SECONDO TURNO AL ROLAND GARROS, ITALIANI IN EVIDENZA

di Nicola Pucci

La butto lì, tanto per provocare: per l’anno 2012 il tricolore non sventolerà sul pennone più alto del Roland Garros. Ok, previsione che ci sta, ma i nostri portacolori hanno coraggio e temperamento da vendere. E se leggerete il seguito capirete perché, dando un occhio al secondo turno del Campionato del Mondo su terra battuta.

Andreas Seppi. È in forma, l’altoatesino. Ha vinto a Belgrado, a Roma ha raggiunto i quarti, al primo turno ha scavalcato in tre set Davydenko, ex-top five. Incrociava sulla sua strada ai trentaduesimi tale Kukushkin, kazako numero 53 del mondo, e per tre set almeno i fantasmi di un passato da perdente non troppo lontano sono riaffiorati. Ma Andreas è tennista nuovo, in fiducia, ben preparato ed è uscito alla distanza con autorità imponendosi al quinto con relativa facilità.

Fabio Fognini – www.repubblica.it

Seguire Fabio Fognini può risultar letale, se si ha il cuore fragile. Da tre anni a questa parte il sanremese regala emozioni a iosa, con tre successi in rimonta al quinto set: due anni fa 9-7 con Monfils, l’anno scorso 11-9 con Montanes, stavolta rischia il crollo con Troicki, risorge annullando due match-point per poi imporsi 8-6. Avrà Tsonga ai sedicesimi, sfida difficile ma non proibitiva.

Per Francesca Schiavone esibirsi a Parigi è come giocare nel giardino – rosso – di casa. Quassù si è guadagnata l’immortalità tennistica, quassù spera ancora di recitare da protagonista. Affrontava Pironkova, ragazza bulgara ostica e che ben colpisce da fondocampo. Ha perso netto il primo, Francesca nostra, 6-2; ha vacillato ad inizio secondo set ma poi è entrata in ritmo e non ha più concesso opportunità all’avversaria. Rimonta vincente che la proietta ai sedicesimi con Lepchenko, e partirà da favorita.

Pennetta – tennis.it

3 + 2 al terzo turno, sì perché alle tre imprese di rincorsa si aggiungono Sara Errani e Flavia Pennetta che rispettano il pronostico vincendo facile in due set con Oudin e Glatch (trattasi di rivincita per la bella Flavia dopo il k.o.del 2009), americane acerbe e a disagio su questi terreni.

Nel frattempo prosegue il cammino dei papabili al successo finale. Nadal non fa sconti a Istomin, 6-2 6-2 6-0; Djokovic liquida Kavcic; non brilla Federer che lascia per strada un set, il terzo, con il rumeno Ungur, buon braccio. Murray stavolta, poverino, ha mal di schiena, rischia grosso col finlandese Nieminen, ci mette un set e mezzo per entrare in partita ma poi fila via in scioltezza verso la qualificazione. Detto di Del Potro che pure lui ha i suoi problemi per sbarazzarsi di Roger-Vasselin, consiglio di prestare attenzione a tre outsider che appaiono in gamba: Ferrer, Berdych e Almagro che liquida Baghdatis, non proprio uno qualunque. Onore ai francesi che portano al terzo turno una folta schiera di rappresentanti, ambiziosi (Tsonga, Gasquet, Simon), emergenti (Devilder), battaglieri (Benneteau), veterani (Mahut), resuscitati (Mathieu, dopo 5 ore e 41 minuti di passione con Isner, toh sempre lui!).

Mi intriga non poco pensare a quante giovani tenniste, legittimamente, inseguono la Coppa dei Moschettieri. Sharapova sembra la più autorevole, ma Azarenka guadagna preferenze. Li Na, Wozniacki, Radwanska che surclassa Venus Williams, Stosur che affronterà Petrova nel big-match di terzo turno, Kvitova: tutte quante, chi più, chi meno guardano lontano. Le nostre avranno avversarie affascinanti, Ivanovic per Sara Errani, Kerber per Flavia Pennetta, Lepchenko per Francesca Schiavone. Da mettersi a sedere, accendere la tv e gustarsi lo spettacolo. Ci aggiorniamo domenica.

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