GIRO DI LOMBARDIA 2015: PERCORSO E FAVORITI

di Nicola Pucci

La chiamano “classica delle foglie morte” e per molti, vedendone il percorso ed in previsione del tempo che si annuncia malandrino, il Giro di Lombardia 2015 sarà simile ad un’agonia sportiva.

L'altimetria del Giro di Lombardia 2015 - da oasport.it

L’altimetria del Giro di Lombardia 2015 – da oasport.it

Tra le cinque grandi corse-monumento del ciclismo, la prova che chiude il calendario italiano è senza ombra di dubbio la più esigente. Si parte da Bergamo per arrivare a Como dopo 245 chilometri infarciti di asperità: dopo una prima parte di pianura c’è da scavalcare il Colle del Gallo al chilometro 56 (7 chilometri al 6% medio con punte del 10%), il Colle Brianza al chilometro 116, il mitico Ghisallo al chilometro 181 (8 chilometri al 6% medio con una pendenza massima del 14%), il terribile Muro di Sormano poco dopo con impennata al 27%, la salita di Civiglio, che presenta una pendenza media del 9,7% a 17 chilometri dal traguardo ed infine il San Fermo della Battaglia, 3 chilometri al 7% medio con una punta al 10%, che terminerà a seimila metri dall’arrivo.

Il tracciato somiglia molto ad una tappa di montagna dei grandi Giri ed un quartetto di favoriti capeggia la lista dei pretendenti alla vittoria. Gilbert e “PuritoRodriguez (costretto al forfait dell’ultima ora con il ginocchio destro malconcio, battuto in allenamento contro un cartello stradale!) già due volte trionfatori , Valverde numero uno del mondo e l’azzurro Nibali: ecco servito il poker d’assi in cerca di rivincite dopo lo sfortunato Mondiale di Richmond che ha vestito Sagan con i colori dell’arcobaleno. Lo slovacco non è della partita, ma i due iridati che lo hanno proceduto, Rui Costa e Kwiatkowski, sono due delle tante mine vaganti che potrebbero far saltare il banco. Con loro l’australiano Gerrans, il colombiano Henao, il polacco Majka, l’irlandese Daniel Martin che vinse dodici mesi orsono, il belga Wellens, gli olandesi Mollema e Gesink, e magari un francese, Pinot o Gallopin, a cui manca un successo importante dai tempi di Laurent Jalabert.

E gli italiani? Dal 2008 non mettono in bacheca una classica-monumento – allora vinse Cunego, che sarà tra gli outsider anche stavolta – ed è forse venuto il momento di sfatare il tabù. Non ci sarà Aru, Nibali è nel poker di favoriti, ed avranno ambizioni importanti Diego Ulissi uscito deluso dal Mondiale americano, Diego Rosa che ha trionfato alla Milano-Torino e correrà in appoggio a Nibali, Domenico Pozzovivo a cui si addice il percorso e, perchè no?, l’eterno Davide Rebellin, che troviamo spesso tra i piazzati da venti anni a questa parte.

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