IL VALZER DELLE PANCHINE: E LUIS ENRIQUE?

C’è una danza che accompagna costantemente ogni campionato calcistico, dalle serie minori fino alle serie A: il valzer delle panchine. È così che ogni anno si succedono professionisti e non alla guida tecnica di una squadra, in un gioco che vede sempre l’allenatore come capro espiatorio di una situazione di classifica deficitaria o di un ambiente in ebollizione.

Nella nostra serie maggiore salta l’ottava panchina dell’anno: tocca questa volta a Eusebio Di Francesco che lascia la guida del Lecce per far spazio al ritorno di una vecchia volpe come Serse Cosmi. Sarà durissima per i salentini, superati in graduatoria anche da Cesena e Novara. Ma ricapitoliamo quanto è successo fino ad ora nell’arco di questi pochi mesi dallo start.

La palma del presidente più vulcanico la merita come sempre Massimo Cellino del Cagliari che prima dell’inizio del campionato dà il benservito a Roberto Donadoni per prendere Massimo Ficcadenti, a sua volta esonerato il recente 8 novembre, dopo la sconfitta con l’Atalanta, per far spazio a Davide Ballardini. Un altro patron solitamente polemico e lunatico è quel Maurizio Zamparini che, dopo aver elogiato pubblicamente il neoarrivato Stefano Pioli, lo caccia dopo l’uscita ai preliminari di Europa League con la stagione italiana ancora da cominciare – come il collega Cellino, due presidenti molto vicini caratterialmente. Chi sembra tornato agli antichi “fasti” di un tempo è Massimo Moratti che in piena estate subisce l’improvviso addio di Leonardo e si apre prima alla novità Gian Piero Gasperini, poi all’esperiemza di Claudio Ranieri: entrambe le volte con risultati sconfortanti. A Bologna Stefano Pioli ha ritrovato subito una casa, sostituendo l’inadeguato Pierpaolo Bisoli, a Cesena avvicendamento Giampaolo-Arrigoni. Altra panchina rimasta calda fin dal suo arrivo è stata quella di Sinisa Mihajlovic, mai accettato dai tifosi – famoso il coro “Sinisa salta la panchina” -,  che ha lasciato le redini della Fiorentina a favore di un Delio Rossi che, con la netta vittoria di ieri sulla Roma, pare aver riportato quell’entusiasmo che mancava da tempo. Proprio Roma: mentre sulla sponda biancoceleste per il momento pare essersi placata  la contestazione a Edy Reja, la prossima vittima di questa danza “demoniaca” sembra lo spagnolo Luis Enrique in casa giallorossa. L’asturiano è ormai contestato da una piazza pretenziosa e forse anche parte della squadra non lo segue più; rimane la società, che lo ha sempre difeso, ma fino a quando? Sarà Roma-Juventus il dentro o fuori per un personaggio discutibile in quanto a scelte e modulo ma assolutamente difendibile per la sua voglia di crear calcio in stile barca, per la sua autorevolezza necessaria (vedi il caso Osvaldo) e per la signorilità indiscussa.

Luis Enrique. Calciosport24

Cominciano a sentire strane musiche che invitano al ballo anche a Genova – quanto resisterà Preziosi con Malesani? e piano piano, se i risultati non dovessero arrivare nonostante il buon campionato fino ad ora, anche a Siena (Sannino) e Catania (Montella). Scricchiola Tesser a Novara, punti interrogativi per Di Carlo (Chievo) e Colomba (Parma), mentre saldissime sono le posizione di 5 allenatori: Colantuono-Atalanta, Conte-Juventus, Allegri-Milan, Mazzarri-Napoli, Guidolin-Udinese.

FRANCESCO GORI

4 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 05/12/2011
  2. Nicola 05/12/2011
  3. Nico Morali 06/12/2011
    • admin F.G. 07/12/2011

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