di Nicola Pucci
La fase a giorni della Champions League si è chiusa, non senza colpi a sensazione ad onor del vero, è perciò tempo di verdetti e di individuare i momenti salienti e i protagonisti che hanno segnato con le loro prodezze, nel bene e nel male, i primi sei turni della vecchia, cara Coppa dei Campioni.
La squadra. E potrebbe essere altrimenti? L’Apoel Nicosia, da cenerentola a principessa. Non sono lontani i tempi in cui giocare a Cipro equivaleva ad una piacevole crociera nel bel mezzo del Mar Mediterraneo, per la prima volta nella sua avventura europea stavolta non solo vince e convince ma si qualifica da prima del girone. Neanche fosse il Barcellona.
Il giocatore. L’ovvietà mi consiglia Messi, e ti pareva. Se voglio tentar di essere originale ecco allora che mi viene in mente Alexander Frei, bomber stagionato, cinque reti in sei partite, simbolo di quel Basilea che fa fuori a sorpresa, anzi sorpresona, il Manchester United vicecampione. Due zampate all’Old Trafford e il gol sicurezza nel match decisivo all’ultima giornata lo consigliano di girare alla larga da Sir Alex.
L’allenatore. Pecchiamo di autarchia? E pecchiamo, una buona volta. Cito Mazzarri, perchè il suo Napoli alla prima Champions dai tempi del Pibe becca il girone di ferro, Bayern, City e Villarreal sono tutt’altro che un bello scherzo ma i suoi ragazzi non solo si qualificano ma fanno un figurone e strappano applausi a scena aperta. Diciamolo allora, neppure troppo sottovoce, un po’ di invidia il mio cuore viola la prova.
E così le voci top sono completate anche se meritano un cenno l’accoppiata da paura Real Madrid/Barcellona che assomma ben 11 vittorie in 12 partite con 39 reti all’attivo e solo 6 al passivo, il Benfica di Jorge Jesus, altra compagine senza l’onta di sconfitte, che pare destinato a rinverdire i fasti di un passato oramai troppo lontano ed il Bayern Monaco del sottovalutato Gomez, pennellone imbranato ma che la butta dentro con impressionante regolarità.
Se di qua c’è chi ride e si frega le mani in attesa di conferme primaverili, dall’altra parte della barricata ci si diverte di meno e non mancano certo delusioni e fragorosi capitomboli.
Manchester. Intesa come città, per una volta rappresentata da rossi e azzurri, pareva destinata a spopolare come riesce a fare in Premier. Macchè, pollice verso per i Red Devils che si fanno eliminare, pensa te, in un girone con Basilea e Otelul Galati, bocciatura anche per Mancini e Balotelli nel raggruppamento terribile che penalizza una squadra comunque capace di raggiungere 10 punti. Quando si dice il calcio…
Porto. Tempi duri sulle rive del Douro. La dipartita di Villas Boas verso Londra ha privato i biancoazzurri dell’estro che valse la scorsa Coppa Uefa, pardon Europa League, l’incredibile Hulk non basta e i lusitani proprio in quella competizione torneranno. Per la gioia di ciprioti e Spalletti.
Inter. Ma stiamo scherzando? Dietro la lavagna anche Ranieri e i suoi baldi vecchietti primi in classifica? Certo che sì, perdere due volte davanti al pubblico amico e giocare da pietà non fa onore al nostro calcio, e poi contro Lilla, CSKA Mosca e Trabzon… trabzon che?
Fanalini a quota zero. D’accordo, il barone Pierre de Coubertin anche se è venuto a mancare all’affetto sincero di noi sportivi nel lontano 1937 non passa mai di moda, ma mi chiedo: l’importante è veramente partecipare care Villarreal, Dinamo Zagabria, Otelul Galati oppure attrezzarsi come si deve per strappare qualche punticino non sarebbe meglio?
Qui prende temporaneamente congedo da noi la Champions League; in questi mesi di sosta le nobili contendenti ricaricheranno le pile e affileranno le armi, chi coltivando improbabili ambizioni, chi preparandosi a rispettare le consegne. Un solo, inequivocabile dato certo: ci sarà tanta Italia ma soprattutto ci sarà tanto calcio spettacolo… ai posteri.




Davvero clamorosi il flop del Manchester United e il passaggio del turno del Napoli in un girone di ferro
Non direi troppo clamoroso l’exploit del Napoli. Il Villarreal quest’anno non va e il City sembra puntare più al campionato, non dimenticate il Milan che può fare bene