di Nicola Pucci
Lo ammetto senza troppa vergogna, di Arianna Fontana e di short track prima delle Olimpiadi di Sochi 2014 sapevo poco o niente. Poi… poi succede che i Giochi a cinque cerchi hanno il potere di appassionarti a discipline poco note ed allora quel che è successo all’Iceberg Skating Center ha lasciato il segno.
Accade che giovedì una biondissima ragazza dagli occhi azzurri di Sondrio, già vincitrice della Coppa del Mondo nel 2012 nei 500 metri e con due bronzi olimpici già al collo conquistati in staffetta a Torino 2006 e nei 500 metri a Vancouver 2010, si presenta alla partenza della distanza corta, appunto i 500 metri, tra le papabili al successo. La sfida finale a quattro dura 45 secondi e spiccioli di centesimi, ma già alla seconda curva vanno a terra, pardon sul ghiaccio, tre atlete, Fontana, l’inglese Christie e la coreana Park Seung-Hi. La britannica ha tentato l’azzardo ma lo ha fatto in maniera sciagurata, è pronta a rialzarsi e ripartire seguita da Arianna che le rimane dietro sul traguardo, terza a distanza di sicurezza dall’inattesa cinese Jianrou Li, scampata al capitombolo iniziale e medaglia d’oro senza avversarie. Ma Christie è penalizzata pochi minuti dopo la conclusione ed allora Fontana, felice seppur amareggiata per non aver potuto competere per il metallo più prezioso, coglie una strameritata medaglia d’argento.
Il tempo di ricaricare le batterie e sabato Arianna è di nuovo tra le attese protagoniste per la distanza dei 1500 metri. La concorrezza è più numerosa ma a giocarsi la gloria olimpica è ancora una volta un quartetto agguerrito, le due asiatiche Yang Zhou e Suk Hee Shim e l’olandese volante Ter Mors. L’azzurra rimane in scia alla cinese e alla coreana sperando di far valere agli ultimi due giri il suo spunto veloce, ma non riesce a trovare il varco giusto. Riesce comunque a rintuzzare l’attacco della gigantesca atleta di Enschede – 1metro 81centimetri contro il 1metro 64centimetri di Arianna – e la medaglia di bronzo, magnifica, è trampolino di lancio per le gare che vedranno Fontana ancora attesa tra le migliori, 1000 metri e staffetta.
Nel frattempo il medagliere di Casa Italia cresce, c’è di che esser contenti, no? Ed ho pure scoperto una disciplina che concentra attimi di emozioni vere…



