di Mariantonietta Sorrentino
L’Atelier “Giuditta Brozzetti”: laboratorio di tessuti a Perugia
Si può a giusto titolo definire figlia d’arte Marta Cucchia che a Perugia ha preso il testimone dell’attività familiare. Penelope sarebbe stata fiera di lei che sui telai crea opere ispirandosi anche a pittori famosi come il Pinturicchio. Una produzione, la sua, talmente di spicco che l’Atelier Laboratorio da qualche anno ha una location d’effetto ed è entrato nel sistema museale umbro.
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Asciugamani, tende e tovaglie dal fascino antico perché per la loro creazione vengono utilizzati telai antichi e una tecnica inossidabile. Tutto, creatrice compresa, si possono incontrare nell’ambientazione affascinante della chiesa di San Francesco delle Donne a Perugia. Bisnonna Giuditta Brozzetti non avrebbe forse immaginato che un giorno la sua alacrità e il suo genio avrebbero preso una simile piega. Tessitrice a mano fin dal 1921, un’attività che sarebbe passata di madre in figlia in un rosario dai grani sorprendenti. Quattro generazioni per scavalcare i secoli, arrivando fino a noi. Allora è il caso di porgere qualche domanda a Marta Cucchia, l’ultima, in ordine temporale. della generazione di tessitrici.
Come nasce questa sua attività e quando?
Il laboratorio è stato fondato dalla mia bisnonna Giuditta Brozzetti nel 1921; durante la prima guerra mondiale Giuditta fu la direttrice delle scuole elementari di Perugia, in questo periodo scoprì che nella campagne intorno al capoluogo le donne conservavano ed utilizzavano antiche tecniche tessili. Al ritorno dei reduci dal fronte decise di aprire una sua attività attingendo a piene mani nella gloriosa tradizione tessile umbra.
Cosa significa lavorare al telaio? Quali emozioni?
Credo che per me, come per molte donne, la tessitura sia radicata nella memoria ancestrale. Il veder crescere ogni giorno il tuo manufatto è fonte di enorme gratificazione; io definisco la tessitura la mia “droga”, mentre finisci un oggetto hai già in mente il prossimo progetto…
Quali sono le attrezzature del suo Laboratorio?
Nel nostro laboratorio utilizziamo due tecniche tessili; una utilizza i tipici telai a pedali con i quali le contadine hanno realizzato i tessuti per il fabbisogno domestico fino ai primi anni del novecento, l’altra si avvale dei più “moderni” telai a jacquard (brevetto Vincenzi del 1836).
Ci sono altre attività similari in zona?
In Umbria la tradizione tessile ha radici antichissime, fin dal medioevo la produzione delle splendide “tovaglie perugine” ci aveva reso famosi in tutta Europa. Nei primi del novecento sull’onda del “revival” nacquero, nella nostra regione, tante attività con l’intento di riportare in auge le arti tessili e di dare finalmente autonomia economica alle donne. Purtroppo oggi sono attivi solo due laboratori di tessitura a mano (il nostro e la “Tela Umbra” di Città di Castello), ma molte associazioni culturali e scuole di ricamo si occupano di trasmettere e conservare le altre tecniche tipiche regionali.
Che tipo di clientela è interessata ai suoi prodotti?
Il nostro pubblico è ovviamente di nicchia, solo persone con una particolare sensibilità ed amore per il bello decidono di acquistare un prodotto interamente realizzato a mano.
Ha un futuro questa attività?
Nel 2005 il laboratorio è entrato a far parte del Sistema Museale della Regione Umbria, credo che trasformare attività con spiccato valore culturale in Museo sia l’unica strada percorribile per non perdere una fetta importante della tradizione manuale italiana.
Qual è il suo sogno nel cassetto?
Poter trasmettere a mia nipote (la figlia di mia sorella) questa passione, senza il cruccio di averle rifilato una terribile “gatta da pelare”… attualmente non è possibile vivere di questa attività, io la chiamo il mio costosissimo hobby!!!
Nel suo Laboratorio fate anche innovazione o vi mantenete nel solco della tradizione?
Conserviamo la produzione tradizionale e al tempo stesso, nei limiti dei nostri telai ottocenteschi, ho creato una linea eclettica dove fondo vari stili con combinazioni cromatiche inedite… il bello di questo lavoro è che non si finisce mai di sperimentare.
Quante ore al giorno è occupata?
Dal lunedì al venerdì garantisco l’apertura dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. Il sabato, la domenica ed i festivi apro solo su appuntamento per visite guidate.
Ci sono operai che lavorano con e per lei?
Siamo in tre, io e due tessitori. Veramente pochi se si pensa che quando la mia bisnonna aprì il laboratorio contava 35 tessitrici!!
Promuove nelle scuole o nelle fiere questi suoi prodotti?
Abbiamo un progetto specifico per la scuole, facciamo visite guidate alle classi (è previsto un piccolo contributo) seguendo un tema specifico in base al periodo storico in studio o ponendo l’attenzione in tematiche sociali a richiesta. Abbiamo smesso di partecipare a fiere di settore, ormai l’artigianato artistico si è quasi del tutto estinto, alle manifestazioni il livello è tristemente molto basso e raramente si vede il Made in Italy.


