BOONEN RE DELLE FIANDRE, POZZATO E BALLAN SUL PODIO

di Ferdinando Cocciolo

Un grande Giro delle Fiandre, per i colori azzurri. “Peccato, però, Pozzato e Ballan, al cospetto del “mostroBoonen potevate crederci di più…”. Due italiani nei primi tre, battuti dal favorito, da colui che su quelle strade, tra muri e pavè, si sente come nel giardino di casa. Primo Tom Boonen, secondo Filippo Pozzato, terzo Alessandro Ballan.

Giro delle Fiandre 2012 – calcionapoli.positanonews.it

Questo il “verdetto “ finale di una classica monumento, la seconda dopo la Milano-Sanremo, che non ha tradito le attese, spettacolare, dura, tra attacchi, forature e cadute. Ha vinto uno dei due uomini più attesi – l’altro era Fabian Cancellara -, reduce dalle vittorie ad Harelbeke e nella Gand-Wevelgem. Un trionfo che restituisce a pieno titolo al ciclismo che conta un atleta che sembrava in declino e nobilita il movimento italiano con le ottime prestazioni dei nostri due migliori rappresentanti per le classiche dei muri e del pavè. Rimane un po’ di rammarico, probabilmente, per una volata che il nostro Pozzato – da quanto tempo non lo si vedeva così sicuro e fluido su strade che ama da sempre – avrebbe forse potuto condurre meglio, sfruttando la sua proverbiale potenza. Ma, ci sentiamo di dirlo, l’aver piazzato due italiani nei primi tre costituisce infine una “bella scossa” per il ciclismo tricolore nelle grandi gare di un giorno e rappresenta l’ideale viatico per le prossime classiche.

Boonen, Pozzato e Ballan sono arrivati in solitudine sul traguardo di Oudenaarde, dopo 255 km di una gara partita dalla piazza di Bruges invasa di tifosi. I più meritevoli, che hanno saputo anche interpretare meglio di tutti il Fiandre grazie al supporto delle tre squadre più forti, Omega, Farnese Selle Italia e BMC. E con loro, all’ultimo passaggio sul Vecchio Kwaremont, uno dei muri storici insieme al Grammont clamorosamente escluso dalle sorti dell’edizione 2012, poteva starci tranquillamente lo svizzero Fabian Cancellara se non fosse stato atterrato da una brutta caduta avvenuta a circa 65 km dalla conclusione. Tripla frattura della clavicola , questo “l’amarissimo verdetto” per lo svizzero di Berna, che puntava al successo e che a questo punto si vede costretto a dire addio anche al sogno Roubaix. Sicuramente, “l’andamento tattico” della novantaseiesima edizione del Giro delle Fiandre, dopo la caduta del più volte iridato a cronometro, ha preso una piega diversa, con atleti e team costretti ad uscire allo scoperto forse un po’ troppo presto.

Tom Boonen – media.rtl.fr

Sedici i muri da scavalcare, ma quelli più temuti, quelli che hanno fatto la selezione sono stati il Vecchio Kwaremont e il Paterberg, affrontati tre volte, dove in sostanza i migliori si sono dati battaglia. Tom Boonen, scalpitante, ha messo sin da subito le cose in chiaro con il valido supporto di un pimpante Chavanel che nelle fasi cruciali della corsa ha impresso “un ritmo infernale” con alcune micidiali trenate che hanno messo in seria difficoltà un irriconoscibile Philippe Gilbert. Sin dalle prime fasi della corsa si è notata la facilità di pedalata di Pozzato, che ha fatto davvero l’impossibile per poter gareggiare in queste corse dopo la frattura della clavicola al Giro del Qatar, così come era evidente la forma smagliante di Alessandro Ballan, svincolato dall’ombra di Gilbert in casa BMC. Al secondo passaggio sul Vecchio Kwaremont gruppo compatto e sempre l’eccellente Luca Paolini nelle prime posizioni del gruppo. Mancano 38 km alla conclusione, “il gioco si fa duro” e chi vuol tentare di staccare un volitivo e sempre attento Boonen deve iniziare a pensarci seriamente. Si avvantaggia un gruppetto, tra questi Boonen, Pozzato e Paolini; potrebbe essere la fuga giusta ed è prossimo il Paterberg. Cade anche Peter Sagan, altro favorito della vigilia, e sul Paterberg, con punte al 22% di pendenza, si forma un plotoncino di una decina di corridori tra i quali Ballan, Pozzato, Paolini, “Tornado” Boonen, Vanmarcke.

Non ci sembra vero, forse, ma è una delizia vedere Pozzato e Ballan come da tempo non accadeva. Mancano meno di trenta chilometri al traguardo, provano a rientrare anche Boasson Hagen e un buon Oscar Gatto, che potrebbe essere preziosissimo in appoggio a Pozzato, ma niente di fatto. Si avvicina l’ultimo passaggio su Kwaremont e Paterberg. Come sta Tom Boonen? Appare un po’stanco ed allora qualcuno riuscirà a staccarlo? Ballan si avvantaggia di una cinquantina di metri e passa per primo sul Kwaremont, penultimo muro di giornata. Ma Pozzato c’è, vola sui muri, fa il forcing e risponde ad Alessandro, portandosi però dietro anche Boonen, al gancio sul Paterberg: è questo il terzetto che andrà a giocarsi la vittoria. Luca Paolini tenta un disperato recupero, ma è troppo tardi. Cinque km all’arrivo, i battistrada hanno un minuto di vantaggio sul primo gruppo inseguitore che alza bandiera bianca. Ballan ci prova all’ultimo chilometro, Boonen chiude, ci si chiede perché Pozzato non rilanci l’azione.

Il resto è cronaca; lo sprint, con il trionfo di Boonen, previsto, che fa gioire il Belgio intero e la generosissima ma sfortunata prestazione dei nostri due scudieri, col rammarico, forse, per Pozzato di aver perso l’occasione della vita. Sì, perché il Giro delle Fiandre vale un posto nella leggenda del ciclismo.

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  1. Luca90 02/04/2012

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