di Ferdinando Cocciolo
A volte ritornano, nello sport ma anche nella vita. Ritornano perché hanno nelle vene il gusto della scommessa, della rivincita, della sfida sì con gli altri, ma soprattutto con se stessi ed i propri limiti.
Lance Armstrong, sette volte vincitore del Tour de France, ha ripreso a correre nel 2009 in una breve parentesi senza successi sportivi ma con buoni riscontri sotto il profilo dell’immagine e degli impegni umanitari. Michael Schumacher si era ritirato dal mondo dei bolidi nel 2006, ma poi non ha saputo rinunciare al “fascino” delle corse e al gusto irrefrenabile della competizione, morbo che tuttora gli rimane dentro. Il leggendario pugile George Foreman, lo ricorderete, co-protagonista del “match del secolo” con Muhammad Alì, dopo il ritiro nel 1977, torna a calzare i guantoni e nel 1994, a 45 anni, riconquista il mondiale dei pesi massimi. E parlando di ciclismo… tutti ricorderanno il grande ritorno, per il decennale del Record dell’Ora del 1984, dello “sceriffo” Francesco Moser che in pista, a Città del Messico, ottenne la seconda prestazione mondiale sulla distanza, dietro solo all’inglese Boardman.
L’amore per il ciclismo, lo sport che per vent’anni lo ha visto grande protagonista ed anche “uomo immagine“, sta portando Mario Cipollini, 45 anni, il velocista italiano più forte e vincente di tutti i tempi, ritiratosi nel 2005, ad una decisione inaspettata e clamorosa : ritornare a gareggiare, (dopo un primo, fugace tentativo nel 2008 con la maglia della Rock Racing) per mettersi in competizione con avversari molto più giovani di lui, per continuare in sostanza “quel senso di sfida” che ha sempre contraddistinto la sua vita, come uomo e come corridore. La notizia è davvero clamorosa, “esplosa” nel pieno della stagione, con le prime corse di prestigio che hanno già dato significative risposte, in termini di risultati, da parte dei nostri portacolori e dei più giovani soprattutto, da Guardini a Viviani. Dunque, il ritorno del “vecchio” contro i rampanti velocisti che non stanno scherzando di certo?
E proprio Andrea Guardini, velocista della Farnese Neri, squadra per cui gareggia tra l’altro Pippo Pozzato, rappresenta uno dei motivi che spingono l’ex campione del mondo a rimettersi in discussione, pur consapevole delle polemiche, delle prese di posizione e diffidenze su questo nuovo “capitolo“. “Torno a correre, anche per Guardini… mi è venuta voglia di riprendere l’attività per venire al Giro e tirare le volate a Guardini”. Questa le prime dichiarazioni del toscano rilasciate alla Gazzetta dello Sport, primo quotidiano sportivo a riportare una notizia che non è una “bufala“, ma una cosa seria anche per chi può non condividerne la motivazione di fondo.
Diversi addetti ai lavori, tra cui anche alcuni ex professionisti, hanno dichiarato di essere abbastanza scettici per una decisione che dovrebbe, secondo il loro punto di vista, tener conto dell’età, del tempo che passa e di un ciclismo che negli anni è profondamente cambiato. Ma, al di là di queste legittime considerazioni, il punto centrale della questione (che naturalmente dovrebbe passare al vaglio dell’UCI e degli organi competenti) è legato all’eventuale accordo con i dirigenti della Farnese, Luca Scinto in primis.
“Supermario” non demorde, è sempre più convinto della sua “grande scommessa” che, come tiene a precisare, non è legata assolutamente ad una motivazione economica. ” Sto bene e, buon segnale, sento un estremo desiderio di fare fatica. Peso 90 chili, 8 in più di quando ero al meglio della condizione”. I dirigenti della Farnese, la squadra di Guardini, Pozzato e Gatto, non sarebbero contrari al ritorno di Cipollini, bisognerà vedere cosa ne penserà l’UCI che sarà chiamata a dare il nulla osta all’operazione.
Ma gli obiettivi dell’ex iridato vanno oltre il semplice discorso agonistico; Mario si è detto disponibile a rappresentare un test valido anche per la ricerca scientifica, “per capire quali mutamenti ci sono in un atleta di grande livello con il passare degli anni”.
Staremo a vedere, la curiosità è tanta e noi non possiamo fare altro che augurargli… “Forza Supermario”.




Sinceramente gli atleti che ritornano alle competizioni quando ormai hanno fatto il loro tempo mi mettono solo tristezza, come se non riuscissero a superare la sindrome del tempo che passa. D’altronde, molto spesso i risultati parlano da soli: Muster è rientrato nel circuito per farsi battere anche dai ragazzini in tornei di terza fascia, Schumacher non è più quello di un tempo (e non ha nemmeno la macchina), Armstrong ha sì conquistato la terza piazza al Tour, ma ormai la sua carriera era al tramonto. Cipollini almeno è stato onesto con se stesso: torna per fare il gregario, e nelle volate può ancora dare una mano ai giovani velocisti. Vedremo, di sicuro Supermario ci metterà tutto l’impegno possibile!
io sono contento se torna a gareggiare il mitico Mario ma non escludo ci sia di mezzo il denaro ( se ricordo bene anni fa’ ebbe problemi con il fisco e se ha pagato quello che doveva può essere che i soldi servano ! ) … cmq come sportivo tanto di cappello … stessa cosa per Schumacher , rientrò -a parte le cifre astronomiche- anche perchè era un momento che in F1 non si vivevano momenti spettacolari … beh , questo è il mio parere … buona giornata a tutti !
La tristezza la lascio per altre vicende umane…il ritorno di un grande campione mi mette addosso solo tanta curiosità, altrochè…
E bravo Cipollini, che ci casca come un salame…come già prima di lui tanti altri…ritornare per cosa?Per passione?Per denaro?Per nostalgia di un passato glorioso che non tornerà più?Vabbè dai…abbiamo scherzato…
Un’altro esempio di animale da competizione che non riesce a tornare a una vita normale… Gli esempi di Emiliano calzano alla perfezione e dimostrano che non è mai una buona scelta. Mi viene in mente anche Borg…