di Alberto Presutti
Almeno nei pensieri, stanno giungendo le agognate ferie, che vanno certo godute all’insegna del relax. Ma è bene ricordarci che non costituiscono una “vacatio” dalle buone maniere, dall’educazione, consentendoci qualsivoglia aberrazione all’insegna del “finalmente posso fare quello che voglio!”.
Se c’è un errore da evitare, infatti, è il ritenere che in vacanza si sia liberi dal Bon Ton e che niente e nessuno possano imporci restrizioni di comportamento.
Niente di più sbagliato!
Mai abbia il sopravvento la mancanza di rispetto nei confronti di tutti coloro che condividono con noi spiagge o alpeggi, alberghi o località turistiche.
Innanzitutto, evitiamo di unirci a gruppi non omogenei alle nostre abitudini o non adatti ai nostri gusti e interessi.
Se condividiamo un viaggio organizzato, dimostriamo sempre puntualità e pazienza verso le regole dettate dall’agenzia che lo gestisce.
Il Bon Ton, in albergo, ci suggerisce di salutare sempre chiunque incontriamo nei corridoi o in sala da pranzo, dove ci presenteremo ben vestiti e mai in costume da bagno!
Qualora ospiti in casa di amici, mai ci permetteremo di dettare l’agenda delle vacanze, adattandoci alle loro consuetudini con spirito collaborativo e allegro.
Al mare ricordiamoci che vige una “Beach Etiquette”, un Bon Ton da spiaggia, che ci spiega come questa sia un luogo pubblico dove vigono riservatezza e discrezione.
Sulla battigia sono banditi racchettoni e freesbee, e non è ammesso giocare al “beach soccer”, mentre sarà bene di munirci di cuffiette per l’ascolto della musica preferita.
E se all’ora di pranzo ci piacerà rimanere in spiaggia, non portiamoci appresso contenitori colmi di lasagne, rosticciana e insalatone. È veramente “cafonal”! Prediligiamo invece frutta fresca non profumata.
Infine, invitati ad una gita in barca, mai interferiremo, neanche fossimo “lupi di mare”, nelle decisioni del comandante.



