a cura della Redazione
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Lavorare nelle organizzazioni internazionali? Ecco come
La grande differenza economica e sociale che divide i paesi sviluppati dal cosiddetto terzo mondo è un tema sempre più sentito a livello internazionale. Il sociale è diventato l’obiettivo primario di tutte le nazioni che vantano un’appartenenza alla società civile.
Un obiettivo che si materializza in un impegno a sostegno delle fasce deboli con delle organizzazioni che hanno come fine proprio quello di aiutare le popolazioni dei paesi sotto-sviluppati: le organizzazioni internazionali.
Un impegno che sta portando ad un utilizzo di risorse anche economiche non indifferenti col conseguente impiego di molti lavoratori, che devono però possedere determinate caratteristiche. Vediamo in breve le più importanti.
Avere già fatto un percorso di sostegno umanitario
Esistono parecchie associazioni che impiegano, grazie anche alle leggi sul volontariato e i vari bandi, dei volontari per operazioni umanitarie.
Ci sono quelle più conosciute, come la Croce Rossa, ma esistono anche molte altre realtà grandi e piccole, che si impegnano in operazioni di sostegno a chi ha bisogno, come i senza-tetto o i malati terminali.
L’avere fatto parte di una di queste associazioni è considerato un’esperienza sul campo. Infatti per poter ambire a lavorare nelle organizzazioni internazionali occorre, dopo aver preso una laurea adeguata, anche seguire un tirocinio apposito.
Il titolo di laurea che occorre per entrare
Il percorso formativo, per chi vuole entrare, inizia da un corso di laurea che sia adeguato alle esigenze delle organizzazioni.
Uno di questi titoli è la laurea in scienze politiche. Oggi sempre più valido è il ricorso, soprattutto per chi deve studiare e lavorare contemporaneamente, alle università telematiche, che danno la possibilità di studiare online.
L’università Unicusano, ad esempio, offre la possibilità di studiare scienze politiche a Roma, come in altre città universitarie, seguendo le lezioni dal vivo, in aula, o tramite internet, da casa, negli orari più comodi.
Una laurea che, come si è accennato sopra, è condizione indispensabile per svolgere i tirocini presso una organizzazione umanitaria, come ad esempio la FAO, o Medici senza Frontiere.
La conoscenza delle lingue straniere
Ovviamente la conoscenza delle lingue straniere rientra tra i parametri indispensabili per lavorare nelle organizzazioni internazionali.
Il minimo che si debba conoscere, e parlare correttamente, è l’inglese.
Ma non solo, perché in molte località del sud del mondo si parlano altre lingue, come il francese, soprattutto in Africa, o lo spagnolo, in Sud America.
La gestione dei rapporti umani è molto importante in queste organizzazioni e se l’obiettivo è collaborare presso le Nazioni Unite, tra le lingue da conoscere, oltre alle già citate, diventano indispensabili anche il cinese, il russo e l’arabo.
Le attitudini a svolgere un servizio umanitario
In questo settore non si entra se non si hanno le capacità di farlo con reale passione o, quantomeno, dimostrare di esserci portato.
Tra le capacità considerate fondamentali c’è l’iniziativa, come lo spirito di sacrificio, la capacità di rimanere obiettivi e di saper lavorare sotto stress, saper lavorare in team e comunicare efficacemente, conoscere gli applicativi più usati e saper vivere in stato di emergenza.
Solo per cominciare.

