SHARAPOVA E NADAL, VINCONO I NUMERI UNO

di Emiliano Morozzi

Rafael Nadal (da Wikipedia)

L’epilogo del Roland Garros ci regala due vittorie previste alla vigilia e confermate dai due tennisti strada facendo: stiamo parlando di Maria Sharapova e Rafael Nadal, capaci di trionfare sulla terra battuta con un ruolino di marcia che parla da solo: un solo set perso dalla siberiana durante tutto il torneo, uno perso dallo spagnolo e settima affermazione al Roland Garros su otto partecipazioni, un record che lo fa diventare il re assoluto della terra rossa e della competizione parigina.

Maria Sharapova con questa vittoria legittima il ritorno sul gradino più alto del tennis femminile dopo un periodo dominato da tenniste eclissatesi dopo il periodo di momentaneo splendore (tanto per citarne alcune, Dinara Safina, scomparsa dal tennis che conta e, se non cambia rotta, anche Caroline Wozniacki), ma il punteggio non lasci pensare a un incontro dominato in lungo e in largo dalla tennista russa: la nostra Sara Errani (trionfatrice del torneo di doppio in coppia con Roberta Vinci) ha dato del filo da torcere all’avversaria, anche se in certi momenti la nostra portacolori nulla ha potuto contro la potenza e la profondità dei colpi della Sharapova.

La russa è partita forte, volando 3-0 contro una Errani bloccata dalla tensione e incapace di variare il proprio gioco, stretta negli angoli dalle bordate dell’avversaria, insuperabile quando riesce a posizionarsi per tirare il colpo. Sharapova si porta sul 4-0, ma lì Errani fa il break, dimostrando che la russa non è imbattibile quando lo scambio si prolunga o quando è costretta a giocare colpi in corsa. Alla Errani manca però un servizio incisivo, e Sharapova sulla propria battuta concede poco. Nel secondo set, Errani parte di nuovo male, e Sharapova risolve con il servizio il proprio turno di battuta. Errani perde di nuovo il servizio sull’1-3 e, pur riuscendo a strappare di nuovo la battuta sul 2-4, non riesce a tenere il proprio contro una Sharapova capace di fare punto anche con i suoi colpi deboli, come un dritto in corsa sottorete. Vittoria dunque indiscutibile quella della Sharapova, che completa il “Career Slam”, la vittoria in tutti e quattro i tornei del Grande Slam.

In campo maschile invece, sfiora il percorso netto Rafael Nadal, che ancora una volta dimostra di essere il tennista più forte sulla terra rossa, forse il più forte di tutti i tempi. L’anno scorso il suo dominio incontrastato (interrotto solo sporadicamente da infortuni o da prestazioni maiuscole dei suoi avversari) era stato incrinato da uno stellare Djokovic, capace di battere Nadal in sette finali consecutive, di cui due sull’amata terra rossa, ma quest’anno il maiorchino si è “vendicato” battendo il serbo nei tornei di Montecarlo e Roma e arrivando alla finale di Parigi dopo aver letteralmente demolito i suoi avversari.

Quest’anno Nadal è partito subito fortissimo, mettendo alle corde il serbo e volando 3-0. Il numero uno del mondo a quel punto ha reagito e, pur rischiando di subire il 4-0, ha cominciato a martellare l’avversario con colpi profondi, molti dritti a sventaglio e una ritrovata grinta. Nadal però è giocatore capace di approfittare di ogni minima distrazione dell’avversario, e sul 3-3 conquista altre due palle break, strappando il servizio all’avversario, che gli regala il punto con un doppio fallo. Il primo set è dunque appannaggio del maiorchino, che chiude 6-4 e strappa il servizio all’avversario in apertura. Però, a differenza del primo set, stavolta Djokovic reagisce e per la prima volta nel match si porta avanti per 3-2. Nadal è solido al servizio, Djokovic commette troppi errori gratuiti e lo spagnolo vola 5-3 prima dell’interruzione per pioggia.

Neppure il maltempo ferma il maiorchino e non serve a raffreddare i bollenti spiriti di un Djokovic molto nervoso: alla ripresa del gioco, Nadal fa subito il break e conquista il secondo set. Con la battuta a disposizione nel primo gioco del terzo set, lo spagnolo concede una palla break ma la annulla, e nel game successivo Djokovic commette troppi errori e cede la battuta dopo un dritto di Nadal. Potrebbe essere il segno della resa, ma Djokovic risorge, mette insieme un filotto di sei giochi consecutivi e mette in cassaforte il terzo set. A questo punto della partita è lo spagnolo ad avere paura di perdere, a rivedere per un attimo gli spettri delle precedenti sconfitte contro Djokovic, ad andare sotto 2-1 con un break a sfavore. Allora lo spagnolo chiede l’interruzione del gioco per le pessime (a suo vedere) condizioni del terreno di gioco, e la prosecuzione della partita viene rimandata al giorno dopo.

Il lunedì, Nadal riparte subito forte recuperando il break, si va così avanti con un sostanziale equilibrio (con una nuova interruzione per pioggia, ma stavolta non è Nadal a richiederla) fino al 5-6 e servizio di Djokovic: un errore del serbo di rovescio, un gran dritto di Nadal e un doppio fallo sul match point permettono a Nadal di vincere il settimo Roland Garros della carriera e aggiungere un nuovo prestigioso record alla sua già eccezionale carriera.

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