la risposta?

La risposta è entusiastica, da parte degli alunni, ma anche degli insegnanti.

Lei ha un sogno nel cassetto?

Oggi il Bibliomotocarro è unico e circola prevalentemente in Basilicata; spero che possa diffondersi (UNO IN OGNI PROVINCIA) in tutta Italia.

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