di Nicola Pucci
Il Giro di Lombardia 2015 – edizione numero 109 di una storia meravigliosa nata nel 1905 – celebra vincitore uno strepitoso Vincenzo Nibali.
Si parte da Bergamo per arrivare a Como dopo 245 chilometri zeppi di asperità: è l’ultima classica-monumento dell’anno e c’è da scavalcare il Colle del Gallo al chilometro 56 (7 chilometri al 6% medio con punte del 10%), il Colle Brianza al chilometro 116, il mitico Ghisallo al chilometro 181 (8 chilometri al 6% medio con una pendenza massima del 14%), il terribile Muro di Sormano poco dopo con impennata al 27%, la salita di Civiglio a 17 chilometri dal traguardo ed infine il San Fermo della Battaglia, 3 chilometri al 7% medio con una punta al 10%, che terminerà a seimila metri dall’arrivo. E’ la sfida più esigente tra le grandi corse di un giorno ed un tris di favoriti capeggia la lista dei pretendenti alla vittoria.
Gilbert già due volte vincitore, Valverde numero uno del mondo e l’azzurro Nibali: ecco servito il terzetto d’assi in cerca di rivincite dopo lo sfortunato Mondiale che ha vestito Sagan con i colori dell’arcobaleno. Lo slovacco non è della partita, ma i due iridati che lo hanno proceduto, Rui Costa e Kwiatkowski, sono due delle tante mine vaganti che potrebbero far saltare il banco. La fuga del mattino chiama all’arrembaggio undici temerari: Barbin, De Negri, Van Winden, Geschke, Schumacher, Polanc, Canola, Coppel, Busato, Gatto e Benedetti che al chilometro 110 assommano 8minuti 25secondi di vantaggio.
In avvicinamento al Ghisallo la Movistar di Valverde staziona in testa al gruppo e il margine comincia a diminuire. Dal plotone si muovono uomini importanti come Kwiatkowski, Wellens e Gesink che si avvicinano a ciò che resta degli attaccanti della prima ora sulle rampe del Ghisallo: Canola, Benedetti, Barbin, Polanc e Van Winden. Ma la vera selezione è sulle pendenze spaccagambe del Muro di Sormano dove si spenge l’illusione dei fuggitivi e Kwiatkowski e Wellens guadagnano la testa della corsa. Landa e Rosa in maglia Astana tirano il gruppo a favore di un brillante Nibali con Pinot, Chaves e Daniel Moreno, pericolosissimi ousider, a ruota; Gilbert, Rui Costa, Majka, Gerrans, Pozzovivo, Cunego, Visconti e Rebellin restano attardati mentre Valverde non perde d’occhio il campione d’Italia.
Non piove ma la strada in discesa è bagnata e la coppia al comando governa la bicicletta con destrezza assicurandosi un vantaggio intorno ai 40secondi. Si entra negli ultimi trenta chilometri e la sfida è aperta anche se l’Astana sembra controllare le operazioni. Sul Civiglio Kwiatkowski resta solo ma il gruppo è subito dietro ed è l’ora di accendere la miccia.
Attacca Nibali con Chaves a ruota, Valverde, Daniel Moreno e Pinot tornano sotto con un bravissimo Diego Rosa. Secondo affondo di Nibali e Chaves e in avanti restano in sette: Nibali, Chaves, Rosa, Moreno, Valverde, Pinot e Nieve. Ci prova una terza volta Nibali con Pinot ma il siciliano non riesce a fare il vuoto ed allora allunga in discesa. E’ la volta buona, il fuoriclasse azzurro pennella i tornanti che portano a valle e il suo vantaggio sale velocemente. Dietro non c’è accordo nell’inseguimento, con Rosa che abilmente fa gioco di squadra rompendo i cambi.
Vincenzo Nibali vola gli ultimi diciassette chilometri e taglia il traguardo di Como da vero dominatore con un distacco di 21secondi su Daniel Moreno, terzo il francese Pinot: giù il cappello, l’Italia del ciclismo torna a sorridere anche nelle grandi classiche di un giorno.



