di Nicola Pucci
Il circo itinerante del grande tennis non conosce interruzioni, dopo l’Australia e la prima tornata di Coppa Davis ecco che gli stakanovisti in maglietta e pantaloncini distribuiscono le loro energie un po’ ovunque sparsi per il globo. Chi sceglie i tappetti indoor in Europa e negli Stati Uniti, chi trasferisce racchette e bagagli sulla terra rossa sudamericana, chi, e sono i più talentuosi, opta per i dollari generosi del Medio Oriente. Siamo a Dubai, negli Emirati Arabi; deserto, umidità e grattacieli fanno da cornice ad un appuntamento che da anni (esattamente dal 1993) attira i più forti e può vantare un albo d’oro di indubbio prestigio. Il numero 1 del mondo, Novak Djokovic, il re senza scettro Roger Federer, lo scozzese che non decolla, Andy Murray; ecco i tre top-four che si presentano ai nastri di partenza. Accanto a loro, Tsonga, Berdych, Fish, Tipsarevic, Del Potro…ben 8 dei primi 10 del mondo, si può chiedere di meglio?
Il torneo, con tanta eccellenza al via, non ha deluso le aspettative. Gli sceicchi che investono montagne (sempre che sappiano come siano fatte) di denaro sul giocattolino del loro piacere attendevano una finale tra Djokovic e Federer, sette titoli in due negli ultimi nove anni; hanno invece ripiegato su un’accettabile sfida Federer-Murray, altrettanto, se non più, appetitosa. Lo svizzero non ha trovato ostacoli sulla strada che portava all’ultimo incontro. Dopo il mancino francese Llodra, dal bel tennis serve and volley ma troppo leggero, dopo il Feliciano Lopez che seduce più con gli occhi che col rovescio, dopo il militare russo Youzhny, tutti sconfitti in due set, Roger il magnifico ha battuto in semifinale, ed era la quarta vittoria consecutiva, un Juan Martin Del Potro tonico ma sciagurato al punto da sprecare un vantaggio di 5-0 nel tie-break del secondo set.
Più dispendiosa e faticosa la marcia di avvicinamento all’ultimo atto del buon Murray. Un set concesso subito al debutto al tedesco Berrer, due set a zero allo svizzero Chiudinelli, 6-3 7-5 nei quarti a Berdych in un match che ha sorriso allo scozzese ma poteva girare in direzione opposta se il ceco, aridaje, non avesse sprecato buone opportunità per allungare al terzo. Ma è in semifinale, al cospetto di Djokovic, che Andy l’incompiuto ha dato il meglio di sé. Fino al 6-2 5-2 non c’è stata partita, lo scozzese comandava il gioco a proprio piacimento e il serbo remava da fondo incapace di ribaltare la situazione. Ma…ma una partita di tennis finisce al game, set, match annunciato dal giudice di sedia e sul più bello Murray si è inceppato. Djokovic è riemerso dal baratro, ha agganciato l’avversario sul 5-5 ma la sua rincorsa è terminata qui. Sforzo supplementare per giungere al traguardo e Murray con lo score di 6-2 7-5 si è assicurato un posto in finale.
La finale. Già. Bella, molto bella, addirittura straordinaria la recita del “Divino”…sì, lui, Roger l’inarrivabile, che sta al tennis come Mozart sta alla musica, e sfido a singolar tenzone chi oserà dire il contrario. Per 97 minuti Federer ha regalato prodezze a piene mani, mostrando quei lampi che da anni illuminano i tornei più importanti. Murray, da alcune settimane allievo di Ivan Lendl, e il binomio sembra funzionare, si è battuto come un leone ma il predone del deserto del Dubai, quest’anno, come altre quattro volte in passato, stavolta con il punteggio di 7-5 6-4, veste colori rossocrociati.



come ti dicevo su Fb , Federer E’ il tennis … cmq anche quest’anno dovrà fare attenzione a 3 giocatori secondo me … Djokovic , Nadal ( vedi A Open ) e Tsonga ( che lo ha battuto + volte in recupero e non solo ) … … … vorrei vedere DelPotro al top , ma cmq tanto di cappello x quello che sta’ facendo …