di Nicola Pucci
Quando Juventus e Borussia Monchengladbach scenderanno sul rettangolo di gioco per affrontarsi nella terza serata di Champions League, la mente del vostro scriba, accerchiata da qualche capello bianco di troppo, andrà ad un lontano 5 novembre 1975, per un match dell’allora cara, vecchia Coppa dei Campioni.
Esattamente 40 anni fa l’inconfondibile voce di quel meraviglioso cantore radiofonico che era Enrico Ameri raccontava di una sfida che quelle notte assunse i contorni dell’epica. I germanici a quei tempi erano lo spauracchio d’Europa, dove si dividevano la scena con il favoloso Bayern Monaco di Beckenbauer, Gerd Muller e Sepp Maier. Hans Weisweiler, allenatore carismatico e innovatico, discepolo di un calcio tutto ritmo e fisicità, tra il 1965 e il 1975 aveva forgiato una generazione di giovani talenti: Netzer il biondo, Heynckes il bomber, Vogts il mastino, Bonhof il gran cursore di fascia, atleti che nel 1974 avrebbero composto l’ossatura della Germania campione del Mondo. Il Borussia Monchengladbach vinse cinque scudetti (70/71/75/76/77), una Coppa di Germania (73), due Coppe Uefa (75/79) e fu finalista in Coppa Campioni nel 1977, sconfitto dal Liverpool di Keegan, 3-1 a Roma: impresa non da poco, in un periodo in cui il Bayern aveva esercitato la propria dittatura non solo in patria ma anche nel continente.
Quel 5 novembre 1975, in uno Stadio Comunale gremito all’inverosimile, in panchina non sedeva più Weisweiler, bensì Udo Lattek, strappato proprio agli acerrimi rivali del Bayern Monaco, che aveva imposto uno stile di gioco più ragionato, basato sul tatticismo e il rispetto dei ruoli. Erano gli ottavi di finale e la Juventus, sconfitta all’andata 2-0 dalle reti di Heynckes e Simonsen, si portò sullo stesso punteggio con Gori e Bettega facendo credere nella clamorosa rimonta. Ma il Monchengladbach, che annoverava altri fuoriclasse del calibro di Stielike e del danese Simonsen, era un carro armato e le reti di Danner e Simonsen del 2-2 a referto infransero i sogni non solo dei bianconeri guidati da Carletto Parola ma anche quelli, più ingenui, del vostro scriba bambino.
Ecco il tabellino della partita.
JUVENTUS: Juventus: Zoff, Gentile, Tardelli, Furino, Morini, Scirea, Causio, Gori, Anastasi, Capello, Bettega. Allenatore: Carlo Parola. BORUSSIA MONCHENGLADBACH: Kleff, Vogts, Wittkamp, Schäffer, Bonhof, Danner, Simonsen, Wimmer, Jensen, Stielike, Heynckes. Allenatore: Udo Lattek. Arbitro: Erich Linemayr (Austria). Reti: 35’Gori, 62’Bettega, 70’Danner, 88’Simonsen




Questa nota mi ha fatto rivivere per un attimo quella notte incredibile. Ero in curva Filadelfia ed avevo 13 anni. Eravamo talmente tanti che non si respirava.
Ricordo l ‘esplosione dei 72000 quando Bobby gol ha messo dentro il secondo.
Dino in maglia arancione.
Poi i Fohlen, quella notte in maglia verde fluo, hanno rimesso le cose a posto purtroppo.
Troppo forti.
I nostri escono tra fragorosi applausi.
Quel calcio non esiste più.