di Francesco Gori
A Valencia è andata in scena una farsa. Chi conosce lo sport, capisce come è andata: ha vinto Lorenzo, ma in realtà ha vinto Valentino. È il Dottore il più acclamato dalla gente, ed è questo ciò che conta. Tutto il resto è sotto gli occhi di tutti.
Cosa è successo? L’ennesima prova, se ce n’era bisogno, che Marc Marquez ha giocato in favore del fratello Lorenzo. Dopo i noti fatti di Sepang, il numero 93 ha fatto da scudiero all’amico spagnolo, fin dal primo giro: incollato alla sagoma della Yamaha, non ha mai tentato un sorpasso, nonostante un passo gara decisamente più veloce. E non tiriamo in ballo telemetrie, o chiacchiere da bar: Marquez ha scortato Lorenzo per 30 giri, proprio come si fa in autostrada con un trasporto eccezionale. E nel rientro finale di Pedrosa, quando Daniel ha tentato il sorpasso per andare a caccia del primato, il povero Dani si è sentito urlare: “Hey, cosa diavolo fai? Deve vincere Jorge, stai dietro!”. Marquez lo ha ricacciato terzo, difendendo la leadership che non doveva essere messa in discussione.
Ah già, ma Marquez “ha sforzato le gomme e cercato di prendere Lorenzo”, lo ha appena detto in un’intervista, il simpatico spagnolo!
È proprio andata così! Ma ci sarà qualcuno in grado di smascherare ciò che è successo veramente?
No, perché bisogna sempre nascondersi dietro dichiarazioni e frasi di circostanza, non bisogna mai mettere in dubbio quello che è stato sotto gli occhi di tutti. Gli stessi Guido Meda e Loris Capirtossi, pur non dichiarandolo direttamente, hanno sottolineato che due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.
Ah già, certe cose non si possono dire! Non possono dirlo chiaramente i telecronisti, gli addetti ai lavori, i piloti, chi deve far andare avanti il sistema coi sotterfugi. Perché il sistema dominato dagli spagnoli ha voluto far fuori Valentino, prima a Sepang non penalizzandolo in gara come doveva essere, e poi condannandolo in quel di Valencia ad una sconfitta scritta.
Ha vinto Lorenzo. No, ha vinto Valentino!



