di Francesco Gori
La Remontada chiamata in causa un paio d’anni fa per il ritorno di Champions League tra Barcellona e Inter, può essere un termine ben utilizzabile anche in MotoGP, dove la rimonta mondiale di Daniel Pedrosa è cosa che, seppur difficile, si può fare. In Giappone lo spagnolo conferma di crederci: vince ancora una volta, precedendo Jorge Lorenzo e portando il suo gap a 28 punti.
Il vantaggio del leader Yamaha, a tre gare dal termine, è ancora notevole ma attenzione all’eccesso di razionalità, che lo sport può punire: l’Jorge Lorenzo calcolatore delle ultime domeniche non piace, il campione vero deve lottare sempre per la vittoria (Valentino insegna), con intelligenza certo, ma non con il cosiddetto “braccino”. Anche perché l’inconveniente che si chiama “caduta” o “problema tecnico” è una variabile possibile – come successo allo sfortunato Dani, mai come quest’anno in palla – che rimescolerebbe le carte. La Honda pare in questo momento la moto migliore, Pedrosa in forma e grintoso al punto giusto. A questo punto, sarà decisivo Casey Stoner, appena rientrato. La casa giapponese, visto che l’australiano è ormai tagliato fuori dalla lotta mondiale e prossimo alla pensione, DEVE ottenere il suo supporto. È l’unico, del resto, capace di inserirsi tra i due, l’unico a poter portar via punti a Lorenzo. Ma Casey, cavallo imbizzarrito, vorrà fare il “secondo” a Pedrosa? O vorrà chiudere la sua carriera pensando esclusivamente ai fatti suoi?
La gara disputata a Motegi, casa Honda, ha vissuto sul duello consueto dei contendenti mondiali. Al 10° giro ecco il sorpasso di “Camomillo” e un distacco presto incolmabile per il rivale. Dietro si lotta per il podio, dove la spunta un grande Bautista, pilota in costante ascesa, che precede Dovizioso e uno Stoner ancora convalescente. Lontanissimo e 7° Valentino Rossi.
IL PODIO VIRTUALE
1° DANIEL PEDROSA: 8
E sono quattro nelle ultime cinque, ancora a piangere per Misano. Nonostante sia costretto a vincere per credere in una rimonta impossibile, lo fa e alla grande, senza commettere errori. Non si fa condizionare dal Lorenzo ragioniere e conferma una personalità mai così forte prima d’ora. Se i miracoli esistono, quello di “Pedrosa campione del mondo” è complicato, ma possibile. Con qualche aiuto esterno.
2° ALVARO BAUTISTA: 7.5
In crescita esponenziale l’Alvaro del Team Gresini. Un podio a sei secondi dal vincitore, a due da Lorenzo secondo, con una costanza di giri veloci da mettere in evidenza. Così come il testa a testa vincente con Crutchlow (poi caduto). Ancora un terzo posto dopo quello di Misano. Bravissimo.
3° JORGE LORENZO: 7
Corre con la calcolatrice in tasca. Occhio, si rischia di pagare dazio a non voler chiudere un mondiale sulla carta già chiuso. A non sfruttare i match point si rischia la rimonta rabbiosa dell’avversario. Un lato imprevedibile – questo – del carattere estroso di Jorge, un tempo incapace di conteggi del genere e ora sul versante opposto, quello dell’eccesso di essi. Come tutti finalmente umano, meno umana la sua dote di vittorie e piazzamenti infiniti quest’anno.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.



