APPUNTI DI VIAGGIO SU DI UN CAMMINO IN VAL CENO

di Gianluca Bonazzi

Da quando ho iniziato a operare con l’ attenzione rivolta al mio progetto, un cammino aperto e gratuito anche per una sola tappa, che si svolgerà da Fornovo a Veleja dal 14 al 19 agosto prossimi, tra Appennino parmense e piacentino, posso dire che ho iniziato un altro e nuovo percorso, intriso della conoscenza di sentieri, luoghi, storie, persone. Ho riprovato il piacere della scoperta e dell’incontro, senza secondi fini. È tale la ricchezza fluente dentro, che da sola basterebbe a far scrivere un piccolo libretto. Ho capito l’ importanza – uno degli scopi del mio futuro cammino sarà proprio questo – di mettere assieme in rete, ma sul serio e nel concreto, tali conoscenze acquisite. Ho messo in campo le idee di un mio scritto pubblicato, dal titolo “IL TESSUTO CREATO ASSIEME VINCE IL BUIO”.

Nell’epoca attuale avremmo bisogno di fare soprattutto questo. Le genti di villaggio dei tempi addietro vivevano secondo il suddetto principio, ma in un’ottica molto ristretta, legata ai clan o al massimo ai borghi. Attualmente certe zone d’Italia, accomunate da un insieme di bellezza paesaggistica, di valori umani, culturali e sociali e dal desiderio di agire assieme, lo stanno riproponendo, e così facendo promuovono modelli alternativi alla cultura metropolitana dominante. Credo che la rete dei villaggi di Val Ceno – appellattivo antico e moderno – possa proporre autonomamente un turismo di alta qualità, aperto al mondo e spalmato nell’anno.

Ne sono molto convinto, perchè ho scoperto quanto la Val Ceno meriti di essere scoperta. È una valle ariosa per paesaggi, stratificata per culture, imprevedibile per storie, che unisce antico e moderno, insinuandosi pian piano. Ma quell’antico spesso è dimenticato, visto come residuo inutile e lontano di un passato di miseria, per lasciar posto unicamente alla visione frontale e arrivista di un modernismo acritico. Ci sono delle storie invece, passate e recenti, che al solo sentirle ti fanno venire i goccioloni d’emozione agli occhi, facendoti riscoprire la visione laterale, umana, profonda.

da Wikipedia

Ho sempre pensato che il paesaggio, ogni paesaggio, ma soprattutto quello italiano, offra una curiosa immagine, quella di un fiore delicato e umile come la sua Bellezza, che stimola, per fascino ed incanto, il desiderio rapace di raccoglierlo. Solo che, incredibile sorpresa, una volta raccolto, le sue radici non finiscono mai, ma la Bellezza è andata persa per sempre. Radici infinite come lo sono i popoli succedutisi nel Tempo; quindi nell’aria italiana si avvertono evocazioni continue fatte di gusto, ascolto, sguardo, racconto, pittura e scrittura. Questa ricchezza – il paesaggio come un libro/racconto infinito – significa principio di pluralità, oggi indispensabile prima di tutto in se stessi, perché ci salva dai progetti sempre più invadenti di massificazione e di cementificazione dell’anima.

Riconoscersi quindi in un paesaggio plurale rispettandolo significa dotarsi di quegli antidoti necessari per sentirsi ancora animali umani. Mi riconosco nei paesaggi plurali che hanno tanto da raccontare, perché nelle loro storie silenziose il mio animo trova ristoro e pace. La Val Ceno, come ci ricorda l’antica leggenda dei gemelli Taro e Ceno, tramandata dal poeta di Carpadasco Francesco Zanetti, è un paesaggio plurale che, se ti perdi nella sua bellezza girovagando, come fece nella lontana era geologica il Ceno non accettando la sfida di velocità col Taro, finisci poi per ritrovartici, più sazio, più bello, più gaio. Concludo con una mia poesia scritta durante una ricognizione di tappa: ATTRAVERSANDO UNA TAVOLOZZA DI ROSSE COLLINE,/ HO STESO I MIEI PENSIERI AL SOLE,/ PERCHÉ SI ASSOPISSERO./ CONTINUANDO A CAMMINARE,/ MI ACCORSI DI VEDERE LA CRISI LONTANO,/ SULLO SFONDO./ LA VISTA DAL CRINALE/ ERA UN INSIEME DI PUNTI DI VISTA,/ MAI SAZIA./ IL PAESAGGIO VICINO E LONTANO MI NUTRIVA./ LA PAURA NON TROVAVA PANCIA./

Le tappe sono:

14 agosto: Fornovo (mt. 220) – Roccalanzona (mt. 456) – Pietra Corva – Riviano – Boccolo – Montesalso (FACILE);

15 agosto: Montesalso – Possessioni – Mariano Pieve (mt. 641) – Pellegrino Parmense (mt. 410) – Santuario di Careno (FACILE);

16 agosto: Mariano Pieve – Gragnano – Faeto (mt. 600) – Serravalle (mt. 235) – Case Bazzini (mt. 400) (FACILE);

17 agosto: C. Bazzini – Maneia (mt. 600) – C. In Galla – Castello di Golaso (mt. 370) – Costa di Graviago – Casanuova (mt. 546) – Bardi (mt. 625) (MEDIO);

18 agosto: Bardi (mt. 625) – Querciole – Cogno di Gazzo – Passo del Pelizzone (mt. 1028) – Mt. Carameto (mt. 1150) – Metti di Bore (mt. 832) (MEDIO);

19 agosto: Metti di Bore (mt. 832) – Rabbini – Monte Moria (mt. 1000) – Veleja (mt. 460) (MEDIO).

Ogni tappa inizia alle 8, presentandosi davanti alla sede del Comune o davanti alla chiesa locale, in caso di partenza da una frazione. In ogni caso, è bene telefonare (340.6146103) prima della tappa di partecipazione, per accertarsi di eventuali cambiamenti.

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