di Caterina Pardi
(da Katinkawonka)
Questa stazione la salverei così com’è e smetterei di progettare spazi asettici e lindore tecnologico.
E se qualcosa andasse perso? Immagino di interrompere a metà il gesto, di fermare la mano che costruisce, per amore dell’umano. Guardare bene cosa si va a eliminare, per andare avanti senza perdere il filo delle cose importanti.
Cuore-carne-difetti mortali, affetti, imperfezioni con del bene dentro.
Fare attenzione: un miglioramento, vorrei, che non distruggesse distrattamente ciò che fa bene per abbandonare ciò che nuoce.
Binari: pietre porose e scure orlano il solco dove il treno corre. Appena dietro, subito sotto, sbucano erbacce e qualche fiore.
La “linea gialla” è crepata qua e là in un ritmo suo – acciaio-scossa-crepa.
Salverei anche qualche cicca e le mattonelle rotte.
Non salverei: gli accumuli di gomme da masticare annerite, sudici pois sotto le panchine che, appena sputati, soffocano gli uccelli curiosi che tentano di inghiottirle.
Di purezza di intenti non ne è sprovvista, la mia generazione (nata fra gli ultimi ’70 e i primi ’80) ma la seduzione del materialismo, dell’ultraliberismo, dell’edonismo (e dell’ ‘alternativismo’ a tutti i costi come sua declinazione di nicchia) era troppo forte perchè ne restassimo immuni, sempre e fino in fondo non intaccati.
I nuovi arrivati (’87-’88-’89-’90 e così via…) assistono alla decadenza dell’impero e degli -ismi che elencavo. Sembrano, anzi sono, più immunizzati. E noi trentenni italiani o poco più siamo abbastanza giovani e ancora (nostro malgrado) fuori dalle responsabilità più gravi, per poterci unire a loro senza grandi problemi.
Penso che i ventenni di adesso possano fare esperienza diretta della vanità di quegli “ismi” e conservare meglio e fin da subito quella purezza originaria – naturalmente se la possiedono – sul piano etico e spirituale. Ovviamente non si può conservare ciò che non si ha.
Mi chiedo poi: quanti anni ci vogliono per tenere lontana una generazione dall’ altra – 10 anni vanno bene? O ce ne vogliono almeno 11?
Ci sono forse delle “generazioni spirituali”, trasversali a quelle materiali, nelle quali convergono donne e uomini di tutte le età, le esperienze, i mondi?
Mi capita di sentire una forma di comunanza sia con diciottenni che con sessantenni e novantenni.



