È tempo d’estate, di prova costumi da bagno per le signore, e di specchi che non sempre rimandano immagini accattivanti e piacevoli.
La cura del sé è importante per il Bon Ton, ma, al contempo, il rispetto del sé è ancora più fondamentale, e quindi, guai, innanzitutto, ad iniziare diete dimagranti – oramai tanto parte della nostra cultura occidentale – senza consultare, in studio, uno specialista, altrimenti rischiamo di mettere a serio repentaglio la nostra salute.
Mettersi a dieta è utile, se necessario, ma procedervi solo per motivi puramente estetici, perché ci “vediamo” grassi o per una nevrosi del momento dovuta a fattori ansiogeni, è assurdo!
Qualsiasi dieta scegliamo, da quella cosiddetta “mediterranea” alla dieta “a punti”, il Bon Ton ci impone di non trasferirla e farla praticare, forzosamente, ai nostri commensali né servendo cibi poco calorici od eliminando dolci graditi o, peggio ancora, a parole, trattandone durante i momenti di convivialità.
Il Bon Ton ci ricorda, inoltre, di non imporre mai le nostre convinzioni alimentari ai compagni di vita, figli e familiari, solo per sentirci più coinvolti in un percorso di faticose rinunce e sacrifici a tavola.
Ecco perché dobbiamo scegliere la dieta giusta in base alla nostre abitudini conviviali, sociali, lavorative.
Grave errore e non solo di Bon Ton, l’iniziare a criticare le altrui abitudini alimentari che non si sposerebbero con la dieta che effettuiamo. Un simile comportamento è un modo molto maleducato di relazionarci.
Se a dieta, non per questo, escludiamoci dalle occasioni mondane ma ovviamente evitiamo di provare a convincere gli altri ad iniziare anche loro la nostra stessa dieta, decantandone gli effetti benefici e purificatori del corpo.
Se ci “vergogniamo”, poi, di sentirci a dieta, e di dover dichiarare di effettuarne una, agli amici, mai saremmo ad obbligare chi ci invita a cena a cucinarci piatti apposta per noi, magari dalle difficili pesature o cotture.
Quando, infine, invitati a pranzo, non volendo svelare che stiamo a dieta, inventiamoci una plausibile scusa che giustifichi “l’occasionale” poca fame, e soprattutto, evitiamo di “mangiare con gli occhi” gli altrui piatti! Saremmo patetici e sciocchi!



