I cosiddetti T&C dettano le condizioni di vendita di prodotti e servizi, anche online. La conformità al regolamento europeo P2B rappresenta nello specifico un elemento di trasparenza e sicurezza per gli oltre 33 milioni di italiani che comprano prodotti o aderiscono a servizi digitali.
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Il rapporto tra consumatori digitali e aziende di e-commerce è regolato da un tipo di documento chiamato “Termini e Condizioni”, che le imprese della Rete devono impostare su criteri di trasparenza dell’offerta verso l’utente finale.
Il documento in questione si configura come un vero e proprio contratto, contenente le condizioni di vendita e di utilizzo di un determinato servizio. Le regole ad oggetto del contratto riguardano i diritti e i doveri reciproci di azienda e consumatore, ma anche le modalità di interazione tramite il sito o l’app, le opzioni di cancellazione e recesso, i contenuti di un’offerta e le sue eventuali limitazioni o scadenze. Tutti questi elementi, anche quando contenuti all’interno di clausole aggiuntive, devono essere specificati in modo chiaro, e l’utente deve dunque essere messo a conoscenza di tutti gli aspetti che riguardano, nella sua totalità, la compravendita, come previsto dalla disciplina per la tutela del consumatore.
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TERMINI E CONDIZIONI: GLI ELEMENTI FONDAMENTALI
Un contratto di Termini e Condizioni completo deve contenere varie indicazioni, e va inoltrato al momento della compravendita, ma anche quando un utente si registra ad una piattaforma, magari per utilizzare una prova gratuita oppure per aderire a una promozione in qualità di “ospite” e non dunque di cliente registrato.
Innanzi tutto, l’attività deve essere indicata in modo chiaro, così come il servizio offerto: la fluidità della Rete, infatti, e i modelli ibridi di portali, possono portare un utente a confondere, ad esempio, una piattaforma di comparazione con una di vendita, tipo quelle di couponing.
LA VENDITA DI PRODOTTI E LE OFFERTE
Nel caso dei prodotti, questi devono essere descritti in modo chiaro e va indicato se sono incluse garanzie nonché tutte le modalità per applicare il recesso. Si ricorda che il diritto di recesso permette di sciogliere il contratto in via unilaterale, entro 14 giorni dall’acquisto. Il suo esercizio, che prevede un rimborso del costo sostenuto da parte dell’azienda, è disciplinato dal Codice del Consumo, ed è applicabile anche all’e-commerce, fatta eccezione per alcuni tipi di beni. Tra questi rientrano quelli legati all’andamento dei mercati finanziari, i contenuti su supporti non materiali, i beni deteriorabili o personalizzati, i contenuti in supporti sigillati, specialmente nel settore dell’audiovisivo, ma anche i beni all’asta e i giornali/periodici/riviste.
Sempre nell’ambito dei prodotti, vanno chiarite le condizioni e i costi di consegna, incluse le tempistiche. Nel caso delle offerte, va specificato se queste sono esercitabili solo dal titolare di una carta – la fidelity card di un supermercato, ad esempio -, e dunque se sono nominali, ma anche se sono cumulabili, oppure se sono soggette a scadenza e vincolate a un solo tipo di beni, stabilito dall’azienda in via preliminare (ad esempio un tipo particolare di detersivo di marca o un formato specifico di bevanda, etc.).
I TERMINI D’USO DI UN SERVIZIO
Nel campo nei servizi digitali, i termini di utilizzo nella loro generalità vanno sempre comunicati all’utente, anche quando sottoscrive una form per avere diritto a una prova gratis, tipo una videolezione, ad esempio. Tra le indicazioni da fornire in modo chiaro rientrano eventuali restrizioni, come i limiti di età per l’accesso, ad esempio nel caso di alcuni social network, oppure alcune specifiche condizioni: si vedano i termini e le condizioni dei migliori bonus dei casino legali a distanza, che sono vincolati a requisiti minimi di puntata, oppure i servizi di pay tv on demand, nel caso di contenuti destinati esclusivamente a un pubblico adulto, e così via.
Le informazioni sulla sicurezza, specialmente in alcuni settori come il trading o lo scambio di criptovalute, sono fondamentali da indicare, così come anche eventuali rinnovi automatici o vincoli all’acquisto, tipo quando si usufruisce della prova a tempo di un videogioco, ad esempio.
Nel caso di alcuni tipi di servizio, come ad esempio quelli di stoccaggio di immagini, vanno chiarite le condizioni d’uso, come quelle relative al copyright e alle opzioni di condivisione ed elaborazione delle foto.
In linea generale, ogni altra condizione va sempre specificata, come si è detto anche in forma di clausola.
IL REGOLAMENTO EUROPEO P2B
Che si tratti di e-commerce destinato al consumatore o business to business, il Regolamento Europeo P2B stabilisce delle regole comunitarie a tutela della trasparenza delle operazioni commerciali.
Le linee guida, recepite dall’AGCOM con delibera 406/22, stabiliscono che i termini e le condizioni della vendita devono essere reperibili in ogni fase della relazione commerciale, e che essi devono includere obbligatoriamente la disciplina del recesso e le informazioni sui diritti di proprietà intellettuale, ma anche descrizioni complete e idonee di prodotti e servizi.
Nel caso di modifica delle condizioni, queste vanno comunicate perentoriamente all’utente con un preavviso di almeno 15 giorni.
I termini e condizioni, inoltre, devono essere redatti in italiano ed essere chiari e comprensibili, sempre ai fini del principio generale della trasparenza.


