di Ferdinando Cocciolo
Tour de France 2015: tappe e favoriti
Ci siamo, al via l’attesissima edizione n.102 del Tour de France 2015 che partirà da Utrecht in Olanda. Quella della lotta tra mostri”, tra i favoriti Vincenzo Nibali (alla ricerca di uno storico bis), Alberto Contador (ha nella sua mente la grande accoppiata, anche se difficile, Giro-Tour), Nairo Quintana (per molti è il colombiano il favorito e il più forte in salita), Chris Froome (reduce dal trionfo al Giro del Delfinato).
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21 tappe, al via 22 team di 9 corridori per un totale di 198. Un Tour de France che, in attesa delle grandi salite, non avrà praticamente un attimo di respiro. Probabilmente, è questo il segreto della più grande gara a tappe mondiale insieme al Giro d’Italia, mai banale, per tutti i gusti, anche imprevedibile e con colpi di scena, come è successo ad esempio nell’edizione 2014 quando l’appuntamento perfido sul pavè iniziò a togliere di mezzo uno dei grandi favoriti, Froome.
E proprio l’appuntamento sul pavè sarà nuovamente importante e cruciale, per chi vuole vincere il Tour de France. Quarta tappa, Seraing-Cambrai, 223 km, sette settori di pavè (13 km circa, con sei settori che caratterizzano la mitica Parigi- Roubaix). Le squadre dei big hanno da tempo fatto ricognizioni sul percorso, consapevoli che qui si potrebbe anche decidere una fetta di Tour. Cadute, incidenti,mancanza di adattabilità ad un percorso che sulla carta dovrebbe favorire uomini come Peter Sagan, Fabian Cancellara e perché no, tra gli altri, anche il nostro Filippo Pozzato, ritornato al Tour de France sei anni dopo. Elementi che Vincenzo Nibali ha facilmente dribblato l’anno scorso, con un ritmo e una padronanza sul pavè forse inimmaginabili. Boom, Kangert, Westra, gli uomini che più di ogni altro dovranno scortare Vincenzo sulle pietre, che parte favorito rispetto ai rivali.
Una sola cronometro individuale di 13 km nella tappa di apertura, la cronosquadre di 28 km nella nona tappa. Quasi automatico pensare ai sogni del nostro Adriano Malori che desidera ardentemente la prima maglia gialla. Dicevamo, un Tour de France 2015 per tutti i gusti, per ogni tipo di percorso. E se la quarta tappa ricorda “l’inferno del Nord“, la terza tappa Anvers-Huy, rappresenta in un certo senso una mini classica delle Ardenne, con quattro cotes nel finale, tra cui il Muro di Huy, tanto per intenderci quello dell’arrivo nella Freccia Vallone. Nell’ottava tappa si arriverà sul Mur de Bretagne. Insomma, una prima fase di Tour che sicuramente risulterà spettacolare e nella quale si dice (noi naturalmente lo speriamo con tutte le forze) che Nibali voglia assolutamente aprire il divario con gli avversari, prima delle grandi e decise salite.
Già, le salite (sono cinque gli arrivi in salita, tra cui la mitica Alpe d’Huez nella penultima tappa), quelle che attende con fermento e ansia il capitano della Movistar Nairo Quintana, che sarà spalleggiato da Valverde.
Dunque, quattro fenomeni a contendersi il “trono giallo”, ma non è detto che non spunti fuori qualche outsider. Come ad esempio Thibaut Pinot, terzo nel 2014, che ha dimostrato di andare molto forte in salita. Tejay Van Garderen, quinto l’anno scorso, leader della BMC che nell’ultimo Delfinato ha dato molto filo da torcere a Chris Froome. Altri outsider possono essere considerati Joaquim Rodriguez, Romain Bardet, Jean Christophe Peraud, Rigoberto Uran, anche se potrebbe risentire delle fatiche del Giro.
Non solo Vincenzo Nibali. L’Italia presenta 16 corridori (uno in meno rispetto al 2014) ed alcuni anche con importanti ambizioni. La Lampre Merida, che in questa prima parte di stagione ha colto importanti vittorie, ha una squadra che in salita (in teoria per la classifica generale, ma potrebbe essere soprattutto per le vittorie di tappa) sarà a completa disposizione di Rui Costa. Ma ha tre italiani che non staranno a guardare: Filippo Pozzato (apparso in ottime condizioni nella Nazionale di Cassani nei recenti Giochi Europei a Baku e che punta sulla mini Roubaix con arrivo a Cambrai), Davide Cimolai (per le volate), Matteo Bono. Nella Tinkoff Saxo, la,“spina dorsale” di Alberto Contador sarà costituita proprio da Ivan Basso (motivatissimo, potrebbe essere il suo ultimo Tour), DanieleBennati, Matteo Tosatto, 41 anni. Gente (ben 68 Giri disputati) che avrà il compito di scortare il proprio capitano soprattutto nelle tappe in pianura e sul pavè (soprattutto Bennati), rispetto a Roman Kreuziger, Rafal Majka e Michael Rogers che saranno gli apripista in salita. Altri italiani in gara Daniel Oss, Luca Paolini, Damiano Caruso, Jacopo Guarnieri, Giampaolo Caruso, Quinziato, Michele Scarponi e quel Matteo Trentin che, secondo il ct. Davide Cassani, potrebbe sbalordire sul pavè e attaccare in diverse tappe.
E i velocisti? Occhi puntati su Alexander Kristoff, Mark Cavendish, Andrè Greipel, il vincitore della Roubaix Degenkolb, Bouhanni e quel Peter Sagan che non vorrà puntare solo sulle volate.
Ma, naturalmente, l’attenzione maggiore sarà sul grandissimo scontro stellare tra i migliori al mondo nelle grandi gare a tappe, che se la daranno di santa ragione. Per orgoglio, voglie di rivincita, quella sete di vittoria che ad esempio, per quanto riguarda Alberto Contador, potrebbe aggiungersi a quanto di grande già realizzato con il Giro d’Italia.
Ma noi contiamo sullo “Squalo dello Stretto” che, di nuovo in maglia tricolore, cercherà un bis che avrebbe dello stratosferico. Se la vita non è un sogno, che ci stiamo a fare…


