di Ferdinando Cocciolo
JOAQUIN RODRIGUEZ: 10
Era il favorito di tutti, su un percorso che esaltava le sue caratteristiche di gran scattista, e non ha tradito le attese. Sull’ultimo strappo è partito come una “scheggia” e chi doveva seguirlo non ne è stato capace. Il massimo dei voti per come ha saputo interpretare il Giro sinora, attento tatticamente e sempre all’attacco, con una squadra all’altezza delle aspettative. Da stasera, molto probabilmente, chi non lo considerava tra i favoriti per la vittoria finale dovrà ricredersi.
GIOVANNI VISCONTI: 8.5
Da molti addetti ai lavori è sempre stato considerato un “eterno incompiuto” e i dubbi stavano via via crescendo in una stagione che, sinora, sotto il profilo dei risultati, è stata abbastanza deludente. Ma il capitano della Movistar non è mancato all’appello sul traguardo di Assisi, con un ottimo terzo posto dietro al favorito di giornata. Adesso, il campione italiano deve solo confermarsi.
IVAN BASSO: 8
Il 15° posto del varesino, su di una salita “breve e secca” e assolutamente non adatta alle caratteristiche di “scalatore diesel”, deve essere ben interpretato, se si vuole dare una “logica” al Giro fin qui disputato e alle aspettative di un atleta che tra l’altro, lo ricordiamo, è partito dalla Danimarca con una condizione fisica ancora non ottimale. In tappe come quella di Lago Laceno ed Assisi, l’obiettivo di Ivan era fondamentalmente quello di non perdere secondi dai rivali, soprattutto da scalatori-scattisti come Scarponi e Roman Kreuziger. Obiettivo centrato, grazie anche ad un team sempre guardingo in testa al gruppo e naturalmente ad una condizione psico-fisica che sta crescendo e fa ben sperare per le grandi montagne (a partire dalla tappa di Cervinia di sabato prossimo). Lo sguardo di Ivan subito dopo l’ultima tappa la dice lunga sulla sua serenità e convinzione.
MICHELE SCARPONI: 6
La rampa finale di Assisi, per un “attaccante nato e mai domo”, poteva rappresentare una grande occasione per mettere in difficoltà Basso e Kreuziger, a detta di tutti i suoi due maggiori rivali. Non è un diesel come Ivan e già in passato ha dimostrato di andar forte in arrivi del genere. Ma non era giornata – come ha ammesso – e già sta pensando a come recuperare, in montagna, i 14 secondi di svantaggio da Ivan Basso. Gli darà una mano Damiano Cunego?
DAMIANO CUNEGO: 4
Questa prima fase del Giro, in attesa di un’ultima settimana che già si preannuncia “esplosiva”, molto probabilmente ha definito le gerarchie all’interno della Lampre. Michele Scarponi è il capitano designato e il veronese dovrà pensare soprattutto ai successi parziali. Ma Damiano doveva “far uscire la testa dal guscio” già in arrivi come quello di Assisi, somigliante tra l’altro ai traguardi finali di qualche classica. In terra umbra è giunto 22°, a 15 secondi da Rodriguez, un risultato che lo deve far riflettere su un potenziale non ancora espresso.
FRANK SCHLECK: 5
E alla fine facciamo gli stessi discorsi per tutti i grandi (soprattutto alla luce del difficile arrivo ad Assisi), tranne che per un Ivan Basso che si dice convinto di aver rispettato i propri piani. Per certi versi, Frank è da considerarsi “l’oggetto misterioso” del Giro d’Italia, un corridore che spesso si nasconde, come ha fatto finora in una Corsa Rosa che sicuramente è da annoverare tra le più complicate, anche tatticamente, degli ultimi anni. In sostanza, non si riesce ancora a capire se il gemello di Andy punti più alla classifica generale o ai successi di tappa. Chi lo vede in gruppo lo definisce una “mina vagante” in grado, con la sua classe, di scompaginare le carte, ma il “vero segnale” non c’è stato. Le montagne sono alle porte, e lì si capirà lo stato di un atleta tra i più talentuosi del panorama internazionale.




Io continuo a non considerare Rodriguez un favorito…d’altronde lo ha dimostrato alle ultime due “Vuelta”, dove ha fatto suoi traguardi simili a quelli di Assisi, ma sulle grandi salite è scoppiato perchè non ha fondo…è un corridore irresistibile sui muri, questo sì, e mi pareva d’averlo scritto nella presentazione che il traguardo di Assisi sembrava disegnato per lui. Uno che invece potrebbe essere la grande sorpresa del Giro è Pozzovivo, lui sì che sulle grandi salite è capace di fare la differenza. Se regge le tre settimane, può fare sfracelli sulle grandi montagne.