di Nicola Pucci
Ci siamo. La stagione mozza dell’NBA entra finalmente nel vivo. Dopo 66, nevrotiche, forse anche inutili partite di una regular season avviatasi il giorno di Natale, è tempo di play-off per il campionato più bello e più seguito del pianeta. Ci piace allora tentare un pronostico nella corsa ad un titolo che come al solito sarà avvincente e quest’anno, ancor più che nel recente passato, alla portata di numerose squadre.
I cinque mesi di folle avvicinamento alla fase che conta hanno incoronato i Chicago Bulls ad Est e i San Antonio Spurs ad Ovest come squadre dominanti. Derrick Rose, MVP nel 2011, ha conosciuto numerosi infortuni (è notizia, fresca di poche ore, della rottura del legamento crociato sinistro che pone fine alla sua stagione) che ne hanno limitato quest’anno l’apporto ma la franchigia che insegue i fasti dell’era Jordan gioca ormai a memoria ed ha chiuso con un bilancio di 50 vinte e 16 perse. Stesso bottino per i San Antonio Spurs, sempre più vecchi nell’ossatura portante composta da Duncan-Parker-Ginobili ma che hanno sciorinato la miglior pallacanestro in assoluto grazie soprattutto alla profondità della panchina e al solito eccellente lavoro di coach Popovich. Due squadre favolose ma che troveranno ostacoli insidiosi sulla strada che conduce alla finale. Ci vengono in mente in primo luogo i favoriti di inizio stagione, i Miami Heat del trio delle meraviglie James-Wade-Bosh con Lebron, artefice di una campionato strepitoso, che guadagnerà stavolta il meritato titolo di MVP e avrà gran voglia di riscattare la finale persa a sorpresa con Dallas l’anno scorso. Il “prescelto” svestirà infine i panni del perdente? Riuscirà ad infilare l’anello di campione come nuovo fenomeno degli anni Duemila? Interrogativi che non troveranno risposta nell’abbordabile primo turno di play-off in cui la deludente New York di Carmelo Anthony sembra solo poter ricoprire il ruolo di sparring-partner.
C’è indubbiamente attesa per vedere cosa faranno i Los Angeles Lakers, non proprio brillanti in stagione regolare ma impossibile da sottovalutare, con Bryant tornato bomber, con la definitiva esplosione ai massimi livelli di Andrew Bynum che sotto canestro appare immarcabile, con l’innesto in cabina di regia di Sessions che sostituisce il vecchio Fisher e porterà nuova energia di cui beneficerà un Pau Gasol non sempre determinante.
Anche Okhlahoma City potrà recitare un ruolo importante nella sfida al titolo. I Thunder hanno condotto il ranking ad Ovest per gran parte della stagione ma una leggera flessione nel finale li ha obbligati a cedere il primo posto a San Antonio ed il fattore campo potrà essere decisivo nell’eventuale sfida incrociata. Kevin Durant dopo lunga rincorsa ha vinto il titolo di miglior marcatore della lega per il terzo anno consecutivo, Westbrook è un fattore ma la chiave di volta sarà la grande rivelazione dell’anno, quel James Harden non solo miglior sesto uomo ma considerata ormai una delle guardie più forti in circolazione.
Boston e i campioni in carica di Dallas saranno altre due nobili sfidanti. I Celtics son stanchi e logori, Ray Allen e Paul Pierce accusano il peso degli anni ma l’esperienza è elemento che conta in sede di play-off. Rondo è il miglior play della lega, Kevin Garnett, reinventato centro da coach Doc Rivers, ha ritrovato l’antico smalto ma basterà per inseguire l’anello? Stesso discorso per i Mavericks, Nowitzki è un fuoriclasse assoluto ma sarà problematico per Kidd, Terry e compagnia bella ripetere l’exploit della passata stagione.
Curiosità destano i parenti poveri di Los Angeles, i Clippers, che con Chris Paul e Griffin sono diventati squadra temibile; Indiana gioca bene ma non arriverà in fondo; gli Orlando Magic hanno perso Dwight Howard per infortunio e si ritrovano così con il potenziale dimezzato. L’unica presenza azzurra sarà garantita da Danilo Gallinari, stellina dei Denver Nuggets che al primo turno però rischiano l’eliminazione giocando contro pronostico con i Lakers.
Un nome su tutti? Mi sbilancio e dico Miami Heat, se “king” James fallisce ancora, la rincorsa a Jordan come più grande di sempre subirà un brusco stop. Definitivo stavolta. I love this game.



