di Francesco Gori
Manchester City-Qpr e Montpellier-Lille ci fanno capire quanto il calcio riesca ancora ad emozionare, nonostante soldi, violenze e giochi di potere che gravitano attorno.
Una domenica speciale, giocata sul filo del rasoio in due campi distanti ma vicini quanto a battiti cardiaci. Ciò che è accaduto a Manchester ha dell’incredibile: partita decisiva in ottica Premier League per la banda di Mancini che con tre punti renderebbe vana l’eventuale vittoria dello United (che puntualmente avviene 1-0 a Sunderland); sembra una passeggiata vista la diversa caratura tecnica, ma gli ospiti si devono salvare e si dannano l’anima. Al minuto 39 Zabaleta sigla l’1-0 che sembra spianare la strada ma, dopo il riposo, il Qpr indovina il pareggio con quel Djibril Cissé rottamato dalla Lazio. Poco male, visto che sette minuti più tardi l’ex galeotto Joey Barton si fa espellere per aver prima sgomitato Tevez e poi aver scalciato Aguero. Ma il calcio non fa sconti e in 10, alla seconda disattenzione citizen, Mackie incorna l’increbibile 1-2. Mancio getta nella mischia Dzeko e Balotelli ma la porta sembra di quelle stregate. Scocca il 90′ e il titolo è un miraggio.
Ma ecco l’imprevedibilità del calcio. I tifosi capitanati da Noel Gallagher passano dalla tristezza all’euforia nel giro di tre minuti, quelli che vanno dal 91′ al 94′: 2-2 di Dzeko su corner di Silva, 3-2 all’ultimo assalto con Kun Aguero. Mancini-Balotelli, l’Italia all’estero, esultano e riportano la Premier League al Manchester City dopo 44 anni. Nel modo più drammatico per i deboli di cuore. Ma anche più bello.
Quanto accade a Montpellier è cosa più comune, ma comunque emotivamente degna di nota. Il Montpellier, sorpresa stagionale, comanda la Ligue 1 e affronta il Lille alla penultima, con tre punti di vantaggio sul ricco Psg di Ancelotti, che vince l’anticipo. Servono tre punti per affrontare con serenità l’ultima con l’Auxerre, ma la squadra di Hazard è tosta e lotta anch’essa per il vertice. Risultato bloccato sullo 0-0 fino al 90′, ma la favola del Montpellier merita un finale dolce: e al 94′ – minuto fatale – Fana regala una vittoria che profuma di titolo.
E, nel giorno degli addii di Del Piero e dei senatori del Milan in Italia, dopo tante polemiche e vicende extra, il “gioco più bello del mondo” dimostra di saper ancora emozionare. Il calcio è anche e soprattutto questo.




Che fortuna il City!!!Ferguson al 91° se la rideva sotto i baffi…dopo altri tre minuti sembrava una statua di sale!!!Poveraccio…
E’ vero, Ferguson è diventato di ghiaccio ma è giusto così… Lo United di quest’anno è stato uno dei peggiori delle ultime stagioni e il City, molto più forte, ha meritato