di Francesco Gori
Ti penso e cambia il mondo è la canzone di punta di Facciamo finta che sia vero, album di Adriano Celentano uscito il 29 novembre 2011. L’abbiamo sentita al Festival di Sanremo 2012, cantata insieme all’amico Gianni Morandi, in un’esibizione emozionante, con il duo che sembrava quasi voler dare un estremo saluto al pubblico, dopo anni di gloriosa carriera.
Ti penso e cambia il mondo è senza dubbio una canzone struggente, dove alla consapevolezza di una realtà crudele si sovrappone la forza dell’amore, capace di cambiare la visione pessimistica del mondo e dare speranza e forza ad ogni essere umano: “Affamati come lupi viviamo in crudeltà… E tutto sembra perso in questa oscurità… da soli gli occhi non vedono… Ti penso e cambia il mondo”
Celentano ci regala poesia pura, quella poesia senza ridondanze, semplice e capace di arrivare al cuore. D’obbligo riportare il testo integrale, perché è “acqua nel deserto”:
Affamati come lupi
viviamo in crudeltà
E tutto sembra perso
in questa oscurità
All’angolo e indifeso
ti cerco accanto a me… da soli
gli occhi non vedono
Ti penso e cambia il mondo
le voci intorno a me
Cambia il mondo,
vedo oltre quel che c’è
Vivo e affondo,
e l’inverno è su di me
ma so che cambia il mondo
se al mondo sto con te
C’è una strada in ogni uomo,
un’opportunità
il cuore è un serbatoio
di rabbia e di pietà
Credo solo al tuo sorriso
nel senso che mi dà
Da soli… gli occhi non vedono
Ti penso e cambia il mondo
le voci intorno a me
Cambia il mondo
vedo oltre quel che c’è
Vivo e affondo
e l’inverno è su di me
Lo so che cambia il mondo
se al mondo sto con te
Io sono qui… ti aspetto qui
Oltre il buio mi vedrai
Saprò difenderti… proteggerti
e non stancarmi mai
Acqua nel deserto… ti troverò
Dormi e si vedrà
Ti sentirai accarezzar
Ti penso e cambia il mondo
le facce intorno a me
Cambia il mondo
vedo oltre quel che c’è
Vivo e affondo
E l’inverno è su di me
Ma so che cambia il mondo
se al mondo sto con te
Coro:
Io sono qui… ti aspetto qui
Oltre il buio mi vedrai
Saprò difenderti.. proteggerti
e non stancarmi mai
Acqua nel deserto.. ti troverò
Dormi e si vedrà
Ti sentirai accarezzar
Ti penso e cambia il mondo
le voci intorno a me
Cambia il mondo
vedo oltre quel che c’è
Vivo e affondo
E l’inverno è su di me
Ma so che cambia il mondo
se al mondo sto con te
Ma Facciamo finta che sia vero è anche e soprattutto disco di denuncia e grido di rabbia nei confronti della situazione attuale in Italia: la crisi economica, politica e sociale. Parole come fulmini verso i primi responsabili di tutto questo – coloro che sono al potere -, con potenti richiami alle coscienze di ognuno di noi e soluzioni che prevedono cambiamento, amore e bellezza. “Il Molleggiato” fa sentire la sua importante voce in capitolo, stavolta insieme a numerosi artisti che hanno collaborato con musica, testi e interventi canori: Jovanotti (c’è la sua mano in ben tre brani), Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Franco Battiato, Manu Chao e Raphael Gualazzi.
Non ti accorgevi di me è la prima traccia del cd, il brano più pop intervallato da scosse rock, con testo e musica di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Un inizio scoppiettante.
Di Ti penso e cambia il mondo abbiamo detto, non rimane altro che ascoltarla e ri-ascoltarla, perché è uno dei punti più alti dell’ultimo Celentano, artista sempre in grado di emozionare, assimilabile a perle del recente passato come Hai bucato la mia vita dell’album precedente Dormi amore, la situazione non è buona o l’indimenticabile L’arcobaleno di Io non so parlar d’amore, canzone dedicata a Lucio Battisti.
Facciamo finta che sia vero stupisce. Celentano denuncia i governanti corrotti, lo stile di vita moderno, e malinconicamente ricorda i suoi tempi. L’eco di Franco Battiato “Volavano corpi di arcobaleni…” vale il prezzo dell’ascolto. Svegliamoci, aggiunge poi Adriano.
Non so più cosa fare è popolatissima: intervengono Giuliano Sangiorgi, Jovanotti e Franco Battiato, con musica di Manu Chao. Ben ritmata, col ritornello che entra subito in testa “Non so più cosa fare, senza te cosa c’è” ma fin troppo lunga, causa una parte parlata eccessiva.
Anna parte descrive la giornata tipo di un’impiegata. E la sua routine: “Fa tutto secondo il modello conforme, poi dorme…”. Canzone in stile De Andrè, cantore per eccellenza di storie di vita, è una traccia che descrive la noia e l’abitudine, soluzionandola con l’amore: “e l’amore è la via d’uscita, l’amore, la vita…”
Fuoco nel vento è targata Jovanotti, sa di repertorio “classico” e colpisce per la drammatica bellezza. Celentano canta contro l’arroganza “Saboterò la malattia di chi si crede un Dio” , contro i ciarlatani e gli imbroglioni e ci propone la musica come antidoto, affinché sia “luce e melodia”.
In La cumbia che cambia c’è ancora lo zampino di Lorenzo Cherubini in stile L’ombelico del mondo. È un inno al cambiamento individuale, l’unico che può salvarci in un momento in cui la posta in gioco è alta, e il suo ritmo incalzante non può che coinvolgere. La cumbia è una danza colombiana e il pezzo fa venir voglia di scatenare il corpo. Balliamo e lasciamoci trasportare.
La mezza luna con Raphael Gualazzi al pianoforte è una ri-edizione della canzone del 1962, in pieno Celentano old style.
Il mutuo è l’ultimo brano che ha tutto tranne che orecchiabilità: qui è il contenuto del testo a farla da padrona, il mutuo è il simbolo del debito – materiale e non solo – che contraiamo quotidianamente nei confronti della vita con azioni senza senso. C’è necessità di fermarsi e ricominciare. Accorgerci del nulla sul quale costruiamo l’esistenza, del capitalismo che ci ha prosciugato anima e portafoglio, basta ad agglomerati di cemento e uomini-profitto a favore di città a misura d’uomo, contro violenza e corruzione. È il botto conclusivo – ce n’è per tutti -, con un po’ di sana utopia. E speranza finale affidata, ancora una volta, alla bellezza, alla portata di tutti.
Un album eccelso. Lunga vita ad Adriano Celentano.




Che bel sentimento: “ti penso e cambia il mondo”. Meraviglioso!!!!!!!
Concordo, Rita. Grazie
mi sono fatto regalare l’album per Natale, avevo sentito alcune canzoni alla radio e mi erano piaciute.
credo che quest’album sia stato un’operazione davvero riuscita, perchè contiene alcune canzoni più “commerciali” e orecchiabili, che sono state mandate in radio e in televisione, ma se poi si ascolta tutto l’album dentro ci si trova tanta tanta politica, tanti messaggi forti, duri, di contestazione al sistema com’è oggi. “il mutuo” soprattutto. insomma, un album presentato con un’esca commerciale per attirare, e che poi si scopre denso di significati. un album che davvero “comunica” qualcosa a chi lo ascolta, e riesce a farlo unendo politica e buona musica.
E’ vero alberto, c’è tanta politica ma qualità assoluta nella musica…
Lol, ma nessuno ha capito che questa canzone parla di Gesù Cristo? guardate che non si rivolge ad una Donna ma a Dio stesso 😀
beh è interpretabile in entrambi i modi, cmq sia è l’amore al centro, divino o terreno che sia
Concordo a pieno con Ulell. Il testo, che proprio poco fa ho letto per una delle prime volte, ho potuto capire che Celentano si riferiva prorpio a Dio. Si può notare specie nei versi “All’angolo e indifeso ti cerco accanto a me…da soli gli occhi non vedono. Ti penso e cambia il mondo, le voci intorno a me. Cambia il mondo, vedo oltre quel che c’è.” Molto probabilmente è un uomo che parla a Dio, magari in punto di morte “E l’inverno è su di me”. Più controversa può essere il pezzo della canzone dove viene cantato “Io sono qui, ti aspetto qui, oltre il buio mi vedrai. Saprò difenderti, proteggerti e non stancarmi mai”, per il motivo che non siamo noi che aspettiamo Dio, non siamo noi che lo proteggiamo, lo difendiamo. Dio fa tutto questo perché è padre (o madre) e noi siamo i figli che tornano a lui.
“Acqua nel deserto” può essere interpretato come Dio in mezzo ad un mondo che è un vasto deserto di valori, dove il sacro non esiste, o ne viene rifiutata l’esistenza, un mondo che col tempo diventa sempre più blasfemo e non ringrazia l’entità suprema di Dio che ha creato il tutto.
Spero di essere stato esaudiente con questa mia interpretazione. Specifico non mi piace generalmente Celentano o comunque non lo ascolto.