NELLA PITTURA DI GIORGIO MORANDI L’ESSENZA DEL CAMMINO

di Gianluca Bonazzi

Foto da weekenditalia.org

Nel recente passato, ad Alba, ho avuto la fortuna di ammirare una bellissima mostra dedicata a Giorgio Morandi, dal titolo “L’essenza del paesaggio”. Provo a stimolare l’idea del perché la sua arte contenga molto di più, cioè l’essenza del cammino. La sua produzione di paesaggi, per un’ottantina di opere, tra cui oli e acquerelli, è molto meno conosciuta delle sue nature morte. La sua generale produzione si potrebbe idealmente collegare alle Gymnopédies di Erik Satie (qui la n°1): infiniti sonetti gentili dalle minime variazioni tonali. Anni prima avevo visto anche un’antologica delle nature morte, ma quest’ultima mostra mi ha consentito di centrare come non mai il principio permanente della sua opera, che va oltre la dimensione del tempo e dello spazio, per farsi preghiera silente, timida, quasi nascosta nel nome delle piccole cose. Piccole non perchè di poco valore, ma perchè in esse si rispecchia il principio di ciò che è grande.

Non per nulla il suo mondo è sempre stato compreso tra Bologna e la provincia, in quel di Grizzana. In ciò mi ricorda un po’ tanti uomini e donne di forte tempra morale, che seppur sempre ancorati ad un luogo, la maggior parte delle volte quello delle radici, con notevole apertura mentale erano capaci di cogliere l’essenza della vita e i nessi tra le cose. Mi è capitato d’incontrarne, di conoscerne e di parlare con loro, nei miei cammini a piedi. Sono sempre state autentiche rivelazioni, capaci di arricchire il percorso. Magari avevano vissuto poco la scuola, addirittura qualcuno non aveva nessuna istruzione, ma la vita li aveva formati senza incattivirli, dotandoli del senso e del valore dell’ esperienza.

Erano radici forti ancorate al suolo: la vita li aveva “scalpellinati” per farne sculture viventi, con gesti, volti e parole tali da credere che sembrassero frammenti di un racconto inventato. Non per nulla Giorgio Morandi era orgoglioso di non essere mai andato a Parigi, nonostante proprio dalla Francia provenisse il suo pittore preferito, tanto da diventare il suo ideale maestro d’arte e sorgente perpetua d’ispirazione: Paul Cézanne.

Foto da daringtodo.com

Camminando lento oltre i suoi quadri, il nostro sguardo entra in una profonda dimensione spirituale, tanto da restare attonito, sospeso, ammaliato. Il mondo del pittore è il labirinto della solitudine, dove tutti, più o meno consapevolmente e con risposte diverse, viviamo. Anelo con forte immaginazione al suo sguardo che gli ha permesso di cogliere, da una posizione laterale, l’essenza segreta della vita. La sua arte raccolta è un canto, medievale e contemporaneo insieme, che inneggia al ritorno del tempo dell’anima. Il paesaggio per lui è stato uno specchio nel quale riconoscersi mediante infiniti frammenti dipinti.

Nelle foto, due Paesaggi di Giorgio Morandi

Ecco i dati sulla mostra a cui Gianluca Bonazzi fa riferimento.

Giorgio Morandi – L’ essenza del paesaggio
Alla Fondazione Ferrero di Alba (Cn)
Dal 16 ottobre 2010 – 16 gennaio 2011.

7 Comments

  1. Marco Grassano 04/03/2012
  2. Stefano 05/03/2012
  3. Tasca Giuseppe 05/03/2012
  4. Nicola Pucci 09/03/2012
  5. Giovanni Violani 02/04/2012
  6. Nicola Pucci 03/04/2012
  7. Nicola Pucci 23/04/2012

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