di Claudia Boddi
Le piccole memorie di José Saramago: recensione del romanzo
“Le piccole memorie. Sì, le memorie di quando ero piccolo, semplicemente”
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Con queste parole lo scrittore portoghese, Premio Nobel per la letteratura nel 1998, descrive il romanzo Le piccole memorie, dato alla luce nel 2006, per Feltrinelli.
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Una scrittura semplice e sensibilissima disegna i luoghi che hanno fatto da cornice all’infanzia e all’adolescenza di un Saramagoragazzino negli anni Trenta in Portogallo, le incertezze delle sue prime esperienze sessuali, e la complessità dei suoi vissuti, che ha poi costituito la matrice emotiva alla base della sua elaborazione letteraria futura.
Paesaggi di ruscelli con acque cristalline e distese verdi con alberi di olivo – oggi spariti, sia per l’oblio del tempo che per la natura distruttrice dell’azione dell’uomo – rappresentano gli “spazi”, non solo esterni, di una crescita e delle sue differenti tappe.
Nato nel 1922 ad Azinhaga, nel Ribatejo, presto l’autore si trasferisce nei quartieri popolari di Lisbona, a causa delle difficoltà economiche in cui la famiglia versa, dove il padre svolge la professione di poliziotto. Costretto per questo ad abbandonare in fretta gli studi, José de Sousa Saramago, prima di essere consacrato alla letteratura, sarà prestato a numerosi altri mestieri: dal fabbro al disegnatore.
La curiosa vicenda del cognome, che gli fu attribuito da un impiegato dell’anagrafe ubriaco, l’amore precoce per le parole e i loro significati, la scoperta della sessualità, proibita e per questo più gustosa, sfumata nel chiaroscuro delle stanze in cui si è compiuta, e molti altri deliziosi episodi compongono un romanzo senza tempo né età.
Sulle pagine, che si fanno leggere senza sosta, una storia coinvolgente, che ha la potenza che solo le biografie possiedono, nella misura in cui hanno la capacità di rendere straordinari i percorsi dell’esistenza.
Emerge così un ritratto personalissimo dell’autore che trasforma Le piccole memorie di José Saramago in un regalo di autenticità, del quale il lettore non può che essere grato.

