di Francesco Gori
Nel primo appuntamento stagionale a Melbourne, in Australia, domina Jenson Button su McLaren che vince davanti all’iridato Sebastian Vettel e al compagno di scuderia Lewis Hamilton. Per la Ferrari, un buon quinto posto per Fernando Alonso, subito dietro l’altra Redbull di Webber, e il ritiro di Felipe Massa, mai competitivo.
Ecco LE PAGELLE del gp.
BUTTON: 10
Gara perfetta quella dell’inglese, che sorprende in partenza il connazionale Hamilton, per poi comandare dall’inizio alla fine. Un primo posto mai in discussione, neanche nel momento delicato della safety car, che annulla il vantaggio costruito in precedenza sugli avversari, giro dopo giro. La conferma di una concretezza spesso sottovalutata.
VETTEL: 9
Dopo una qualifica non all’altezza, il tedesco mette in pista la sua velocità che, piano piano, gli consente di recuperare posizioni, fino al secondo posto finale. Anche fortunato, riuscendo a sfruttare a proprio vantaggio l’intervento della safety car, scavalcando un Hamilton che forse non avrebbe ripreso. Prestazione di consueto spessore che garantisce 18 punti preziosissimi in ottica campionato.
HAMILTON: 6
La pole position prometteva di meglio. Con una McLaren che si dimostra la macchina da battere, perde subito il confronto in partenza col compagno Button, subendone poi la maggior velocità. Mai un acuto dei suoi, con la beffa nel finale, quando si vede soffiare il secondo posto da Vettel. Dalla classe di Lewis ci si aspetta di più che una gara di contenimento.
WEBBER: 6.5
Il pilota di casa staziona nelle retrovie nei primi giri, senza dare mai l’impressione di poter attaccare macchine sulla carta inferiori, come Ferrari e Mercedes. Con costanza e fortuna riesce a rimontare fino al buon quarto posto finale, briciole rispetto alla potenzialità della Redbull. Ennesima dimostrazione di mancanza di incisività e week-end che accerta ancora una volta il suo ruolo di seconda guida.
ALONSO: 8
Con una F2012 palesemente in difficoltà, gareggia come sempre da leone, chiudendo come meglio non si poteva fare, dietro alle due squadre che sembrano più avanti – McLaren e Redbull – e in attesa di tempi migliori. Grinta e classe permetteranno allo spagnolo di lottare per la vittoria quando avrà a disposizione una monoposto competitiva.
KOBAYASHI: 7
Il samurai di casa Sauber è il primo dei rincalzi, dopo la consueta prestazione coriacea. Il giapponese si conferma davvero tosto, protagonista di sorpassi a tutto gas, dai quali mai si tira indietro. Insieme a Perez – ottimo ottavo dopo intelligente strategia – dimostra che la squadra svizzera c’è.
RAIKONNEN: 7
Kimi torna in F1 e dal diciottesimo posto in qualifica chiude settimo, sciorinando una prestazione tutto cuore, con una Lotus-Renault in discrete condizioni, come testimoniato dalla qualifica del compagno Grosjean, costretto in gara al ritiro causa sportellata di Maldonado. Un campionato in cui il finlandese potrà portare a casa qualche piazzamento importante.
MASSA: 4
Il solito Felipe, pilota da tempo indifendibile, per la mediocrità delle sue prestazioni. Vederlo arrancare nelle retrovie, subire sorpassi e rivaleggiare con Ricciardo e Bruno Senna – con quest’ultimo che lo costringe a un ritiro più nobile di un piazzamento nelle ultime posizioni – porta a chiederci il perché della sua conferma in Ferrari. La crisi delle gomme posteriori non c’entra.
SCHUMACHER: 7
Il vecchio Schumi, dopo il quarto tempo nelle prove, parte bene e mantiene il terzo posto, capace di tener dietro agevolmente il campione del mondo Vettel, finché il cambio non lo tradisce dopo pochi giri. Pochi minuti che hanno evidenziato come il binomio Mercedes-Schumacher sia in ascesa. Nei prossimi gran premi ne sapremo di più.
MALDONADO: 7.5
È il venezuelano della Williams la sorpresa di Melbourne. Anche se non conclude la gara, tradito da un errore banale nell’ultimo giro, quando stava incalzando un certo Fernando Alonso. Ma la prestazione del buon Pastor è nel complesso super: il contatto iniziale con Grosjean è l’esempio della sua sfrontatezza, confermata nei giri successivi con attacchi e sorpassi su avversari sulla carta superiori. La foga agonistica lo tradisce a pochi metri dal traguardo, ma avrà modo di rifarsi.
Domenica prossima è già tempo di rivincite in Malesia.



