di Nicola Pucci
Liberiamo il campo da equivoci: Nadal è un fenomeno, altro che storie! Provate voi a vincere otto volte, e dico otto volte, in successione al Country Club di Montecarlo. Il vero principe di Monaco è lui, per meriti acquisiti sul campo, non certo per diritto di nascita, e sfido chiunque a contraddirmi: venderò cara la pelle, statene certi.
Da anni circolano voci su presenti aiuti che avrebbero favorito l’escalation del maiorchino a grandissimo, anzi il più grande, dei tappeti in terra battuta, ancor più di un altro fuoriclasse che sui campi rossi fu dominatore assoluto, Bjorn Borg, lo svedese di ghiaccio. Al diavolo considerazioni che nessuno può suffragare, Nadal è forte e vincente. Dal 2005 non conosce battuta d’arresto a queste latitudini; si pensava che Djokovic potesse interrompere a sette la serie di trionfi di Rafa al circolo più civettuolo al mondo, quello di casa Grimaldi dove Alberto, come prima di lui Ranieri e la divina Grace Kelly, amano far salotto con la crema del tennis al maschile. Ma Nole ha vissuto una settimana dolorosa, la morte dell’amato nonno Vladimir gli ha lacerato l’anima e la testa, punto forte del ragazzo serbo, stavolta non seguiva gli impulsi agonistici. Dopo due successi in rimonta con Dolgopolov negli ottavi e con Tomas Berdych in semifinale il numero 1 del mondo è giunto all’ultimo atto in debito d’energie, più nervose che fisiche, e in poco meno di un’ora e venti minuti si è fatto da parte col punteggio di 6-3 6-1.
Nadal, dunque, per un copione che appare ovvio e scontato anche per la stagione 2012 su superficie lenta. Gli anni passano, le ginocchia dello spagnolo scricchiolano in maniera preoccupante ma quando si torna a calpestare la terra rossa è lui l’indiscutibile punto di riferimento, è lui il campione da battere e non sarà gioco facile per nessuno. I numeri del torneo di quest’anno ancora una volta evidenziano il predominio del principe di Montecarlo: 6-4 6-3 al finlandese Nieminen, 6-1 6-1 con Kukushkin, 7-5 6-4 a Wawrinka, 6-3 6-4 in semifinale al beniamino di casa, Gilles Simon. Zero set concessi, quanto basta per portarsi a casa l’assegno del vincitore, incassato al termine di una finale senza storia.
Torneo bagnato, torneo fortunato direbbe un vecchio adagio: lo è stato certo per Nadal, lo è stato indubbiamente per il carneade Haase issatosi fino ai quarti, lo è stato per Simon che riportava un francese in semifinale dopo ben 7 anni, da quando ci riuscì un giovanissimo Gasquet nel 2005. Disco rosso invece per Murray, suona nuova, che fallisce come sempre il grande appuntamento; disco rosso per i nostri colori che dopo il poker di successi al primo turno non sono andati oltre: Seppi, Starace, Volandri e Fognini, che qui giunse agli ottavi nel 2009, hanno alzato bandiera bianca ai sedicesimi. Mancava Federer che tornerà sulla terra…blu (!!) di Madrid, ma non importa, Nadal avrebbe vinto comunque…scommettiamo?



