a cura della Redazione
Indice di navigazione
Lavoro: sempre più donne ingegnere, ma a quali condizioni?
Il mondo dello studio e del lavoro è stato spesso diviso in professioni per uomini e professioni per donne: frutto dell’errata visione dei sessi e di numerosi stereotipi che, a scatola chiusa, indicavano una certa professione inadatta al sesso femminile.
Con il progresso della nostra società, anche se in alcuni ambiti la parità dei sessi stenta ancora ad affermarsi, stiamo assistendo ad un inaspettato aumento di immatricolazioni rosa in facoltà che, fino a questo momento, erano rimaste esclusivamente maschili.
Una di queste è senza dubbio Ingegneria nonostante la difficoltà del corso di studio: le materie di ingegneria meccanica, come possiamo vedere in questa pagina dell’università Unicusano, sono decisamente impegnative ma sono sempre più numerose le donne che scelgono la dura vita dell’ingegnere.
I dati rilevati dal Consiglio Nazionale di Categoria
Le donne amano la prospettiva di fare l’ingegnere: a sostenerlo sono state le rilevazioni del Consiglio Nazionale della Categoria Ingegneri che, dal 2004 ad oggi, conta più di 100.000 donne iscritte all’albo.
Ma come mai questo improvviso aumento? Tutto nasce dalla necessità delle università di ingegneria di diversificare per accogliere tutti gli studenti: nonostante molte facoltà siano a numero chiuso, le iscrizioni a Ingegneria sono aumentate vorticosamente. Tanto da costringere gli atenei alla creazione di nuovi corsi di laurea e specializzazioni: un fattore che si è rivelato determinante non solo per accogliere tutte le donne interessate, ma anche per dare una maggiore appetibilità alle facoltà di ingegneria.
Le difficoltà per le donne
Le donne sono comunque costrette ad affrontare numerose difficoltà quando decidono di laurearsi in un corso di Ingegneria. Innanzitutto la crisi economica, che ha chiuso più di una porta e che ha intasato il mercato del lavoro di tanti ingegneri laureati, ha reso davvero difficile trovare un posto di lavoro a contratto determinato o indeterminato.
Senza poi considerare che continuano a imperversare i soliti stereotipi sulle donne: se una ragazza è bella, automaticamente vuol dire che s’è fatta strada sfruttando le sue doti estetiche, e non viene considerata alla pari dei colleghi maschi quando si tratta di avere credibilità. Questo è quanto capitato a Isis Wenger, una scienziata statunitense scambiata per modella piuttosto che per ingegnere.
Il problema della maternità
Come se non bastassero i danni causati dagli stereotipi, ad aumentare il carico delle difficoltà delle donne ingegnere ci pensa la maternità: essendo molte delle donne laureate in Ingegneria libere professioniste, quando si trovano ad affrontare la maternità non possono usufruire di tutte le agevolazioni concesse a chi, invece, è stato assunto con regolare contratto. Le spese diventano insostenibili, e la carriera professionale subisce un durissimo stop: questo è quanto sostiene il 53% delle professioniste ingegnere madri.
Non è un caso che il Cni si stia muovendo per richiedere una politica di welfare adeguata.
