SCUOLA DI FOTOGRAFIA REGGIO CALABRIA: IL CERCHIO DELL’IMMAGINE

Scuola di fotografia Reggio Calabria:​“Il cerchio dell’immagine”

di Mariantonietta Sorrentino

La Calabria è terra di forti contrasti. Arcinota per quegli ammiratissimi Bronzi venuti dal mare, passa nei Tg solo per i fenomeni legati ai dissesti idrogeologici e alla ‘Ndrangheta. Eppure questa regione sa essere ben altro.

Sa essere Scuola di fotografia a Reggio Calabria, per esempio. Questo spicchio di Italia che si protende ardito verso la Sicilia, Kαλαβρία in greco, Kalavrì in albanese, vanta una bella realtà in crescita esponenziale, ”Il cerchio dell’immagine”. Nome estroso, questo, che cela la volontà precisa di portare avanti la cultura della Fotografia. Bella determinazione in un Sud colpito da un’inerzia e dalla pessima pubblicità, esportato nei mass media al massimo come terra della Cipolla rossa di Tropea e della “Nduja”, salame tipico del vibonese.

Ma come nasce la Scuola di Fotografia e quando?
​“Il cerchio dell’immagine” nasce dall’idea di cinque giovani reggini con esperienze diverse ma complementari, Essi, uniti dalla passione per la cultura ed in seguito a varie collaborazioni, decidono di costruire una realtà strutturata per promuovere la cultura fotografica in Calabria e più in generale al Sud.

scuola di fotografia reggio calabria

Nasce così l’associazione “Il cerchio dell’immagine”.

Presentata martedì 23 giugno scorso presso la Saletta Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria, la scuola ha progetti ambiziosi. Ne è presidente il fotografo Alessandro Mallamaci, cui abbiamo rivolto delle domande.

A cosa mira la vostra realtà?

L’associazione “Il cerchio dell’immagine” è votata alla promozione sociale, ponendosi di contribuire al miglioramento ed allo sviluppo culturale dell’Italia meridionale attraverso proposte formative sulla comunicazione visiva e l’ideazione di manifestazioni legate alle arti visuali. L’Associazione si occupa di promuovere attività di ampio raggio. Rilievo assoluto è dato alla formazione attraverso l’organizzazione di workshop, seminari, letture portfolio ed incontri sul tema della fotografia con professionisti di fama nazionale ed internazionale.

Chi vi collabora?

L’associazione vanta quasi un centinaio di soci che partecipano attivamente alle attività programmate. Il consiglio direttivo consta di circa una decina di componenti, per lo più i soci fondatori, e gestisce la progettazione e la realizzazione delle varie iniziative. ​La forza del direttivo sta nell’eterogeneità del gruppo che è formato non solo da fotografi ma anche da un web designer, due architetti, una scenografa, un video maker. Questo ci assicura una visione ampia e ci dà la possibilità di realizzare attività diversificate per abbracciare un pubblico diverso e per cercare di incidere il più possibile sullo sviluppo culturale del nostro territorio.

Avete (o avete avuto) molti riscontri?

Siamo soddisfatti del riscontro avuto finora, sia in termini numerici sia qualitativi. I nostri eventi ​abbracciano un pubblico vario,​​ abbiamo ​soci ​giovanissimi, appena diciottenni, e ​soci che si occupano di fotografia da decenni.

​Siamo un’associazione ​neonata e i risultati raggiunti ci spingono a continuare con impegno ed entusiasmo​, sentiamo di essere sulla strada giusta, ma siamo consapevoli che il percorso è ancora lungo e insidioso: non è facile operare sul territorio calabrese, lontano dai circuiti culturali più animati. Stiamo cercando di costruire una comunità critica che possa vedere la fotografia non come un hobby ma come un mezzo per porsi delle domande, per analizzare la realtà che ci circonda e per offrire visioni insolite sulla società in un territorio poco favorevole e sensibile a un certo tipo di approccio critico.

Che significa allestire una Scuola di Fotografia in Calabria?

È un progetto ambizioso e visionario ma che abbiamo fortemente voluto fin dall’inizio. Nel sud italiano esistono solo due scuole di fotografia di un certo livello – una in Campania, altra in Puglia – a differenza del centro-nord che vanta diversi istituti. Scarse sono le esperienze di promozione della cultura fotografica e sporadiche le occasioni di formazione. Abbiamo pensato a un’offerta formativa innovativa che possa preparare i nostri studenti al mondo del lavoro. Non solo materie tecniche e teoriche ma una formazione a 360° che abbracci la fotografia ma anche il web, la lingua inglese, la scrittura creativa, la storia dell’arte con un’attenzione centrale alla pratica. Il fotografo contemporaneo deve avere una cultura ampia, essere in grado di impaginare il proprio progetto fotografico, raccontarlo attraverso le parole, promuoverlo sui social. La nostra scuola serve proprio a questo, a formare una figura professionale al passo con i tempi che, proprio per la sua formazione molto specialistica e qualitativa, si può inserire più facilmente nel mondo del lavoro.

Quali finalità vi prefiggete?

La scuola va a soddisfare il bisogno di cultura e formazione che in questi anni, attraverso un rapporto diretto, abbiamo riscontrato nella nostra comunità. Molti dei nostri ragazzi si trasferiscono al Nord per intraprendere percorsi di formazione e, una volta emigrati, non ritornano quasi mai al Sud per mettere a frutto ciò che hanno imparato. Questo comporta un impoverimento sia culturale sia sociale della nostra regione sia non a caso è l’ultima d’Italia.

​La scuola vuole impattare proprio su questo scenario: da un lato offrire l’opportunità di studiare in Calabria e di seguire un percorso innovativo su tutto il territorio nazionale, dall’altro creare occupazione e dare la possibilità di spendere il proprio talento nei nostri territori. Questo significa, secondo noi, fare sviluppo sostenibile e siamo convinti che la cultura sia l’unico mezzo per dare una svolta di cambiamento alla condizione di arretratezza in cui ci troviamo in Calabria.

Come nasce il nome  “Il Cerchio dell’immagine”?

In fotografia è noto il significato del “cerchio di proiezione dell’immagine” ma il cerchio è anche il più importante e diffuso simbolo geometrico. Il cerchio è la forma perfetta, non ha inizio né fine e ha tantissimi collegamenti e riferimenti al mondo del simbolismo e dell’esoterismo. Insomma ci sembrava un buon auspicio.

Com’è articolato il Festival “​La Misura del Paesaggio “ che animerà il Parco Ecolandia di Arghillà dal 25 settembre al 4 ottobre?

“​La Misura del Paesaggio”, giunto alla sua seconda edizione, avrà quest’anno la direzione artistica di Massimo Mastrorillo e vanterà la collaborazione con Leica.

Potrà contare sulla partecipazione di ospiti d’eccezione come, ad esempio, Filippo Romano e Pamela Piscicelli. Essi comporranno la giuria che assegnerà il premio al miglior portfolio presentato in occasione del festival. L’evento di fine settembre intende essere altamente qualitativo: la sua realizzazione a Reggio Calabria diviene una sfida.

Quali attività vorreste inserire in futuro?

Oltre al progetto della scuola di fotografia a Reggio Calabria e del festival, abbiamo in programma una serie di appuntamenti legati alla formazione specialistica nell’ambito della fotografia e della post-produzione.​  Nei mesi prossimi  saranno pubblicate le date degli appuntamenti sul  sito www.ilcerchiodellimmagine.it

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