EUROPEI DI PALLAVOLO 2015: VINCE LA FRANCIA, L’ITALIA CHIUDE TERZA

di Nicola Pucci

Gli Europei di pallavolo 2015 vanno in archivio con il trionfo della Francia – primo titolo della storia per i transalpini – che in finale batte la Slovenia col punteggio di 3-0 e si mette al collo il secondo oro che conta in pochi mesi, dopo quello in World League a luglio. Un successo che premia la squadra di Larent Tillie, capace di due rimonte sensazionali con l’Italia nel girone e con la Bulgaria padrona di casa in semifinale, trascinata dalle bordate infallibili di Rouzier – MVP dei campionati -, dal talento infinito di Ngapeth e dalla vivacità di Tillie junior, Kevin. La Slovenia di Giani esce a testa altissima dal torneo e rappresenta la più bella novità a livello europeo, con un solo rimpianto: non aver convertito i cinque set-point nel secondo set della finale, forse l’esito della sfida decisiva sarebbe potuto cambiare. Non lo sapremo mai.

Capitolo Italia. Alzi la mano chi a fine luglio – il giorno delle dimissioni di Mauro Berruto – avrebbe osato pensare che gli azzurri sarebbero finiti secondi alla World Cup in Giappone assicurandosi così il biglietto aereo per l’Olimpiade di Rio, e si sarebbero posizionati sul podio nella principale kermesse continentale, dodicesima volta nelle quattordi edizioni dal 1989 all’alba dell’era Velasco ai giorni nostri.

L'allenatore Gianlorenzo Blengini dell'Italia durante il match Italia-Estonia del 2015 CEV VOLLEY CHAMPIONSHIP presso il Palavela di Torino, 9 ottobre 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

L’inizio torinese dei ragazzi di coach Gianlorenzo Blengini era stato convicente, con le due vittorie per 3-0 con Estonia e Croazia. Ma poi gli azzurri si erano complicati maledettamente la strada: sul 2-0 con la Francia di Tillie al terzo impegno si era spenta la luce e la rimonta transalpina aveva condannato l’Italia al barrage con la Finlandia, sfida extra di cui i tricolori avrebbero fatto volentieri a meno. 3-0, meno netto di quanto non dicesse il referto, ma lo spirito vincente era riemerso e di lì a 24 ore aveva partorito la gara perfetta, 3-0 alla Russia detentrice del titolo e campione olimpica in carica, in un PalaYamamay di Busto Arsizio in delirio.

Il quartetto che andava a giocarsi le medaglie si trasferiva a Sofia, e qui l‘Italia incrociava la sorprendente Slovenia di un grande ex, Andrea Giani, killer ai quarti della Polonia campione del Mondo, 3-2. Era la chance da non fallire per guadagnarsi l’ultimo atto, la terza finale europea consecutiva dopo quello perse nel 2011 con la Serbia e due anni fa con la Russia: l’eccellente Matteo Piano, miglior “muratore” della manifestazione; il giovanissimo ma già promettentissimo  Simone Giannelli, classe 1996; Filippo Lanza che schiaccia con buone percentuali; lo “zar” Ivan Zaytsev, in crescita dopo un inizio torneo non da star quale lui è; un versatile Osmany Juantorena che picchia in attacco e difende come pochi; capitan Simone Buti, sempre costante nel rendimento. E poi il libero Massimo Colaci, a completare la squadra tipo. L’Italia entrava male in partita, cedeva netto il primo set, andava sotto anche nel secondo ma dal 14-17 cambiava registro, rimontava e si imponeva nel fondamentale secondo parziale. Sembrava l’abbrivio della cavalcata vincente, non era così perchè la Slovenia giocava proprio bene e l’Italia, maledizione, non era quella dei giorni migliori. E così quel che non ti aspetti accadeva, il sestetto di Giani vinceva 3-1 e volava in finale.

Fine del sogno, ma c’è ancora da acchiappare il podio nella finalina con la Bulgaria, che aveva intravisto la vittoria con la Francia ma infine cedeva dopo il 2-0 iniziale. L’Italia stavolta c’è, è padrona del parquet e i due primi set non hanno storia, 25-20 25-14, con Zaystev una spanna sopra tutti. La difesa e l’attacco, che tanto erano mancati con la Slovenia, girano che è un piacere, nel terzo parziale la Bulgaria entra in partita con Uchikov e si impone di misura, 25-23. Nel quarto set l’Italia allunga con Zaytsev in battuta e chiude i conti, 25-20, salendo sul terzo gradino del podio. Bene così.

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