di Ferdinando Cocciolo
Una settimana di Tour de France, sperando nella rinascita di Vincenzo Nibali. Ma il nostro pensiero va ad Ivan Basso, un grande uomo e corridore, che dovrà affrontare la battaglia più importante
Una prima settimana di Tour de France 2015 mai banale, spettacolare, anche con imprevisti, colpi di scena, brutte notizie.
theguardian.com
Iniziamo dalla brutta notizia, la positività di Luca Paolini, uno dei nostri 16 corridori presenti sulle strade francesi. Positivo per cocaina (in attesa delle relative controanalisi), ma la rabbia, l’incredulità, lo sgomento sono legate all’importanza e caratura del personaggio. Uno che corre da 15 anni, un esempio (sino a prova contraria) per tutti, uno dei fedelissimi della nazionale attualmente diretta da Davide Cassani.
Ci auguriamo, innanzitutto, che Luca esca bene da una vicenda che certamente danneggia l’uomo, il corridore, ma anche un ciclismo italiano che sta faticosamente cercando di attuare tutte le misure migliori per combattere l’onta del doping. Ma se Paolini ha davvero sbagliato, allora è giusto che paghi, vada evidentemente avanti fuori da un mondo a cui ha dato tanto, ma avendo anche molto in cambio.
Meglio parlare di ciclismo pedalato, di un Tour che, dopo la cronometro a squadre di domenica, è pronto per le grandi e dure salite, che decideranno le sorti di una corsa sinora avvincente, ma senza un padrone assoluto. Un Tour de France che ha già superato gli scogli di quattro tappe che avrebbero già potuto stabilire e decidere tanto (il pavè di Cambrai, il Mur de Huy, il Mur de Bretagne, e appunto la cronosquadre di domenica), non lo hanno fatto definitivamente ma già delineando uno scenario che per i colori italiani non è proprio positivo.
Per quanto riguarda la classifica dei big (quella reale, generale, nel bel mezzo comprende ancora corridori che ad iniziare dalle prime dure salite scompariranno praticamente dalle parti alte della graduatoria) la situazione è questa: il leader della generale Chris Froome (uno dei quattro grandi favoriti della Grand Boucle) ha attualmente 12 secondi di vantaggio su Van Garderen (BMC, la squadra vittoriosa della cronometro a squadre), un minuto e tre secondi su Alberto Contador (Tinkoff Saxo, ieri quarta nell’impegnativa crono a squadre), 1 minuto e 18 su Rigoberto Uran, un minuto e 59 secondi su Nairo Quintana della Movistar, due minuti e 22 secondi su Vincenzo Nibali (la sua squadra, l’ Astana, è arrivata quinta domenica).
Addentrandoci in un’analisi più approfondita dell’attuale situazione e della classifica, non possiamo non rilevare che le due maggiori sorprese ed elementi di maggiore valutazione sono proprio il leader dell’Astana e quello della SKY. La sorpresa negativa è purtroppo rappresentata da Vincenzo, anche se il “piatto caldo” (tanto per intenderci, il preferito) arriverà martedì prossimo con la prima tappa in salita sui Pirenei.
Sperava, soprattutto con l’appuntamento sul pavè, di mettere in difficoltà gli avversari (soprattutto Froome che, ricordiamo, cadde sul pavè l’anno scorso e dovette abbandonare ogni sogno di gloria). Ma così non è stato, anche se Nibali (chissà se farà prima o poi la Parigi-Roubaix) a Cambrai ha puntualmente attaccato e dato spettacolo. Ci si è messa anche la sfortuna (le cadute), e probabilmente anche una condizione fisica non ottimale che l’ha visto dietro addirittura ad una trentina di corridori sul Mur de Bretagne), gruppo che invece comprendeva Contador e il leader SKY.
Ecco, noi siamo convinti che questo non può essere il vero Vincenzo Nibali, sennò (come ha anche affermato il direttore sportivo Martinelli) la prospettiva sarebbe diversa e allarmante.
Ed allora la sorpresa positiva, Chris Froome. Il corridore che ad esempio, più degli altri favoriti (insieme a Quintana) avrebbe potuto soffrire su un perfido terreno come il pavè, e non solo. Invece, in queste prime nove tappe (soprattutto ad Huy e sul Mur de Bretagne), l’alfiere della SKY ha evidenziato molta sicurezza, determinazione, sicurezza. Lungo i 28 chilometri della cronosquadre ha trascinato con un ritmo impressionante i suoi compagni. Ottimo segnale, in vista delle grandi salite, dove i “quattro moschettieri” del Tour de France se la daranno di santa ragione in un duello epocale.
Froome favorito? Presto per dirlo, e bisogna vedere che faranno sia Alberto Contador che Nairo Quintana, per certi versi ingiudicabili in questa prima parte di Tour. Non hanno altra scelta. Insieme a Vincenzo Nibali, dovranno sfruttare tutte le occasioni per attaccare Froome. Il “pistolero” ha la grande scommessa (difficile, nel ciclismo moderno), quella dell’accoppiata Tour-Giro. E ora Alberto avrà un motivo in più per vincere l’edizione 2015 del Tour de France. Quella di dedicare la vittoria al grande amico Ivan Basso, che poche ore fa ha dovuto abbandonare la corsa.
Ivan (a cui il sottoscritto e l’intera redazione di PostPopuli fanno i migliori auguri) ha scoperto di avere un tumore ai testicoli. Con grande forza e dignità, ha annunciato in conferenza stampa il serio problema (rientrerà in Italia e sarà subito operato). “Ce la farò “– ha dichiarato Ivan, uno dei più grandi interpreti del nostro ciclismo negli ultimi vent’anni, vincitore di due Giri d’Italia e Campione del Mondo Under 23 nel 1998.
Ecco la vera brutta notizia, per noi tutti, per chi gli vuol bene, per tutto il ciclismo. Forza Ivan, ce la devi fare, per la tua bellissima famiglia e perché il mondo del ciclismo (questa volta in veste dirigenziale) avrà bisogno di te.



