di Nicola Pucci
La prima fase della Coppa del Mondo di rugby 2015 manda ai posteri momenti, emozioni e ricordi che vedremo di riassumere tra poche righe, tracciando un bilancio quando siamo pronti ad abbordare le sfide che assegneranno il titolo.
SORPRESA. E potrebbe essere altrimenti? Pronti, via e la seconda giornata regala il risultato più a sensazione di 28 anni di Coppa del Mondo. Il Giappone, che ospiterà l’edizione del 2019, sconfigge all’ultimo minuto il blasonatissimo e strafavorito Sudafrica, 34-32 grazie alla meta di Karne Hesketh. Sugli spalti del Comunity Stadium di Brighton si piange di gioia… e per i nippoci è festa nazionale!
MATCH-CLOU. Inevitabilmente la sfida che decide il girone della morte, quello che raggruppa Australia, Galles e Inghilterra: i cugini britannici si affrontano a Twickenham al cospetto dei principi William ed Henry che parteggiano per gli uni e gli altri, ed infine sono gli omoni di Cardiff a vincere in rimonta, 28-25 grazie ai piazzati di Biggar. Risultato che di fatto costa l’eliminazione ai padroni di casa… e per i sudditi di Sua Maestà è lutto nazionale!
UOMO PIU’. Se la Nuova Zelanda si conferma imprendibile e punta decisa a bissare il trionfo di quattro anni orsono, lo deve non tanto al talento di Richie McCaw o ai calci di Dan Carter o alle aperture di Aaron Smith, ma beneficia soprattutto delle prodezze di Ma’a Nonu – di origini samoane – che raggiunge le 100 caps con gli All Blacks. A casa sua, dalle parti di Wellington, è tempo di brindisi…
LA STELLA. Bryan Habana, sudafricano volante, riscatta l’esordio shock con il Giappone con le cavalcate a meta che lo accostano al leggendario Jonah Lomu: nel 64-0 con gli Stati Uniti fa 15 in Coppa del Mondo ed è record, proprio come il grande All Black degli anni Novanta.
PIEDI BUONI. Foley e Biggar, numeri 10 di Australia e Galles, affossano con i loro calci l’Inghilterra e si affrontano per il primato nel girone. Vince il primo, ma il britannico è una sorta di Nadal del rugby e con i suoi tic e la sua mimica è il più cliccato del web.
TOP SCORER. Nella Scozia che segna tanto ma altrettanto subisce ecco Greig Laidlaw, che chiude la prima fase con 60 punti frutto di undici trasformazioni, undici piazzati ed una meta. Ora l’attende al varco l’Australia, e magari ritoccherà il bottino.
CASA ITALIA. Ancora una volta divieto di sosta ai quarti di finale, sogno irrealizzato nel cassetto di mister Brunel. Gli azzurri toppano il match da non fallire con la Francia, soffrono col Canada, salvano la faccia con l’Irlanda per chiudere battendo largo la Romania. E così il gap con le grandi resta tale…
SUGLI SPALTI. Stadi strapieni – e non parliamo di arene per pochi gatti -, pubblico appassionato, civile e competente, clima ovunque di festa: ecco, signori, questo è il rugby e così dovrebbe essere lo sport. Sempre. Magari il calcio prendesse nota…
Ed ora spazio ai quarti di finale: si comincia sabato 17 ottobre con Sudafrica-Galles e Nuova Zelanda-Francia – rivincita della finale del 2011 -, si prosegue domenica 18 con Irlanda-Argentina e Australia-Scozia. L’ora della verità è giunta, il meglio del rugby è quassù, quindi… buon divertimento!



