SUPERMERCATI STEFAN, CLAVE E ALIENI

di Simone Provenzano

In un altro post mi sono riferito all’essere umano come ad un  animale politico. Ovvero ad un essere che necessita di una polis, di relazioni e di relazionarsi per esistere. La relazione con l’ “altro” come bisogno fondante dell’umanità.

Qui, oggi, mi permetto di aggiungere un’altra caratteristica che contraddistingue l’animale uomo: la drammaticità. Con questo non intendo rilevare il carattere doloroso o la gravità delle condizioni dell’esistenza umana, ma piuttosto far emergere la tendenza della nostra specie al contrasto. La ricerca di un nemico da combattere, il semplice guardarsi attorno chiedendosi chi sia il cattivo.

Bernard Shaw ci dice che non c’è opera teatrale senza conflitto, che il contrasto è il sale del dramma. Noi nell’opera che ogni giorno portiamo avanti nel teatro delle nostre esistenze, non ce li facciamo mancare mai, né il contrasto, né il conflitto. Non ne possiamo fare a meno!

Abbiamo una natura sospettosa e ci troviamo a dare il meglio quando facciamo qualcosa contro qualcuno piuttosto che con qualcuno. E quando non troviamo un nemico esterno finiamo per combattere contro noi stessi. Tutto ciò non lo facciamo certo per cattiveria. Sembra, piuttosto, che la nostra mente si trovi a suo agio nel conflitto, come un qualche retaggio evoluzionistico di quando ci prendevamo a randellate con le clave per rubarci quel poco cibo che c’eravamo procurati con tanta sofferenza.

Ma questa caratteristica ha ancora la sua funzionalità? È ancora utile, evoluzionisticamente parlando? Perché a dire il vero è passato un bel po’ di tempo da quando ho visto utilizzare una clava per rubare del cibo in una caverna! Rischiamo di fare come una specie di vespa americana che tendeva a nidificare nel sottosuolo, subito sotto lo strato delle radici dell’erba e che rischia l’estinzione perché non riesce a nidificare in città con l’asfalto e la penuria d’erba!

Per fortuna tra noi e le vespe ci sono di mezzo diversi chilogrammi di cervello e qualche migliaio di anni di strada evolutiva diversa. Ma nonostante ciò ci ritroviamo in una condizione simile: quella di chi deve abbandonare un tipo di comportamento che oramai non è più utile in favore di un altro che può essere migliore: la cooperazione fondata sul rispetto di noi stessi e dell’altro.

A guardare i grandi film americani sembra che gli uomini smettano di darsi battaglia solo se dal cielo scendono alieni abbastanza cattivi da distruggere l’intero pianeta. Ecco! Non parlo di questo tipo di cooperazione per cui ci si ritrova uniti sotto un’unica bandiera solo per sconfiggere un nemico comune. No! Altrimenti siamo alle solite, e quando avremo finito di cacciare il cattivo di turno dovremo iniziare nuovamente a prenderci a clavate in testa gli uni con gli altri.

I grandi passi evolutivi non li possiamo forzare, non abbiamo in noi la capacità di alzarci domani mattina e, tutti insieme, decidere che saremo persone migliori. L’oceano è un’enorme quantità di gocce d’acqua, e ogni volta che una di queste decide di cambiare succede che anche quelle che vi si trovano accanto vengono influenzate. E così, poco a poco, molte gocce cambiano. Moltissime gocce diventano un mare… e infine un  oceano,  diverso. Tutto grazie a poche gocce.

Una rivoluzione dolce. Fatta di amore per noi stessi.

Abbiamo un grande potere, ci manca solo la pazienza di usarlo con costanza. Ci arriveremo.

P.S.

E pensare che volevo parlare del panico scatenatosi nei confronti dei supermercati Stefan nell’area fiorentina. Mi sono chiesto come può una notizia falsa  propagandarsi così velocemente. La risposta è nel post che avete appena letto. Lo Stefan era diventato il cattivo, lo aveva incarnato, e questo tipo di idee e di concetti trovano una terra di coltura eccellente nelle nostra forma mentis.

4 Comments

  1. Irene 26/06/2012
  2. silvia 08/12/2012
  3. simone provenzano 08/12/2012

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